GIOVANI SOCIALISTI A CONGRESSO
A FAENZA L'ASSISE REGIONALE
Conoscere il passato per vivere il presente e immaginare il futuro

Domenica 14 ottobre con inizio alle 9:30 si svolgerà a Faenza, nella sede Psi di corso Mazzini 85, il congresso regionale della Federazione dei Giovani Socialisti dell’Emilia Romagna, una riflessione corale aperta al contributo dei movimenti giovanili laici, ambientalisti e riformisti che intendono costruire una sinistra europea, popolare e di governo.
L’assise, senza tralasciare i temi che riguardano il lavoro, lo stato sociale, l’ambiente, con la prospettiva di un rinnovato patto generazionale, dedicherà una particolare attenzione all’attualità politica e alle elezioni europee ed amministrative della prossima primavera.
Le proposte dei giovani socialisti, per quanto riguarda queste ultime, si rifanno alla tradizione del ‘Socialismo municipale’ per aggiornarlo e offrirlo come bussola all’azione di governo delle amministrazioni locali di centro sinistra.
Il…

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SEGRETERIA PSI
MANIFESTO PER L'EUROPA. CONGRESSO PRIMA DELLE EUROPEE

La Segreteria nazionale del Psi, riunita il 3 ottobre a Roma ha approvato la relazione del Segretario Riccardo Nencini e deliberato la convocazione, entro la prima decade di novembre, del Consiglio nazionale perché convochi un congresso nazionale straordinario da celebrare prima delle prossime elezioni europee.
Il Consiglio nazionale, inoltre, dovrà approvare le proposte di modifica dello Statuto del Partito da sottoporre al congresso e sarà preceduto da una convenzione nazionale aperta a tutta l’area che fa riferimento ai valori socialisti.
La segreteria nazionale ha infine approvato un ‘Manifesto per l’Europa’ (leggi qui il documento)

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PUBBLICHIAMO IL N. 9 DI SETTEMBRE 2018 DE il puntO
(qui per leggerlo e scaricarlo)
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da questo numero vi proponiamo
UNA GIORNATA STORICA

La relazione della parlamentare Judith Sargentini* al Parlamento europeo ha ottenuto l’approvazione, con la maggioranza dei due terzi, di attivare la procedura di sanzioni prevista dall’art.7 del Trattato Ue nei confronti dell’Ungheria accusata di mancato rispetto dei valori dell’Unione Europea: gravi minacce allo stato di diritto, alla democrazia e violazioni dei diritti fondamentali in uno Stato membro. A chiusura del suo intervento, la Sargentini aveva affermato: "Orban ha intimidito gli oppositori del suo Paese, imbavagliato i media non allineati, limitato il settore accademico,  sostituito i giudici indipendenti con giudici più vicini al regime, reso la vita difficile alle organizzazioni non governative. Noi tutti abbiamo il compito di tutelare i cittadini europei per farli vivere…

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FESTA NAZIONALE
CASERTA 14-16 SETTEMBRE PARCO MARIA CAROLINA

clicca sul link qui sotto per rivedere l’ultimo dibattito e le conclusioni di Nencini
www.radioradicale.it/scheda/551568/festa-nazionale-dellavanti-2018-un-fronte-repubblicano-per-litalia

R I F O R M I S T I   I N   F E S T A

A Caserta si tornava a respirare aria di politica nazionale. È lì che si è tenuta  la Festa Nazionale dell’Avanti! presso il  parco Maria Carolina, a pochi metri dalla Reggia di Caserta. Folta la presenza di esponenti di primo piano della politica locale e nazionale. All’apertura la presentazione del direttore Mauro Del Bue e di Ugo Intini della nuova veste dell’Avanti! on line. Tanti i temi trattati durante i tre giorni della Festa. Chi non lavora non mangia, a  cui partecipavano tra gli altri, il governatore della Regione Campania  De Luca, il segretario nazionale Uil BarbagalloScotto di Liberi e Uguali, Iorio responsabile lavoro del Psi. Immigrazione: Italia chiama Europa con la partecipazione di…

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A PROPOSITO DEI 49 MILIONI FRODATI DALLA LEGA. Non saremo certo noi a negare ad altri quello che a noi socialisti fu negato: non seppellire una storia politica per fare giustizia, con gazzarre forcaiole – in senso letterale - come quelle contro di noi, messe in scena proprio dalla Lega persino nelle aule parlamentari. Ci permettiamo soltanto di ricordare alla stessa Lega, che oggi chiede per sé maggiore indulgenza, che ...

