I SOCIALISTI PER I DIRITTI A DIFESA DELLE LIBERTÀ INDIVIDUALI, SEMPRE

Non esiste una disciplina penale che proibisca in maniera espressa l’eutanasia. È arrivato il momento di fare decidere i cittadini su un tema che i politici si sono rifiutati di affrontare, rendere legale l’eutanasia in Italia e dare la possibilità di decidere sul fine vita. Per questo si è costituito il Comitato promotore del referendum parzialmente abrogativo dell’art.579 c.p. indetto dal Partito Radicale.


Del comitato fanno parte il Partito Socialista +Europa e Possibile 
A LUGLIO PARTE LA RACCOLTA FIRME, OBIETTIVO 500MILA ENTRO SETTEMBRE
quelle necessarie perché gli elettori l’anno seguente possano votare
 democraticamente sì o no all’eutanasia legale nel nostro Paese

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Segue il nostro servizio in argomento pubblicato su il puntO di aprile
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2021. RAVENNA VERSO LE ELEZIONI COMUNALI

in vista delle elezioni d'autunno nel capoluogo per l'elezione del sindaco e del consiglio, l'assemblea degli iscritti della città di Ravenna e la Direzione Provinciale del Psi si sono pronunciate sulla scelta di campo dei socialisti e della sinistra riformista e su come presentarsi al confronto elettorale. Ne danno conto due brevi note pubblicate su il puntO di aprile riportate qui di seguito.

DIREZIONE PROVINCIALE PSI. AUTONOMIA E IDENTITÀ SOCIALISTA
Alle elezioni comunali di Ravenna sosterremo la Lista del sindaco De Pascale
La direzione provinciale del Partito riunitasi il 26 marzo a Ravenna scorso ha dato il proprio unanime consenso al documento della segreteria nazionale in discussione il giorno successivo alla direzione nazionale. La sinistra, in Italia come in Europa è rappresentata dai socialisti. Con il centro dialoghiamo, cerchiamo intese, facciamo alleanze quando è possibile e necessario. Del resto ci rivolgiamo e dialoghiamo con…

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IL N. 4 DI APRILE 2021 DE il puntO  (qui per scaricarlo/leggerlo)

da questo numero

SERVE UN CAMPO DEI PROGRESSISTI
Enzo Maraio*

In previsione delle elezioni amministrative del prossimo autunno, il 27 marzo scorso la Direzione nazionale del Partito si è riunita ed ha approvato il seguente  documento. “Il quadro politico nazionale evolve velocemente. Il Partito Socialista in questo quadro in continua evoluzione non può rimanere immobile. Impegnato nel proprio percorso politico con la propria autonomia organizzativa, auspica da un lato il coinvolgimento dei tanti socialisti in un progetto comune attorno al PSI avviando nel contempo un dialogo con le forze laiche, ambientaliste, europeiste, liberali e socialiste per rendere competitiva la sinistra riformista italiana che sia di rilancio per tutto il centrosinistra, a partire dalle prossime elezioni amministrative. Autonomia ma politica di relazioni con i soggetti del centrosinistra, senza veti né pregiudiziali perché abbiamo il dovere di…

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IL N. 3 DI MARZO 2021 DE il puntO  (qui per leggerlo e scaricarlo)

da questo numero
LA GIUSTA LOTTA PER IL RISPETTO DEL LAVORO

Il 22 marzo 2021, per la prima volta al mondo, si sono svolti scioperi nazionali delle lavoratrici e dei lavoratori, compresi i dipendenti della filiera, dell’azienda statunitense Amazon - il più grande e importante sito di commercio online mondiale. In Italia lo hanno proclamato i sindacati di categoria per ottenere dalla multinazionale la riduzione dei disumani e insostenibili carichi e ritmi di lavoro, la stabilizzazione dei troppi lavoratori precari, il rispetto delle normative sulla salute (covid) e la sicurezza, gli aumenti salariali.
Oggi non è facile chiedere ai lavoratori di scioperare, ma combattere e rivendicare i diritti per la propria dignità è l’unica strada possibile per contrastare lo sfruttamento e affermare il diritto a un lavoro di qualità. Per questo i socialisti ritengono che la straordinaria adesione allo sciopero abbia aperto una pagina…

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 IL SOCIALISMO DELLE ORIGINI E LA QUESTIONE FEMMINILE
Anna Kuliscioff, leader del femminismo europeo

Nel 1890 al Circolo Filologico milanese,
il manifesto "anticlassista" della parità
tra uomo e donna. 
Non subito condivisa
da Turati, fece poi scuola nel mondo  

Il 27 aprile 1890 Anna Kuliscioff tiene, prima donna in Italia, una conferenza al Circolo Filologico milanese di via Clerici; tema dell’incontro “Il monopolio dell’uomo”. La sala è affollata, in specie da ragazze interessate al nuovo, fuggite dalla tutela familiare e dall’ordine di non partecipare ad un incontro con una ex terrorista! Il discorso si tenne nell'anno che precede la nascita della Critica Sociale, la rivista fondata assieme a Filippo Turati da cui prese impulso nel 1892 il Partito socialista. A giusto titolo "Il monopolio dell 'Uomo" e' ritenuto il manifesto del femminismo italiano: la Kuliscioff infatti fu protagonista della battaglia per l' eguaglianza delle donne nella società e non solo per la loro…

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IL N. 2 DI FEBBRAIO 2021 DE il puntO  (qui per leggerlo/scaricarlo) 

da questo numero
ALBERT SABIN UN VIROLOGO CON L’ANIMA

La  scoperta del vaccino contro la poliomelite, malattia terribile che mieteva ogni anno migliaia di vittime, soprattutto bambini, è stata una delle conquiste fondamentali che ha cambiato la storia dell’umanità e ha segnato l’era dei programmi di vaccinazione universale.
Lo scopritore dott. Albert Sabin mosso da senso di giustizia sociale e umanità, decise di non brevettare mai la sua invenzione rinunciando allo sfruttamento commerciale da parte delle industrie farmaceutiche, cosicché ne garantisse una più vasta diffusione in tutto il mondo. Dalla realizzazione del suo vaccino non guadagnò un solo dollaro continuando a vivere dello  stipendio di professore universitario. Da cittadino statunitense, durante gli anni della Guerra fredda, andando oltre le questioni politiche, donò gratuitamente i suoi ceppi virali ad alcuni scienziati sovietici per permettere loro la…

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LA DOPPIA MORALE ALLA BASE DI UN SOLENNE ERRORE STORICO
ancora oggi la scelta è il riformismo

Si è appena celebrato il centenario del Congresso di Livorno del 21 gennaio 1921, quando avvenne  la scissione del Partito Socialista Italiano e la nascita del Partito Comunista d’Italia. L’occasione per una seria riflessione sulle ragioni che portarono a quell’evento, le conseguenze che ne derivarono e che hanno contraddistinto le vicende della intera sinistra italiana lungo il ventesimo secolo fino ai giorni nostri.

La tessera preparata nel 1921 dai socialisti in grande maggioranza rimasti nel PSI reca l’immagine di una donna che ricuce una bandiera rossa proprio sopra il sole, la falce ed il martello, lo strappo storico di Livorno, un rattoppo che non si è ancora concluso. (Riprodotta dall'originale in nostro possesso) 

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PATRIK ZAKI HA IL DIRITTO DI TORNARE LIBERO
HA IL DIRITTO DI NON ESSERE ABBANDONATO

Vi invitiamo vivamente a firmare e a far firmare la petizione a favore della cittadinanza onoraria a Zaki su change.org (https://www.change.org/p/ministero-degli-affari-esteri-cittadinanza-italiana-onoraria-a-patrik) Al momento sono già più di 100mila i cittadini italiani che l'hanno sottoscritta.

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LIVORNO 1921 - XVII CONGRESSO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
LE DUE VIE, IL RIFORMISMO SOCIALISTA E IL COMUNISMO
La corrente comunista abbandona il congresso socialista e fonda il Partito Comunista d'Italia

 Ogni scorciatoia allunga il cammino

giacché la via lunga è anche la più breve

perché è la sola.

dal discorso di Filippo Turati, leader dei riformisti, al Congresso

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 IL N. 1 DI GENNAIO 2021 DE il puntO  (qui per leggerlo/scaricarlo)

CON LA NUOVA TESSERA
È APERTA L’ISCRIZIONE AL PARTITO PER IL 2021
La quota associativa ordinaria è di €. 52.00 che potrà
essere versata anche tramite bonifico bancario intestato
a Partito Socialista Federazione Provinciale di Ravenna
per usufruire, con la dichiarazione dei redditi dell’anno
successivo, di una detrazione – causale: “erogazione liberale”.
IBAN: IT56C0627013183CC0830009223

TRANSIZIONE ENERGETICA. SERVE UN CENTRO DI RICERCA AVANZATO
In una recente intervista il Sindaco di Ravenna ha descritto la sua città imprenditoriale, politica, sindacale e civile compattamente schierata a fianco di Eni – Saipem sulla politica di conferma e implementazione delle attività estrattive, in particolare a favore di un progetto di “idrogeno blu” che prevede ancora l’estrazione del  gas metano. Il progetto che propone Eni consiste nella realizzazione del più grande sito di cattura e stoccaggio di anidride carbonica del mondo nei…

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PITRELLI. BENE LA FIDUCIA
ORA SI DISCUTA DELLA POSIZIONE DEL PSI IN SENATO

La Direzione provinciale del Partito Socialista riunita sabato 23 gennaio 2021 ha concluso i propri lavori con un voto unanime. Così ne ha illustrato i punti salienti il Segretario Francesco Pitrelli.
“Il voto di fiducia espresso in Senato è un segno di responsabilità e un voto per il Paese, per dare stabilità in un momento così difficile dal punto di vista economico e sanitario. Servono, però, garanzie: un cambio di passo da parte del Governo, riaffermando la centralità del Parlamento, e presentando un progetto serio e concreto per l’Italia.
Abbiamo ravvisato anche la necessità di aprire una discussione sul gruppo in Senato che abbiamo contribuito a far nascere con Italia Viva nel settembre del 2019. Il Psi è sempre aperto al dialogo con tutte le forze politiche ed europeismo e riformismo sono valori che fanno parte della nostra cultura, ma siamo anche un partito di sinistra, nato per difendere i lavoratori e…

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il commento di Riccardo Nencini
all'intervista a Eugenio Scalfari 
apparsa su Repubblica del 2 gennaio 2021
IL RIFORMISMO SECONDO SCALFARI
L’epigrafe ‘riformista’ no, Berlinguer proprio non la merita

In una lunga intervista Scalfari indica ai lettori di Repubblica i riformisti italiani del ‘900. Sono cinque, eccoli: Gobetti, Rosselli, De Gasperi, La Malfa, Berlinguer (forse Aldo Moro).
Bene, ma una cosa è citare protagonisti della vita politica cui si ispira il giornale di cui è stato fondatore e direttore, altro tentare di costruire un pantheon del riformismo italiano. Si dirà, ognuno legge la storia patria con occhi di parte, e però vi sono dati oggettivi, non dico la verità, che non si possono proprio tacere, altrimenti, per citare Balzac, si fa della cronologia spicciola. E, aggiungo io, si riduce la storia a un cencio bagnato.
Riformista è chi adotta un metodo graduale per cambiare la realtà. Non è un rivoluzionario ne’ un conservatore. Il termine nasce all’interno del movimento…

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IL N. 12 DI DICEMBRE 2020 DE il puntO  (leggi/scarica qui)

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SEGNALIAMO IL CORSIVO DI PAOLO FRANCHI
SUL CORRIERE DELLA SERA DEL 19 DICEMBRE 2020

OTTAVIANO DEL TURCO
EVAPORATE LE ACCUSE, RESTANO SOLO I SILENZI

Anno dopo anno la «valanga di prove» contro di lui si è squagliata. Il Senato discute se togliergli il vitalizio. Tace la Cgil di cui fu numero due al tempo di Luciano Lama