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

Il governo, mentre licenzia il decreto anti corruzione, che esclude per sempre da qualsiasi rapporto negoziale con la pubblica amministrazione chi compie reati che comportino una appropriazione indebita di denaro pubblico, obbligandolo altresì a risarcire il danno, difende un Partito della sua coalizione, la Lega, che ne ha sottratto ben 49 milioni di Euro.
Due i motivi di questo strabismo giuridico, per giustificare che, in questo caso, il risarcimento del danno non sarebbe dovuto: il primo, che quel Partito ha dalla sua parte…

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PUBBLICHIAMO IL N. 8 DI AGOSTO 2018 DE il puntO
con un inserto sulla tolleranza (QUI il PuntO e QUI l'inserto)
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dall'inserto
LEZIONI DI VITA. MA NON SOLO AI GIOVANI                                    
Come annunciato nel n.7 de il Punto, l’Associazione dei Comuni italiani si è fatta promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole. Il 20 luglio scorso è iniziata la raccolta delle firme a sostegno della legge alla quale il Partito Socialista ha aderito. Il processo formativo dell’educazione civica è un buco nero sul quale bisogna intervenire. Il rispetto degli altri e la tolleranza sono temi che   devono essere affrontati urgentemente. Ciò significa  accettazione delle diversità, che spesso incide negli atti di violenza, di discriminazione e di emarginazione. La cultura, i…

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Prove di dialogo a sinistra su alleanze e alternativa di governo
(da Ravennanotizie.it, mercoledì 25 Luglio 2018)
A Santa Lucia (Faenza) confronto Psi, Pd, Art.1-Mdp, Radicali e liste civiche di sinistra


Da sinistra Emiliani, Ortolani, il moderatore del dibattito, Bragagni, Pasini, Rontini, Amadori e Manzoli

Confronto, idee e proposte per un nuovo presente: questo il tema dell'interessante confronto che si è tenuto ieri
martedì 24 luglio alla festa dell’unità di Santa Lucia presso Faenza. Si è trattato di un dibattito a più voci - con ben otto interventi - sul futuro della sinistra e l’alternativa di governo che oggi non c’è. Hanno partecipato per il PD il presidente della Provincia e Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e il consigliere regionale Manuela Rontini, il vice segretario regionale Psi Francesco Bragagni, il segretario provinciale Art. 1 - Mdp Ravenna Luca Ortolani, il coordinatore di Radicali Italiani Romagna Davide Amadori; e inoltre i consiglieri comunali delle…
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PER I SOCIALISTI E LA SINISTRA È TEMPO DI CAMBIARE
Contributo al dibattito sul futuro della sinistra e l'alternativa di governo che oggi non c'è
di C. Lorenzo Corelli*

A sinistra è necessario un bagno di umiltà e di ragionevolezza, forse ancora possibile rinnovando non soltanto l’approccio politico, ma gli stessi gruppi dirigenti, non guidati però da furia parricida, poiché ognuno dovrà contribuirvi nell’alleanza tra le generazioni: chi con la dottrina e l’esperienza, chi con la voglia e lo slancio necessario di guidare un nuovo corso con la forma mentis e nei modi dettati dai rapidi mutamenti del tempo che viviamo.
Per farlo serve innanzi tutto superare ritrosie a lasciare il comando e ripristinare quel rispetto reciproco che può rendere operosa e coesa una comunità politica. 
Né può valere il sospetto che il rinnovamento sia una lacerazione insopportabile, poiché opporvisi, ormai, lo sarebbe ancor di più e ci condurrebbe ad una inesorabile, inaccettabile e insormontabile ulteriore…

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È USCITO IL N. 6 DE il puntO DI GIUGNO 2018 (leggilo e scaricalo qui) 
assieme a un inserto con la rubrica Socialismo & dintorni in Romagna
e Altre in breve dal territorio (leggilo e scaricalo qui)

Una sinistra umanitaria che voglia essere competitiva dovrà confrontarsi con i profondi cambiamenti che hanno lacerato antiche consuetudini e, al contempo, creato opportunità inimmaginabili.
Presenteremo alla convention del 7 luglio il portolano da cui avviare la riflessione. Eccolo, in pillole:
1. Valori alti: il senso mazziniano per la responsabilità e il dovere, la spinta turatiana verso i diritti e le libertà.
2. Vivere nella contemporaneità ma abbandonando l'idea illuministica del progresso illimitato. Le radici vanno innaffiate, non tagliate. O si protegge la comunità o rischiamo di annegare nella globalizzazione.
3. Diritto di cittadinanza alla parola 'patria', spesso invisa alla sinistra, e bandire la parola 'Paese' in sostituzione del termine Italia. Non si tratta di chiudersi nei…

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A RIMINI IL 29 E 30 GIUGNO 2018
venerdì 29 ore 18.30 - Spiaggia n. 44, Lungomare Augusto Murri 20
sabato 30 ore 10.30 - Hotel Junior via Parisano 40


Tante sono le domande che i giovani possono porsi e porci, alle quali non dobbiamo però rispondere come se a porle fossero dei pericolosi “rottamatori”, ma mettendoci a disposizione per una rinnovata alleanza tra le generazioni. Se discutono a modo loro su cosa sia la sinistra, come noi facevamo quando era il tempo nostro, non abbiamo nulla da temere. In fondo il fine resta comune: la sinistra non è altro che la speranza di costruire un futuro migliore per milioni di individui che vivono nel disagio, nella miseria, nell'incertezza. E, oggi, le giovani generazioni sono tra quelle che si aspettano dal futuro meno assistenza sociale, meno garanzie di inclusione e più difficoltà economiche. Quando poi i primi attori, con LA STRADA a SINISTRA, del confronto di idee e proposte per un nuovo presente, sono i quadri e i militanti socialisti più…

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È USCITO IL N. 5 DE il puntO DI MAGGIO 2018 (leggilo e scaricalo qui)

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È NATO IL GOVERNO M5S-LEGA
Stando alle intenzioni, e ai contenuti - spesso soltanto generici auspici - del programma di governo, ci sono tutte le premesse di un pericoloso mix di improvvisazione, irresponsabile demagogia, inquietanti tratti illiberali ed imbarazzanti simpatie internazionali

 ■ ■ ■

NON SI PUÒ CHE VIGILARE E OPPORSI CON AUTOREVOLEZZA, DIMOSTRANDO
DI ESSERE CAPACI DI RICONOSCERE GLI ERRORI E COSTRUIRE L’ALTERNATIVA
con un approfondito dibattito nella sinistra e un congresso che rinnovi e ricostruisca il campo socialista

L'editoriale di Riccardo Nencini
e il documento "La strada a sinistra" presentato alla Direzione Nazionale del Partito 
il 31 maggio da Lugi Iorio, Federico Parea, Elisa Gambardella e Francesco Bragagni


NENCINI. ECCOLI!

Era una delle soluzioni possibili, da un anno sostengo fosse l'esito più probabile. Tutto vero: programmi diversi, uno a nord l'altro a sud, uno di destra (atipica…

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E' IN LIBRERIA

Polvere e perle
Donne in un interno del Novecento' 
di Maria Paola Patuelli (Ed. Pendragron)

Si tratta di una storia familiare, dai primi del 900 fino agli anni '60, che incontra la grande storia, con al centro la vita della madre, giovane staffetta partigiana e sempre animata da instancabile impegno civile.
In quel contesto, la prima parte del libro ripercorre i primi anni del socialismo nei borghi ravennati, dove campeggia il nostro Circolo Aurora, al quale sono dedicate molte pagine che ne tratteggiano il ruolo centrale nella emancipazione di donne e uomini dei ceti più deboli.
Confidando di suscitare il vostro interesse alla lettura del libro, vi proponiamo alcuni cenni di quelle pagine che ci inorgogliscono come socialisti.
 
Il Circolo socialista Aurora                                                                                                        
uno di più vivi e attivi della città. Crocevia di tante vite povere, proletarie e operaie,…
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Un incontro organizzato dai dirigenti under 40 del Partito Socialista Italiano in cui parlare del futuro della sinistra dopo la debacle elettorale del 4 marzo. “La Strada a Sinistra”, questo il nome del workshop che si è tenuto a Roma il 16 maggio presso la sede nazionale del PSI.
L’incontro (https://www.radioradicale.it/scheda/541499 per ascoltarlo e vederlo integralmente) è stato organizzato su iniziativa della portavoce Maria Pisani, del responsabile Lavoro Luigi Iorio, della responsabile Programma Elisa Gambardella, del responsabile Economia Federico Parea e del vice segretario regionale dell’Emilia Romagna Francesco Bragagni, che hanno chiamato a raccolta le migliori energie presenti nel partito per elaborare una prospettiva capace di ridefinire l’identità della sinistra.
L’iniziativa, su invito personale, ha visto oltre ai promotori, la presenza del responsabile Organizzazione, 
Enzo Maraio e del Responsabile Social Network Scipione Roma. Al workshop hanno partecipato…

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È USCITO IL NUMERO 4 - APRILE 2018 DE  il puntO
(leggilo e scaricalo qui)
 

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COMUNE DI RAVENNA. IL PSI ADERISCE ALLA MAGGIORANZA
I MOTIVI DI UNA DECISIONE PRESA NON A CUOR LEGGERO NE' PER LUCRARE VANTAGGI O POLTRONE
sintetizzati in una breve dichiarazione della segreteria del Partito inviata
al Sindaco, ai Gruppi 
di maggioranza e alla stampa (leggila/scaricala qui)

I diversi percorsi politici, estranei al nostro, da tempo intrapresi della quasi totalità degli aderenti alla Lista civica Ravenna In Comune, alla fine si sono manifestati appieno con le elezioni del 4 marzo.
Poco sarebbe importato se la Lista Ravenna In Comune, in quanto tale, avesse sempre mantenuto le sue caratteristiche civiche, senza cioè assumere di fatto una connotazione politica che non poteva non estraniarci.
A Onor del vero non è stato così per i consiglieri della Lista, Raffaella Sutter, prima e Massimo Manzoli, ora, che hanno invece continuato a portarne avanti il programma amministrativo, evitando di manifestare esplicitamente opzioni politiche personali.
Nessuna recriminazione quindi,…

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DAL N° 3 DI MARZO 2018 DE il puntO (LEGGILO E SCARICALO QUI)

DOPO IL VOTO DEL 4 MARZO

ROMA. NENCINI E LA SEGRETERIA NAZIONALE
Inizia così la lettera che il Segretario  nazionale  Riccardo Nencini, ha inviato ai leaders dei partiti della sinistra di governo dopo il voto del 4 marzo. Di fronte a una sonora sconfitta bisogna ispirarsi a un canone diverso che cali la sinistra riformista nello straordinario cambiamento che ha sconvolto abitudini secolari. Una dinamica che va fronteggiata percorrendo la strada della coesione politica e di un pensiero adeguato a ricongiungere la sinistra col suo popolo ... (prosegui la lettura nella prima pagina de il puntO) 