Contro di lui c’era «una valanga di prove». E la carcerazione preventiva era inevitabile, visto il suo «profilo delinquenziale non comune che lascia ritenere pressoché certa la reiterazione degli stessi reati per cui si procede». L’uomo che così veniva rappresentato, lasciando incredulo almeno chi, come me e tanti altri giornalisti politici e sindacali, lo conosce da una vita, si chiamava, e si chiama ancora, Ottaviano Del Turco. Socialista fin da ragazzino. Numero due della Cgil ai tempi di Luciano Lama. Senatore. Ministro della Repubblica. E, al momento dell’arresto, il 14 luglio 2008, presidente (di centro-sinistra) della Regione Abruzzo. Dodici anni dopo, Del…

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DEL TURCO. SERVE UN SUSSULTO DI BUON DIRITTO E DI PIETAS
(gira pagina per andare all’appello di Maraio e Nencini che puoi sotoscrivere)

A nessuno può essere comminata una pena non prevista all’epoca dei fatti contestati, attinenti ad una fattispecie di reato.
È questo il caso di Ottaviano del Turco, parlamentare nazionale fino al 2001 ed europeo fino al 2005 quando – da abruzzese - fu eletto presidente della regione Abruzzo, carica dalla quale si dimise a causa delle indagini che lo riguardavano. Dunque tutti fatti precedenti al 2008 ma per revocargli il vitalizio si è applicata una norma del 2015. La norma lega questa pena accessoria a quella comminata dal giudice penale di interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici.
Nel 2017 Del Turco viene definitivamente assolto con formula piena – il fatto non sussiste – dal reato più grave di associazione a delinquere per corruzione, concussione, truffa, mentre nel 2018 c’è la conferma definitiva del reato di induzione indebita…

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COSÌ  LA FEDERAZIONE DI RAVENNA
SABATO 5 DICEMBRE 2020 ALL'ATTIVO REGIONALE DEL PARTITO
gli interventi di Francesco Pitrelli e Lorenzo Corelli

PITRELLI

I LIMITI DELLA SANITÀ
La pandemia da Coronavirus ha evidenziato tutti i problemi della sanità italiana, una sanità regionalizzata dopo la riforma del Titolo V che mostra importanti differenze, come fra Emilia-Romagna e Lombardia e fra nord e sud. Anche nella nostra Regione, che comunque si presenta fra le regioni al top nella sanità nazionale, c’è una mancanza di operatori sanitari, medici, infermieri, OSS. Non solo, però, mancano i lavoratori, mancano anche gli spazi, a causa della chiusura di reparti, ospedali e centri di primo soccorso. Infine, si rende necessario investire sulla medicina territoriale, medici di base, case della salute, ospedali di comunità e farmacie.

TRASPORTI
Il tema dei trasporti, diventato ormai centrale nell’opinione pubblica, deve essere affrontato con serietà e criterio. Importanti progetti sono quelli che riguardano la metropolitana di superficie lungo l’asse della via Emilia, lo sviluppo infrastrutturale della costa, in particolare la ferrovia di Ferrara-Ravenna-Rimini. Lungo la via Emilia, per evitare la saturazione del traffico ferroviario, sarebbe opportuno trovare una soluzione al servizio di Alta Velocità. È importante anche, per garantire un servizio il più capillare possibile, investire su infrastrutture e mezzi nelle tante linee secondarie della nostra Regione.
Anche il trasporto urbano deve diventare una priorità in tutte le città sopra i 50000 abitanti. In Provincia di Ravenna sono pochi gli investimenti da questo punto di vista, come nella maggior parte delle province dell’Emilia-Romagna. Vista anche la legge regionale che imporrebbe la chiusura dei centri storici alle auto, bisognerebbe puntare su nuove modalità di trasporto pubblico che garantiscano efficienza e capillarità.

DIGITALIZZAZIONE E LAVORO AGILE
Importante è la digitalizzazione della PA e di tutti i servizi ed è necessario continuare a incentivare i pagamenti con carta contro i contanti. I tempi attuali rendono anche fondamentale legiferare sul telelavoro, rendendolo quindi più agile e più conciliabile con la vita fuori dal lavoro.

GIOVANI
I giovani sono una delle categorie più colpite dalla crisi pandemica, sociale ed economica. È necessario investire su istruzione università e ricerca, ma anche in politiche del lavoro e abitative, per permettere alle nuove generazioni di avere più opportunità per il futuro.

CORELLI

Rendere di nuovo fecondo il campo Socialista
L’intelligenza delle cose è un esercizio necessario per rendere più probabile il conseguimento di un risultato, necessario e faticoso per studiare, conoscere e immergersi nei fenomeni, pronti a influenzarli, se non a determinarli, piuttosto che assecondarli pur di ottenere un facile, ma probabilmente fuggevole, consenso.
Tutto più difficile per noi, nello stato in cui ci troviamo, che non potremmo neppure trarre temporaneo vantaggio a cavalcare i fenomeni anziché cercare di indirizzarli.
Si individuano tre filoni:
-       il primo riguarda la storia e la sua analisi critica, capace di riconoscere meriti e colpe, i meriti per andarne orgogliosi, le colpe per accettarle come tali ed espungerle definitivamente. In ogni caso limitarsi a prendere da qui le mosse per guardare al futuro senza fantasticare che il passato ritorni. E, per quanto riguarda la sinistra nel suo complesso, confrontarsi apertamente sulla scissione di Livorno della quale nel 2021 ricorre il centenario;
-       il secondo concerne il modo in cui i socialisti possano tornare visibili. Probabilmente non bastano le tessere, la partecipazione alle competizioni elettorali, le parole d’ordine più o meno efficaci, più o meno ben canalizzate sui media e sui social. In ogni caso tutto questo è condizionato dal contesto e dalle risorse umane ed economiche delle diverse realtà;
-       il terzo ci interroga su come rendere di nuovo fecondo e più efficacemente visibile, il campo socialista. Si potrebbe far leva sull’uso dei luoghi dei quali ancora disponiamo, non per aprirli genericamente all’esterno, come più volte preconizzato, ma con attività che coinvolgano concretamente chi possiamo avvicinare sviluppando progetti concreti, soprattutto su tutto quanto tocca gli interessi delle nuove generazioni, la formazione culturale, il lavoro, senza chiedere la tessera.
Impariamo intanto a smettere di misurare il tasso di socialismo di chi nel socialismo si riconosce. Il socialismo è un campo largo ed è questa la sua forza in tutta Europa.
Come è noto, in Italia la sinistra nasce repubblicana, anarchica, socialista.
Il socialismo è quello che da fine ottocento fino al primo dopo guerra è stato capace di aggregare maggiori adesioni e consensi nel Paese da nord a sud. Sempre però diviso tra massimalisti e riformisti e da ultimo, dopo il 1917, comunisti.
Una forza quella Socialista e Socialdemocratica uscita preminente nella sinistra alle prime elezioni del secondo dopo guerra, ma pur sempre rilevante anche in seguito, nonostante la preminenza di quella Comunista, fino alla crisi e al tracollo del ‘92/’94.
Cercare ancora oggi, quando appartiene a tutti i socialisti la scelta riformista, distinzioni sulla base di diverse sensibilità personali, è obiettivamente assurdo. Sempre che, a forza di distinguere, ognuno di noi non voglia rimanere l’unico e ultimo dei socialisti.