RAVENNA. L’ATTIVO PROVINCIALE
Russi 18 marzo. Dal dibattito sono emerse interessanti valutazioni: Se pensiamo davvero che valga la pena continuare a tenere in vita un autonomo Partito Socialista, dobbiamo renderne chiare le ragioni, diversamente saremo soltanto gli ultimi di una bella storia che si conclude con noi. È questo il sentimento con il quale ascoltiamo i richiami e gli appelli alla nostra autonomia da parte di chi l’ha da tempo sostanzialmente sacrificata alla pedissequa imitazione degli atti, dei comportamenti e delle strategie altrui ... (prosegui la lettura nella prima pagina de il puntO)

Il movimento Non una di meno: "Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile". Tra le vittime di omicidio le donne erano il 24% nel 2007, oggi sono il 34%. Il persecutore in un caso su tre è l’ex partner. La disparità di reddito non cala: le donne portano a casa mediamente il 48% in meno degli uomini.


scarica qui tutti i dati

COSI' LA LISTA INSIEME ALLA CAMERA:
0,60 IN ITALIA • 0,77 IN REGIONE • 0,65 IN ROMAGNA • 0,93 IN PROVINCIA

ELEZIONI 2018.
BISOGNA RISOLLEVARSI
Il clamoroso sommovimento elettorale non ha risparmiato la nostra regione
NELLA NOSTRA PROVINCIA INSIEME OTTIENE LO 0,85% MA IL CONSENSO ALLA LISTA TRA GLI
UNDER 25 E' oltre il 2% COME INDICA IL VOTO ALLA CAMERA SOPRATTUTTO A BAGNACAVALLO,
FAENZA E RUSSI. UN VOTO DELLE GIOVANI GENERAZIONI INCORAGGIANTE PER IL FUTURO

Dopo 25 anni il voto ha spazzato via in un sol colpo la cosiddetta seconda Repubblica e liquidato quel poco che restava della prima, segnando probabilmente il definitivo declino dei Partiti che la Repubblica l’avevano fatta e il nostro tra questi. Ora, come 25 anni fa, si ripresenta un moto di ribellione a ruberie, privilegi e sprechi, ingenuo, forse, perché spesso rivolto soltanto a quelli altrui, ma genuino. Il primo fu però anche un moto di liberazione, poiché la fine del comunismo in Europa, sancita dalla caduta, nel 1989, del muro di Berlino, aveva fatto venir meno la necessità di ‘tollerare’ i Partiti che assicuravano il mantenimento dell’Italia nel novero dei Paesi democratici occidentali. Ma oggi non è così. Avere, ancora una volta, travolto tutto e tutti non poggia sulla certezza che, per questa, via l’Italia non rischi di estraniarsi, con gravi conseguenze, dall’Europa.
La voglia di assistenzialismo sparsa a piene mani dal M5S ha mobilitato il sud del Paese, quella di maggior sicurezza esasperata dalla Lega, il nord. Queste si sono sommate alla ripulsa per il Pd di Renzi, della quale la sconfitta al referendum costituzionale del 2016 era stata una chiara avvisaglia. Il paese è andato a votare in massa per dirlo chiaro e forte.
Il clamoroso sommovimento elettorale non ha risparmiato la nostra regione. Il Pd, che alle regionali di fine 2014 aveva ottenuto il 45% con una affluenza al voto, però, di appena il 37%, oggi, con un’affluenza più che doppia e ottenendo appena qualcosa meno di 150.000 in più, si ferma al 26%. Mentre la nostra ‘Emilia Romagna Civica’, già allora costituita da Socialisti, Verdi e Civici, che aveva ottenuto il 1,5%, ora, con un migliaio di voti in più vede dimezzata la propria percentuale. Ergo, prima siamo stati avvisati da un non voto senza precedenti nella nostra Regione. Ad avviso non ricevuto, il non voto si è esplicitato in voto massiccio contro. Come si dice, uomo avvisato, mezzo salvato.
Dunque, le sconfitte non hanno una sola ragione.
Unico buon segnale il drastico ridimensionamento del paventato rischio che i fascisti stessero per tornare in auge sul piano elettorale. Così non è stato. 
La denuncia di sprechi, ruberie e privilegi, la somma di questa con la voglia di assistenzialismo e maggiore sicurezza e con la sfiducia al Pd di Renzi, fotografano però solo una parte dei problemi che dobbiamo esaminare per mettere davvero a fuoco il che fare per quanto ci riguarda.
Proviamo ad elencare.
L’Italia non ha mai fatto compiutamente i conti con la tragedia fascista, né la sinistra con la questione comunista, confondendo la sconfitta del comunismo con l’oblio della storia socialista che pure, per larga parte, ha dato all’Italia la Repubblica e la Costituzione, emancipato il lavoro, garantito più diritti e libertà, dato impulso all’edilizia popolare, esteso lo stato sociale e i servizi di base, nella sanità, nell’istruzione, nella diffusione su tutto il territorio dei servizi a rete. Una bella immagine di tutto questo era sintetizzatA nel trinomio socialdemocratico ‘case-scuole-ospedali’.
Abbiamo lasciato incompiute, stando al governo dal 1963 al 1994, grandi riforme, ecceduto nella spesa pubblica e nella protervia del potere, consentendo anche fenomeni di corruzione inaccettabili, non solo noi, per altro? Vero. Ma limitiamoci a interrogare noi stessi per fare fino in fondo i conti con la nostra storia se vogliamo tornare ad essere credibili come Partito della sinistra e riprendere il cammino riformista interrotto. E poniamoci finalmente anche la domanda se la stagione dell’alleanza con il Pd non abbia anch’esso annebbiato la nostra credibilità come Partito della Sinistra e riformista. Chi non ricorda che i socialisti erano quelli delle “riforme di struttura”, che è come dire vere riforme capaci di incidere sul verso da dare al futuro del Paese, a favore degli ultimi per premiare il merito e dare speranza a chi si trova nel bisogno. E finalmente, ora, occuparsi con decisione di sostenibilità ambientale e tutela del territorio, che avrebbero tra l’altro positivi effetti sulla sicurezza dei luoghi, la salute, il lavoro e l’occupazione. Sul punto non possiamo non ricordare il nostro apporto determinante alla vittoria del NO nel referendum sul nucleare del 1987. Assieme ai Verdi e al civismo democratico? Perché no?
Un rinnovato Partito Socialista, un rinnovato centro sinistra, possono essere la chiave di volta per una sinistra che si risollevi. È un appello che rivolgiamo a tutta la sinistra riformista, dentro e fuori dal Pd, se anch’esso vorrà intraprendere questo rinnovamento.
Nenni e noi con lui, di fronte alla cruda realtà delle cose, diceva: fai quel che devi, succeda quel che può.
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GLI SCOSTAMENTI PIU' SIGNIFICATIVI RISPETTO AL SENATO SONO QUELLI ALLA CAMERA DI BAGNACAVALLO, FAENZA E RUSSI DOVE IL VOTO DEI GIOVANI TRA I 18 E I 25 ANNI PREMIA VISTOSAMENTE LA LISTA INSIEME