Gli assetti istituzionali e la nostra Regione
Altri già propongono le macro Regioni, l’accorpamento dei minuscoli Comuni, il ripristino delle Province, magari anche esse più ampie – aggiungiamo - visto che il mezzo di trasporto non è più il cavallo.
Preferiamo dunque soffermarci sul fatto che in Italia c’è l’inflazione delle città Metropolitane che metropolitane non sono se si escludono - a essere generosi - Roma e, forse Milano e Napoli.
Basterebbe che le altre, o almeno quelle che ne hanno le caratteristiche – non certo Reggio Calabria! – diventassero Grandi Comuni incorporando quelli contermini come Municipi, per risolvere in un sol colpo anche la questione della elezione diretta dei consiglieri.
La pianura della nostra Regione è antropizzata e urbanizzata in modo diffuso, e attorno a Bologna i Comuni contermini sono spesso in pressoché totale continuità.
Sono le condizioni ideali per immaginare la realizzazione del grande Comune di Bologna, come pure la massima integrazione nei collegamenti est ovest e nord sud con una metropolitana di superficie.

LA FEDERAZIONE DI RAVENNA

SCEGLIERE IL CAMPO
Come si possa individuare il campo nel quale scegliere di stare è il prius della politica, e deve basarsi su molti aspetti, non ultimo il rispetto reciproco fra gli occupanti. Facile più a dirsi che a farsi, soprattutto se si proviene da diverse formazioni. È un equilibrio stretto tra la possibilità di continuare a rappresentare la propria essenza originaria e consentire che se ne sviluppi una nuova e condivisa, condivisa, non frutto di sopraffazione egemonica. Onde evitarla serve una autonoma attitudine all’elaborazione del pensiero, alla capacita di analisi, all’azione.
La prima regola perché ciò accada è l’equilibrio nella rappresentanza. Dunque non è attaccamento alle poltrone la ricerca di posizioni all’interno di un Partito, di una aggregazione, di una alleanza, ma lo strumento per consolidare nell’effettività quella comunione.
Se qualcuno viene meno a questo, statene certi che ci sarà rottura.
Questo equilibrio va innanzitutto cercato nel Partito, e quello socialista, come già detto, è concettualmente un campo largo, che non può non adattarsi alle concrete realtà in cui opera per non essere un’utopia o, peggio, occasione di una divisione senza costrutto. Al proposito, così Turati il 17 febbraio 1920 in una lettera ad Anna Kuliscioff: Quanto sarebbe prezioso per noi questo momento storico, e quale delitto politico vi sia nel vivere così alla deriva, tra una rivoluzione che non si fa e una riforma che non si tenta, gli uni cercando gli alibi negli altri per giustificare il proprio bullismo, e viceversa. Dunque solo Turati, Matteotti con lui e il loro piccolo PSU avevano capito come sarebbe andata a finire con la iattura della scissione comunista voluta da Mosca, che divideva il Partito mentre il fascismo montava. Ancora una volta vento di divisione - come alle origini con gli anarchici - responsabilità dei socialisti, ma soprattutto dei comunisti.

ALLEANZE
Non si intende certo affrontare la ben più modesta questione odierna delle alleanze scomodando la grande storia, e però essa ci ammaestra sul fatto che non è a dividere il campo della sinistra che ci si rafforza, nei noi, né gli altri. Dunque si riguarderà a ciò che è possibile fare nell’ambito della sinistra nel migliore dei modi in un dato contesto.
Nei comuni sotto i 15.000 abitanti, dove vige il maggioritario stretto, ci siamo presentati in coalizione di centro sinistra a Conselice, Fusignano e Russi, eleggendo un consigliere/assessore a Fusignano e un consigliere a Russi.
Nei comuni sopra i 15.000 abitanti non siamo (stati) in grado di presentarci in alcun modo a Cervia, a Bagnacavallo ci siamo presentati con Bagnacavallo Civica una lista europeista di popolari, repubblicani e socialisti che ha ottenuto una assessore, a Lugo Sinistra per Lugo recante il nostro simbolo oltre a quello dell’associazione Partecipazione Sociale che ha ottenuto anch’essa un assessore, a Faenza, infine, con Faenza Coraggiosa che ha eletto due consiglieri e ottenuto un assessore. A Bagnacavallo, Lugo e Faenza, nessuno dei consiglieri e assessori appartiene alla componente socialista.
A Ravenna che voterà la primavera prossima, nel 2016 ci eravamo presentati con Ravenna In Comune a sinistra e fuori dalla coalizione di centro sinistra. Poi, nel 2018 abbiamo aderito politicamente alla maggioranza di centro sinistra tramite la lista civica Ama Ravenna. Anche se – volendo schematizzare – riteniamo che il nostro campo naturale sia alla sinistra del Pd nell’ambito della coalizione di centro sinistra, ciò non di meno dobbiamo sentirci liberi di valutare ogni aspetto di possibile nostra partecipazione ad una liste elettorale della coalizione.
Si dovrà esaminare quale possa essere il nostro apporto circa la qualità delle candidature che potremo esprimere anche in termini di potenziale elettorale, la maggiore o minore considerazione del nostro ruolo, la chiarezza dei rapporti politici, atteso che quelli programmatici di base saranno gioco forza comuni alla coalizione.

CONCLUSIONI
Ancora non sappiamo se la pandemia ci darà il tempo, prima della tornata elettorale amministrativa di maggio, di sperimentare almeno in nuce quell’uso dei luoghi dei quali disponiamo di cui si diceva, per creare nuove forme di aggregazione, di modi di elaborazione del pensiero e dell’agire nella società.
Il rischio invece è che si venga all’improvviso precipitati in una abborracciata campagna elettorale

 I CIRCOLI FIGLI DI UN DIO MINORE?

Pur non contestando la necessità di rispettare tutte le limitazioni richieste per combattere la diffusione del virus, riteniamo incomprensibile l’esclusione dei circoli da qualsiasi possibilità di operare, senza neppure essere beneficiari di alcun ‘ristoro’.
Con la loro sopravvivenza è messa in discussione anche quella dei luoghi che li ospitano e ai quali consentono di potersi conservare.
La loro asfissia infatti trascinerebbe con sé presenze a volte secolari di una radicata tradizione associativa, cooperativa e mutualistica alla quale la nostra terra deve moltissimo in termini di emancipazione e riscatto sociale.
Non possiamo dunque non sottoscrivere appieno quanto affermato in proposito dal Vice Sindaco Eugenio Fusignani e, in particolare: “ … occorre sollecitare il governo a prendere in esame anche la questione dei circoli ricreativi, consentendo aperture per i soli soci con le stesse modalità e le analoghe restrizioni dei pubblici esercizi.”
È esattamente quanto, inascoltati, avevamo già richiesto in tutte le sedi.

IL N. 11 DI NOVEMBRE 2020 DE il punt (leggi/scarica qui)

DA QUESTO NUMERO
La ricorrenza fu istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1999, partendo dal principio che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani. In tutto il mondo una delle prime cause di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni è l'omicidio compiuto da persone conosciute, come mariti, compagni, partner o ex partner. Spesso le violenze si consumano all'interno delle mura domestiche, come dimostra l'aumento di casi rilevato dall’inizio della pandemia. Il numero di donne uccise in Italia nel primo semestre 2020 è salito da 56 a 59 rispetto allo stesso periodo del 2019. E, in tutto il mondo i movimenti limitati, l'isolamento sociale e l'insicurezza economica causa emergenza sanitaria,  hanno contribuito a incrementare la vulnerabilità delle donne e la violenza.

Le leggi contro i crimini di odio vanno difese tutte e da tutti perché se passerà solo una discriminazione, allora passeranno tutte”. Cathy La Torre

LA "COPERTINA" DELL' AVANTI!  DI NOVEMBRE
Si può acquistare in Federazione

OTTOBRE 2020 E' USCITO IL N 10 DE il puntO  (leggilo/scaricalo qui)

da questo numero
PIU CONTROLLI CONTRO IL CAPORALATO DIGITALE
Mancato rispetto delle tutele contrattuali, inosservanza della sicurezza sulle strade e nel lavoro, occupazione di lavoratori stranieri irregolari, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e dinamiche di caporalato digitale. La Procura di Milano ha concluso un’ indagine contro le maggiori quattro compagnie multinazionali americane di consegna del cibo a domicilio che hanno investito nel territorio italiano.
Proprio come il caporalato agricolo, quello digitale funziona per intermediari. Molti extracomunitari, pur di lavorare, accettano qualsiasi compromesso e le multinazionali della ristorazione ci giocano per abbassare le tariffe ed essere più competitive. Ci sono poi stranieri in regola con i documenti che rivendono o affidano i propri account a lavoratori senza permesso di soggiorno che non potrebbero essere assunti. I caporali concordano con i lavoratori fantasma una cifra che si aggira intorno ai 300euro al mese che riscuotono direttamente dal lavoro altrui. Si fa tutto online: mandati i documenti, le compagnie, senza nemmeno fare un colloquio di persona o telefonico, senza sapere chi sono e se hanno necessità, li assumono. A quel punto i regolari passano il loro account a quelle persone “irregolari”.
Il sistema di compravendita è ben organizzato, il regolare guadagna in media 10euro lordi, chi prende in affido l’account ne guadagna 3 netti perché 7 li chiede il titolare del contratto. Così i “nuovi schiavi” sono serviti. Vittime di questa filiera sono gli invisibili delle aree metropolitane, nella maggior parte dei casi giovani provenienti dai Paesi più poveri del mondo, che accettano, pur di avere accesso ad un lavoro che sia in grado di dar loro la speranza di raccogliere qualche briciola da un’economia dei servizi digitali che si sta arricchendo sempre di più sulle spalle dei lavoratori. Le compagnie, che sono a conoscenza di come funziona il sottobosco dei lavoratori fantasma e di tutta la dinamica della compravendita, sono i primi caporali di questi braccianti metropolitani. Gli inquirenti della Procura hanno rivelato: “i ciclo- fattorini, oltre ad essere pagati alla vergognosa cifra di 3euro l’ora, venivano depauperati delle ritenute d’acconto operate ma non versate, sottoposti a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retributivo e trattamentale. Venivano derubati delle mance che i clienti lasciavano loro e puniti, attraverso una arbitraria decurtazione del compenso pattuito, se non si fossero attenuti alle disposizioni impartite. Approfittavano dello stato di bisogno dei lavoratori, migranti richiedenti asilo dimoranti nei centri di accoglienza, pertanto in condizione di estrema vulnerabilità e isolamento sociale, e li destinavano al lavoro in condizioni di sfruttamento”. Accuse che hanno portato quest’estate al commissariamento di una delle aziende, ad indagare alcuni manager interni e gli amministratori di due società esterne di reclutamento di personale che fornivano alla filiale italiana del colosso americano. La chiusura delle indagini ha confermato il perdurare delle condizioni di sfruttamento e dell’estrema vulnerabilità lavorativa della categoria dei riders. Prassi inaccettabili che richiamano ad una riflessione collettiva sulle generali condizioni di lavoro, a partire dalla necessità di garantire i diritti dei lavoratori di questo comparto, tra i quali dignitose condizioni di lavoro, sicurezza e equo compenso per i quale il Partito Socialista si batte da tempo. Contro il permanere di comportamenti illegali ai danni di queste lavoratrici e di questi lavoratori occorre oggi, più che mai, oltre che dare le giuste tutele contrattuali, incentivare più controlli e ispezioni.