FAENZA passa dal 0,95% al 1,48% con un incremento di voti che se fossero tutti espressi da quanti per ragioni anagrafiche votano solo per la Camera rappresenterebbero tra i 18/25enni attorno al 8%

BAGNACAVALLO passa dal 0,96% al 2,48% con un incremento di voti che se fossero tutti espressi da quanti per ragioni anagrafiche votano solo per la Camera rappresenterebbero tra i 18/25enni più del 23%

RUSSI passa dal 0,94% al 1,49% con un incremento di voti che se fossero tutti espressi da quanti per ragioni anagrafiche votano solo per la Camera rappresenterebbero tra i 18/25enni circa il 13%

FORSE NON SARA' PIENAMENTE COSI', MA RESTA COMUNQUE UN BEL SEGNALE INCORAGGIANTE  
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questi gli eletti:

SENATO  Riccardo Nencini - Psi (collegio Arezzo Siena)
• CAMERA Serse Soverini - Area Civica (collegio Imola) e Fausto G. Longo - Psi (circoscrizione estero America del sud, collegio Brasile) 

il puntO Speciale elezioni (leggilo qui)  e i prossimi appuntamenti
elettorali della Lista INSIEME in provincia di Ravenna
GUARDA E SCARICA QUI I FAC SIMILI DELLE SCHEDE ELETTORALI DI CAMERA E SENATO IN REGIONE 

RAVENNA. Venerdì 23 febbraio - ore 17.30 - al Caffè Letterario (via Diaz 26) presentazione del libro di Marco Boato "Il lungo '68 in Italia e nel Mondo - cosa è stato, cosa resta", con l'autore e Sauro Turroni - capolista al Senato della Lista INSIEME, introduce Daniele Perini - capolista alla Camera.

FAENZA. Lunedì 26 febbraio - ore 11 - al Nove100 Caffè (corso Mazzini 69/A) conferenza stampa della Lista INSIEME con i candidati e i capilista Sauro Turroni - Senato e Daniele Perini - Camera.
Su faenzawebtv http://www.faenzawebtv.it/w/elezioni2018-la-lista-insieme-si-presenta-a-faenza-in-vista-del-4-marzo/

CERVIA. Lunedì 26 febbraio - ore 18 - al Bar Italia di Cervia (piazza Garibaldi 11) incontro con i candidati della Lista INSIEME e i capilista Sauro Turroni al Senato e Daniele Perini alla Camera.

LUGO. Martedì 27 febbraio - ore 20.45 - al Salone del Carmine di Lugo (piazza Trisi 4) confronto a più voci organizzato dal  Circolo JH Newman. Per la ListaINSIEME partecipa il capolista alla Camera Daniele Perini.

DAL N° 2 DI FEBBRAIO 2018 DE il puntO (QUI per leggerlo)
 
insieme è meglio
 
insieme A RAVENNA. CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA
mercoledì 14 FEBBRAIO  ore 15 Caffè del Teatro via Mariani 1
I capilista, Daniele PERINI alla Camera, Sauro TURRONI al Senato e i candidati
risponderanno alle domande dei giornalisti e incontreranno le elettrici e gli elettori
 
insieme A BOLOGNA.  MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRASTARE LE DISUGUAGLIANZE
sabato 17 FEBBRAIO  ore 11 Teatro delle Celebrazioni via Saragozza 234
intervengono Riccardo NENCINI, Angelo BONELLI – Verdi, Giulio SANTAGATA – area Civica
il Presidente del Consiglio Paolo GENTILONI


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I SOCIALISTI VERSO IL VOTO DI MARZO

Alle elezioni politiche del 4 marzo si presenta - alleata del Pd nella coalizione di centrosinistra - la lista insieme, che vede unite tre forze politiche sotto un unico simbolo: Partito Socialista Italiano, Verdi e Area Civica

Nel nostro territorio, come ovunque, i candidati della coalizione nei collegi uninominali sono comuni, mentre nei collegi plurinominali la lista insieme presenta propri candidati:
- al Senato Sauro Turoni - capolista, Monica Ricci, Gennaro Mancino e Livia Santini
- alla Camera Daniele Perini - capolista, Maria Grazia Creta, Francesco Bragagni e Cristina Orsi

Intanto si è costituito il comitato insieme per Ravenna, al quale si può aderire tramite  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (vedi in fondo un primo elenco)

LE RAGIONI E GLI IMPEGNI PER CUI insieme SI CANDIDA AL GOVERNO DELL'ITALIA NELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA:  

"insieme unisce socialisti, verdi e civici in una lista di ispirazione ulivista che nasce dalla messa in comune di storie ed esperienze politiche consolidate come quelle dei riformisti e degli ambientalisti con le tante realtà civiche del territorio.

Questa lista, nata per le elezioni politiche del 2018, ha come bussola la sostenibilità - ambientale, sociale ed economica – con l’obiettivo di favorire l’unità del centrosinistra che non si esaurisce nel Pd, ma è uno spazio molto più ampio, e di costruire un progetto di benessere e uguaglianza, raccogliendo il consenso su riforme indispensabili per rendere il nostro un Paese moderno e giusto.

Le risposte date alla crisi globale - politica, economica, climatica e sociale - che ha colpito l’Italia e l’UE in questi anni, hanno destabilizzato la nostra democrazia e minato il benessere, l’ambiente, la salute e i posti di lavoro, e ristretto le prospettive di uno sviluppo economico sostenibile alla portata di tutti.

È perciò necessario: 

  1. costruire un’alternativa seria e tranquilla all’ascesa della destra e delle forze politiche populiste che sanno cogliere il voto di protesta, ma non sanno governare;
  2. dare risposte alla pericolosa e costante crescita degli squilibri economici, allo svuotamento del ruolo sociale del lavoro, alla disgregazione della classe media, alla disattenzione con la quale si trattano i temi dei cambiamenti climatici e del degrado del territorio e dell’ambiente, all’irresponsabile noncuranza con la quale si sprecano talenti e competenze, alla perdita di senso civico;
  3. far sì che il grande progetto di un’Europa unita non sia un’utopia, ma uno strumento di democrazia, pace, diritti, qualità della vita e valorizzazione delle diversità;
  4. contrastare ogni tentazione di preferire all’unità del centrosinistra, dentro e fuori dalla coalizione con il Pd, un disegno neo centrista."

I PRIMI FIRMATARI DEL COMITATO insieme PER RAVENNA

Daniele Perini, candidato capolista alla Camera □ Cristina Orsi, candidata alla Camera □ Livia Santini, candidata al Senato □ Renzo Angeli, dirigente settore volontariato □ Massimo Corbelli, Presidente provinciale AICS □ Lorenzo Corelli, Segretario provinciale Psi □ Luigi Dadina, regista ed attore Teatro delle Albe □ Federico Facchini, studente lavoratore Russi □ Paolo Galletti, co-portavoce regionale dei Verdi □ Dino Guerra, dirigente settore sanitario □ Alfredo Liverani, funzionario di banca □ Mauro Maraldi, Presidente Consiglio territoriale Ravenna centro □ Marco Martinelli, regista Teatro delle Albe □ Luigi Neri, Dirigente Scolastico del Liceo Torricelli-Ballardini Faenza.

I CANDIDATI SOCIALISTI DELLA LISTA insieme
NEI COLLEGI PLURINOMINALI DEL NOSTRO TERRITORIO

SENATO (Bologna-Imola, Ferrara, Romagna) Monica RICCI e Gennaro MANCINO
CAMERA
(Romagna) Francesco BRAGAGNI

I CANDIDATI SOCIALISTI NEI COLLEGI UNINOMINALI 
ESPRESSIONE DELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA

TOSCANA - Senato (Arezzo - Siena) Riccardo NENCINI
LAZIO - Senato (Roma-Tuscolano) Oreste PASTORELLI
PIEMONTE - Senato (Moncalieri) Enrico BUEMI
LOMBARDIA - Senato (Lumezzane) Lorenzo CINQUEPALMI
LAZIO - Camera (Cassino) Gianrico RANALDI
CALABRIA - Camera (Castrovillari) Luigi INCARNATO
EUROPA - Camera (Svizzera) Leonardo SCIMMI
SUD AMERICA - Camera (Brasile) Fausto G.LONGO