 

Ordine dei Farmacisti della Provincia di Ravenna
DOMENICO DAL RE CONFERMATO PRESIDENTE
Il 29 settembre scorso i farmacisti della provincia di Ravenna hanno rinnovato il loro consiglio direttivo. Alla Presidenza è stato riconfermato Domenico Dal Re.
Lo stralcio della sua intervista.
L’Ordine ha sempre avuto come obiettivo primario una politica a tutela della salute pubblica. Se la validità dei sistemi si misura nelle difficoltà, durante la prima emergenza Covid, a livello locale, il sistema ha retto meglio che in altre zone. Il modello della provincia di Ravenna nasce una decina di anni fa dalla disponibilità delle farmacie pubbliche e private, dalla sensibilità politica dell’Amministrazione comunale e del direttore generale dell’Asl che a suo tempo l’ha portato avanti con convinzione sia a livello locale che regionale. La farmacia deve diventare sempre più presidio sanitario territoriale, che con la legge sui servizi può e deve ampliare l’offerta alla collettività, per non sguarnire del tutto i piccoli centri. Si guardi ad alcuni esempi: con il coordinamento del sindaco si è riusciti per primi a calmierare il prezzo delle mascherine e grazie al magazzino delle farmacie comunali a garantirle alla collettività. In sanità la cooperazione, non la competizione, deve essere la linea da seguire: qui si ha intenzione di ampliarla maggiormente, per garantire una politica sanitaria omogenea e comunque sempre più condivisa anche con le altre professioni sanitarie.

LA "COPERTINA" DELL' AVANTI!  DI OTTOBRE

... 32 pagine di buona politica. Si può acquistare in Federazione

il n. 9 di settembre 2020 de il puntO (leggilo/scaricalo qui)

DA QUESTO NUMERO

TUTTO O QUASI SUL VOTO. DALLE REGIONALI ALLE COMUNALI
A Faenza il centro sinistra vince e Massimo Isola è il nuovo sindaco
“Faenza Coraggiosa” elegge due consiglieri. Un buon risultato per i nostri candidati

Andiamo con ordine. Il 21 e 22 settembre, oltre che per il referendum costituzionale, in sette regioni, sei a non tener conto della piccola Val d’Aosta (Campagna, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto), si è votato per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli regionali, come pure in un migliaio di comuni per l’elezione del sindaci e dei Consigli comunali. Tra questi ultimi Faenza.

REGIONALI. Se, non c’è stata alcuna spallata, per altro temuta, e ancora una volta il governo esce indenne dal voto  regionale così come da quello referendario, non ci sembra corretto trarre dal risultato nelle regioni indicazioni politiche generali di un qualche valore, almeno laddove si andava alla riconferma dei Presidenti uscenti. I sistemi elettorali regionali sono fortemente maggioritari e incentrati solo sui candidati alla massima carica, candidati che l’improvvida riforma del titolo 5° della Costituzione ha trasformato da Presidenti a Governatori - Monarchi quando si ricandidano - in grado di raccogliere un voto trasversale, che pesca indifferentemente dall’elettorato di destra e di sinistra, potenzialmente clientelare. Vincono dunque con percentuali incredibili almeno tre degli uscenti: Zaia (77%) in Veneto, De Luca (70) in Campania, Toti (56) in Liguria. Ma pure il quarto, Emiliano in Puglia, il più’debole’, ha vinto di larga misura sul suo principale concorrente.
In Campania i socialisti con il 2,5% eleggono un consigliere, mentre in Puglia, essendoci lo sbarramento al 4%, con il 3,9 non ne eleggono nessuno.
L’esiguo numero di Consiglieri regionali da eleggere, che nelle diverse regioni vanno da 40 a 60 e il sistema di calcolo di attribuzione dei seggi maggioritario, producono di fatto l’effetto di uno sbarramento implicito, dunque perché punire ulteriormente la rappresentanza politica con uno sbarramento normativo?
Così, se dovessimo trarre una valutazione politica di ordine generale constateremmo che esiste un legame stretto tra l’esito del referendum e delle regionali. L’istituzione parlamento ne esce indebolita, guadagnano invece visibilità e peso politico i governatori uscenti, già in evidenza nella crisi Covid, affrontata privilegiando la concertazione tra esecutivi a danno delle Camere. Bisognerà dunque fare grande attenzione a che le ulteriori auspicabili riforme non prendano una strada sbagliata, stravolgendo la Costituzione. Non manca, infatti, chi potrebbe vedere in un parlamento indebolito l’occasione per puntare al sindaco d’Italia, o all’Italia delle repubblichette. Non è certo un caso che Zaia trionfante abbia immediatamente dichiarato che unico interesse dei veneti è l’autonomia (differenziata).

LA CONFERMA TOSCANA. La vittoria del centro sinistra in Toscana ci riguarda da vicino perché faciliterà importanti collaborazioni che riguardano il futuro anche per la nostra regione e la nostra provincia, come le infrastrutture, con la linea Firenze-Faenza, e la candidatura alle Olimpiadi, per fare qualche esempio.