E QUELLI VERDI E DI AREA CIVICA

CAMPANIA - Camera (Napoli Portici) Francesco BORRELLI
MARCHE - Senato (Pesaro Urbino) Angelo BONELLI
EMILIA ROMAGNA - Camera (Imola) Serse SOVERINI
CAMPANIA - Camera (Avellino) Angelo D'AGOSTINO

È uscito il n° 1 di gennaio de il puntO (leggilo qui)

ALL'AVVIO LA CAMPAGNA DI ADESIONE AL PSI PER IL 2018
dedichiamo a Sandro Pertini il 40° della sua elezione a Presidente della Repubblica

                                       AUGURI ALL'ITALIA

   
  IL 30 DICEMBRE 2017 IN PIAZZA MAGGIORE INSIEME A BOLOGNA        

socialisti, verdi e area civica 'insieme'
una lista ulivista condivisa anche da aderenti al progetto 'campo
progressista' di Pisapia, capitanati dal sindaco 
di Cagliari Zedda  

Da tempo il Partito Socialista, molto prima dell’approvazione della nuova legge elettorale, ha proposto di costruire una coalizione di chiaro segno riformista, espressione delle diverse sensibilità che compongono l’area politica del centrosinistra, in netta alternativa alle spinte massimaliste che in questi ultimi mesi sono purtroppo riemerse. Un obiettivo che per noi è sempre stato chiaro, approvato all’unanimità dai Congressi di Salerno e Roma, a cui abbiamo lavorato con convinzione e impegno. Le difficoltà, non inaspettate, che negli ultimi giorni si sono frapposte alla realizzazione di tale obiettivo, non solo non hanno indebolito, ma hanno rafforzato la nostra convinzione che il perseguimento e la realizzazione di un’aggregazione, autonoma dal Pd, nel segno della sinistra riformista sia la condizione necessaria per offrire all’elettorato una proposta di governo forte e credibile, in continuità con l’azione riformatrice ed europeista. È nata formalmente  la Lista insieme, l’aggregazione elettorale da noi auspicata, che comprende diverse identità che non si sono riconosciute e non si riconoscono nel Pd. Abbiamo così ultimato un lavoro che durava da mesi. Siamo soddisfatti!  Riccardo Nencini.
Dopo quasi dieci anni, sarà di nuovo presente alle elezioni politiche il simbolo Socialista, in una lista autonoma nell’ambito del centrosinistra, per rinnovarlo, assieme ai Verdi e a formazioni civiche democratiche e ambientaliste. Una lista che raggruppa forze che hanno una grande storia di libertà e civiltà. Un nuovo soggetto politico unitario nel segno del riformismo socialista e ambientalista, interessato alle politiche sociali e dei diritti. Un simbolo inclusivo ed aperto che punta sulla sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale.
In Emilia Romagna, non è una novità. Metteva assieme Socialisti, Verdi e civici la lista con la quale ci siamo presentati nel 2014 alle elezioni regionali e, analogamente, alle comunali di Forlì, dove abbiamo eletto un consigliere e siamo presenti in giunta. Civiche pure le liste nelle quali i Socialisti erano presenti alle elezioni comunali del 2016 a Ravenna e Rimini, quest’ultima a forte trazione socialista, della quale il consigliere eletto è espressione.
Le premesse ci sono tutte perché questa aggregazione esprima le proprie peculiarità, introducendo nel centro sinistra elementi di più forte attenzione a temi quali il lavoro e l’occupazione, la tutela ambientale e le istanze delle aggregazioni civiche ispirate dai tanti sindaci che hanno aderito al nuovo progetto politico insieme. Oggi l’Italia è di  fatto orfana della storia socialista, che è anche storia della nazione, così come di quella riformista, laica e ambientalista.

dal n. 12 - dicembre 2017 - de il puntO  (leggi Qui il giornalino)