COMUNALI. Non sono buoni, per i socialisti, i risultati nelle liste assieme a partiti come Azione o Italia Viva. Paiono invece più soddisfacenti quelli ottenuti assieme agli altri della sinistra di governo. Laddove possiamo farlo e ci presentiamo con il nostro simbolo, in genere eleggiamo. Bisognerà insistere su questa via, quando possibile, perché il simbolo socialista continui ad essere sempre più presente nelle schede elettorali. Per ricostruire il Partito e ottenere soddisfazioni in futuro è importante far conoscere il simbolo e parlare con la gente perché riscopra le nostre idee.

FAENZA. Dopo le due formazioni maggiori in competizione - il Pd con il 33,9% che elegge il Sindaco e 9 consiglieri e la Lega con il 18,7 – seguono praticamente alla pari tre liste, Faenza Cresce (7,4) e Faenza Coraggiosa (7,2) per Massimo Isola, Fratelli d’Italia (7,3) per Paolo Cavina. Dunque nel centro sinistra si equivalgono due liste seconde soltanto al Pd e che eleggono entrambe 2 consiglieri, mentre conquistano un seggio ciascuno il M5S e, buon ultima, Italia Viva, le altre due liste della coalizione non eleggono nessuno.
In Faenza Coraggiosa i candidati socialisti Francesco Pitrelli e Margherita Calzoni ottengono rispettivamente 69 e 24 preferenze: una buona base di ripartenza per tornare  a crescere, a cominciare da chi ha dato fiducia ai nostri candidati. In ogni caso continueremo a portare avanti il progetto di Faenza Coraggiosa, vigileremo sull’operato della Giunta e del Consiglio e daremo il nostro contributo ovunque ci verrà consentito.
Dopo Faenza, la primavera prossima si voterà per il Comune di Ravenna. Anche qui i socialisti sono chiamati ad un impegno straordinario per garantire una loro buona presenza politicamente incisiva

 

LA VITTORIA DEL SI NON CAMBIA NULLA. ANZI
Tra gli elettori più giovani - fino ai 24 anni - SI e NO si equivalgono

Non possiamo dirci sorpresi dal risultato che ha visto vincere il Si al referendum sul taglio dei parlamentari. Un taglio che rischia di minare la democrazia. E’ stata una campagna elettorale tutta in salita, noi ce l’abbiamo messa tutta. Era una battaglia che andava fatta sopratutto da chi come noi ha a cuore la Costituzione. Siamo comunque molto soddisfatti di avere convinto una discreta percentuale di elettori che le nostre ragioni del NO andavano sostenute, che i cambiamenti non si fanno con il populismo ma con riforme strutturate e complesse. Se si tocca il Parlamento bisogna farlo tenendo conto degli equilibri necessari. Resta intatta la debolezza degli argomenti dei sostenitori del SI. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili. Parimenti rimangono i danni certi alla rappresentanza di regioni piccole e medie e forze politiche minori. I correttivi già concordati per quella che quasi tutti definiscono una riforma pessima non si sa se giungeranno mai al traguardo.
La riforma costituzionale appena votata dai cittadini non prevede un disegno più o meno organico di revisione dell’assetto istituzionale in vigore senza incidere in alcun modo sui meccanismi decisionali della nostra democrazia. Non cambia il bicameralismo paritario, le funzioni delle due Camere  resteranno inalterate nell'attuale Parlamento e nel prossimo. Non muta la “doppia fiducia” verso il Governo, non si snellisce il procedimento legislativo, non viene contenuto l’abuso delle decretazione d’urgenza, della questione di fiducia e dei maxiemendamenti, non  si rafforzano i poteri di controllo del Parlamento verso il Governo e di intervento nel processo legislativo. Non riscrive le competenze dello Stato e delle Regioni, non introduce lo stato d’emergenza.
Tutti aspetti di cui si discute da almeno quaranta anni  e che non hanno mai prodotto risultati concreti. Nell’ambito degli svariati tentativi di riforma costituzionale falliti dal 1983 fin ad oggi, sono state certamente previste riduzioni della composizione delle Camere e in taluni casi anche diversa modalità di elezione di ciascuna di esse proprio per  distinguere  il differente ruolo di un ramo rispetto all’altro. Serve subito una nuova legge elettorale. La posizione del Partito Socialista è chiara: una legge proporzionale e una soglia di sbarramento che garantisca la pluralità della rappresentanza di tutte le forze politiche. 

L'AVANTI! DI SETTEMBRE...IL SOCIALISMO DELL'AVVENIRE
 

 
                                                             Francesco PITRELLI un Socialista
                                                                                            in Consiglio comunale a Faenza

È USCITO IL N 8 DI AGOSTO 2020 DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)
C
ON IL SUPPLEMENTO FAENZA SPECIALE ELEZIONI (leggilo e scaricalo qui)
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A COPERTINA DEL SUPPLEMENTO
DA QUESTO NUMERO DEil puntO
L’impegno dei Socialisti a fianco del Comitato per il NO
Compaiono i primi manifesti e fervono in provincia di Ravenna le iniziative del Comitato per il NO al taglio dei parlamentari, a partire da Alfonsine, Bagnacavallo, Cervia, Faenza, Lugo, Ravenna, Russi.
MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE ORE 18:00 PIAZZA XX SETTEMBRE RAVENNA - detta dell'Aquila - il Comitato per il NO, in collaborazione con il Partito Socialista, avrà ospiti, insieme a Francesco Pitrelli segretario provinciale Psi, l’avv. Felice Besostri  e l’avv. Andrea 
Maestri.
UN   ALLA RETORICA ANTICASTA
La democrazia rappresentativa è sotto indagine, se non sotto attacco. (segue in Leggi tutto)Una vittoria del SI ridurrà la rappresentanza democratica, soprattutto quella delle regioni più piccole. Una vittoria del SI ridurrà la rappresentanza democratica, soprattutto quella delle regioni più piccole. Si sarebbe risparmiato di più tagliando stipendi e privilegi, mentre l’attenzione viene posta solo sul numero dei parlamentari: riduciamo il numero e tutto si risolve(?!).
Il 20 e 21 settembre saremo chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari.L’esito del voto, in ogni caso, non risolverà il vero problema che attanaglia la classe politica che non è la quantità dei nostri rappresentanti, ma la loro qualità intesa come formazione e competenze. Le magagne del nostro sistema allignano in regole ormai vecchie di settant’anni che andrebbero aggiornate ma l’unica riforma che rischia di arrivare in fondo è quella che non serviva. L’unica che anziché a una logica di funzionamento risponde alla narrazione politica del momento, il populismo anticasta. L’Italia del 2020 non è la stessa del 1948 quando entrò in vigore la Costituzione, che è sacra ma non intoccabile. Per accedervi serve competenza, rigore e decenza. In settantadue anni con tutti i pregi e i difetti possibili, è cambiato il tasso di alfabetizzazione degli italiani, è notevolmente aumentato il numero dei laureati e sono mutate le relazioni internazionali. Un mondo diverso che richiede parlamentari specializzati che abbiano conoscenza della Costituzione, padronanza della lingua straniera, nozioni fondamentali di economia e di diritto, precedenti esperienze amministrative in ambito comunale o regionale, oltre che specifiche competenze relative ai settori a loro assegnati. Questa non sarebbe certamente la formula magica ma un sistema di filtraggio che deve essere  inserito onde evitare che il futuro degli italiani cada definitivamente in mano all’incompetenza. Sarebbe poi importante capire quali correttivi servono al nostro assetto istituzionale, ma ancora più importante è riconoscere che la crisi della democrazia è essenzialmente una crisi della politica e dei partiti, luoghi in cui poter condividere ed acquisire conoscenze, elaborare percorsi di confronto e soluzione dei problemi.

Per l'elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale di Faenza, i socialisti votano la Lista FAENZA CORAGGIOSA a sostegno del candidato sindaco del centro sinistra Massimo Isola ed esprimono la doppia preferenza per Francesco PITRELLI e Margherita CALZONI candidati al consiglio comunale. Seguili sui social.

 
 

Francesco PITRELLI, 22 anni studente universitario di farmacia e segretario provinciale Psi
Margherita CALZONI, 37 anni, giornalista pubblicista e manager culturale

A Napoli dal 4 al 6 settembre la Festa nazionale del Psi
dedicata alla ripartenza dell'Italia e al confronto
politico
(scarica qui il programma)

Si svolgerà a Palazzo Caracciolo (via Carbonara 112). Sarà un confronto politico tra partiti e parti sociali in vista anche dell’importante election day del 20 e 21 settembre, quando si terranno elezioni amministrative e regionali, oltre che il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. “Non abbiamo voluto rinunciare a un appuntamento, quello di settembre, che riunisce i socialisti di tutta Italia ogni anno, nonostante il nostro Paese stia vivendo uno dei momenti più difficili che abbia conosciuto in questo secolo” – ha scritto il segretario Enzo Maraio in una lettera a militanti e iscritti. “La crisi economica in cui siamo già immersi non si dileguerà in breve tempo. Le forze politiche, abbandonando inutili protagonismi e con un atteggiamento responsabile, dovranno fare scelte strategiche – politiche ed economiche – per uscire dal pantano, il prima possibile”- ha aggiunto Maraio. Settembre sarà un mese cruciale: un autunno caldo che arriverà dopo una stagione già difficile. La Festa del Psi sarà un utile momento di confronto per tutti. Siamo sicuri che insieme possiamo ripartire”- ha concluso.

UN NUOVO PATTO PER FAENZA
CON MASSIMO ISOLA CANDIDATO SINDACO

Si tratta di un Manifesto (leggi e scarica qui il testo integrale) frutto del confronto e del dialogo che dalla fine del 2019 il Movimento 5 Stelle, Europa Verde, L’Altra Faenza, Articolo Uno e Partito Socialista (le ultime tre formazioni oggi hanno dato vita alla lista civica Faenza Coraggiosa) hanno avviato in vista delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020. Ne è nata una collaborazione duratura e importante, che ha visto superare differenze politiche storiche per trovare una visione di futuro per la città di Faenza che sapesse tenere insieme apertura e partecipazione, necessità di trovare nuove traiettorie di sviluppo sostenibile, attenzione alle nuove e vecchie fragilità sociali, scolastiche, economiche e sanitarie. Si è cercato di immaginare una città più ecologica, inclusiva, sicura e solidale e una nuova Amministrazione Comunale capace di guidare un nuovo ruolo dei servizi pubblici, strumenti di innovazione e di riduzione delle disuguaglianze per i cittadini di Faenza. Su questa visione si sono trovati la condivisione e l’impegno di Massimo Isola, che ha sottoscritto questi contenuti da cui partiranno le azioni concrete del programma della coalizione di Centro Sinistra.

FAENZA. UN SOCIALISTA
IN CONSIGLIO COMUNALE

MI CANDIDO A CONSIGLIERE COMUNALE
Sono Francesco Pitrelli, classe '98, studente di Farmacia presso @unibo.
È un'emozione per me poter correre alle elezioni comunali come candidato: non ci ho pensato due volte quando mi è stata data la possibilità con la lista @faenza_coraggiosa, nella quale sarò candidato insieme a @margheritacalzoni.
Perché mi candido? Per portare avanti una visione di Faenza come città europea, aperta, dinamica, ecosostenibile e solidale.
Desidero che Faenza diventi ancor di più una città vicina ai giovani e per i giovani, a misura di studente, una città dove nessuno venga lasciato indietro, una città viva e vivibile.
Io ci credo, perché Faenza ha davvero bisogno di persone giovani che, #concoraggio, portino avanti le loro idee e ascoltino i cittadini. Faenza ha bisogno di persone di sinistra, ecosocialdemocratiche. Per questo io ci credo e per questo io mi candido nella lista FAENZA CORAGGIOSA per @massimo.isola Sindaco

Il 20 e 21 settembre vota #faenzacoraggiosa #scriviPITRELLI #scriviCALZONI

#unsocialistainconsiglio
#giovani e #ambiente #concoraggio

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