IL BIOTESTAMENTO È LEGGE. UNA SCELTA DI CIVILITÀ

14 dicembre 2017: Giornata storica per l’Italia. Il Parlamento ha dato il via libera al provvedimento sul testamento biologico dopo anni di promesse, polemiche, ostruzionismo ed emendamenti del centro destra. La lotta è iniziata con Piergiorgio Welby, morto nel 2006 poi  portata avanti dalla moglie. Quindi con il papà di Eluana Englaro, Beppino che ha sopportato battaglie politiche sul corpo della figlia e, nonostante tutto, è rimasto in prima fila a chiedere il rispetto dei diritti. E, tra gli ultimi, con dj Fabo, accompagnato a morire in Svizzera dal radicaleCappato. La spinta definitiva per l’approvazione della legge, che sembrava essere destinata a restare nei cassetti anche in questa legislatura, è arrivata nelle ultime settimane. Decisive forse sono state le dichiarazione di Papa Francesco “ La persona malata riveste il ruolo principale. Le decisioni devono essere prese dal paziente. È anzitutto lui che ha titolo, ovviamente in dialogo con i medici, di valutare i trattamenti che gli vengono proposti e giudicare sulla loro effettiva proporzionalità nella situazione concreta, rendendone doverosa la rinuncia all'applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico. Qualora tale proporzionalità fosse riconosciuta mancante, è moralmente lecito rinunciare”. Il Papa lo ha scritto nel messaggio al Convegno sul fine vita promosso dalla Pontificia Accademia invocando "un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”.
La legge sul testamento biologico introduce, entro alcuni limiti, il diritto all’interruzione delle terapie, che finora doveva passare dai tribunali. Vengono istituite le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, che regoleranno il fine vita dei cittadini, grazie alle quali ognuno potrà esprimere le proprie disposizioni. Il testo recita: Ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso ‘disposizioni anticipate di trattamento’, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Tali disposizioni sono revocabili in ogni momento e risultano vincolanti per il medico che, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le disposizioni possono essere manifestate anche attraverso un messaggio videoregistrato.
“I socialisti si sono battuti  da sempre  per dare una risposta alle richieste dei cittadini di poter scegliere fino alla fine a quali cure sottoporsi. Abbiamo abbandonato  per troppo tempo donne e uomini che chiedevano semplicemente di poter esprimere la loro volontà nel momento più drammatico della loro vita. Era un dovere della politica legiferare in tal senso  per garantire  un loro diritto”. Così la Presidente del gruppo Psi alla Camera, on. Pia Locatelli

LITORALE RAVENNATE
PREOCCUPANTI SEGNALI DI UNA POSSIBILE INFILTRAZIONE MALAVITOSA

Non pubblicare notizie di interesse collettivo significa oscurare la voce di chi sta dalla parte dei cittadini.
Il 15 dicembre abbiamo inviato agli organi di informazione locali un comunicato per esprimere le preoccupazioni del socialisti in merito alla presenza di microcriminalità che forse nasconde problemi più preoccupanti. Ma la totalità della carta stampata ha ritenuto di non considerarlo degno di interesse.

Di seguito il comunicato. Come sempre il tempo non dimentica. Sono passati decenni da quando la grande lottizzazione di Lido Adriano ha mosso i suoi primi passi. Probabilmente gli attori di quella massiccia urbanizzazione di fascia costiera non erano consapevoli dei suoi frutti avvelenati dai quali grandi e piccoli hanno comunque tratto qualche vantaggio. Col tempo Lido Adriano ha assunto le caratteristiche di una grande periferia a pochi chilometri dalla città, ma soprattutto a ridosso di storiche località costiere – Marina di Ravenna e Punta Marina, Classe e Savio, ecc. - tradizionalmente residenziali e al tempo stesso meta turistica estiva soprattutto famigliare. Una grande periferia, troppo grande, ‘troppo distante’ dalla città, ma anche così vicina a quei centri abitati, che richiedeva di essere alimentata. Non bastavano, ad alimentarla, un po’ di residenti che non trovavano posto altrove e, solo l’estate, i turisti.
La grande periferia aveva fame e, a quella fame, si è posto rimedio in tutti i modi, a volte anche i più discutibili. Sta di fatto che oggi non siamo più sicuri che alcuni fenomeni non rappresentino una vera e propria occupazione malavitosa del territorio, incontrollata e forse incontrollabile.
Se si poteva supporre che il tradizionalmente sano tessuto sociale delle nostre comunità facesse da antidoto e argine a eventuali rischi di questo genere, oggi non lo possiamo più.Tanti sono i segnali di quel rischio, anche politici: un crollo dell’affluenza dei votanti, che alle regionali del 2014 sono precipitati sotto il 40%. E ancora, alle ultime comunali la maggioranza che governa la città è risultata sconfitta in tutto il litorale. Fenomeni questi, per spiegare i quali, data la loro eccezionalità, non bastano i fattori generali di disaffezione verso la politica. Non bastano neppure il malcelato fastidio, da parte di alcuni, verso gli immigrati, né lo sconcerto per l’aumento di furti nelle abitazioni che riguarda anche il nostro forese, ma serve un di più di ripulsa, probabile sintomo di una ancor maggiore sofferenza. Una sofferenza che genera insicurezza e, con essa, un distacco e una sfiducia nelle istituzioni democratiche, tale da favorire la voglia di autoritarismo.   
I socialisti chiedono di non sottovalutare il problema e di porre maggiore impegno nel tutelare i cittadini, intensificando i controlli  e la presenza attiva e continua delle forze dell’ordine. Si verifichino le residenze, quelle effettive e quelle di comodo che, in quanto tali, potrebbero nasconderne un uso improprio, magari in dispregio della legge o della civile convivenza; si accerti se i tanti, troppi, affitti in nero nascondano ‘solo’ redditi che sfuggono al fisco, se i traffici illeciti non riguardino soltanto, si fa per dire, lo spaccio di droga, se infine vi sia un pericoloso insediamento di malavita organizzata.

è uscito il n. 11 - novembre 2017 - de il puntO  (leggi QUI il giornalino e QUI l'inserto)

EQUITÀ ECOLOGIA EUROPA
dopo il convegno di Milano i Socialisti di nuovo in campo
ALLEARE MERITI E BISOGNI PER UNA LISTA COMPETITIVA
(12 novembre 2017)

Si è tenuto venerdì 10 e sabato 11 novembre a Milano il convegno socialista sui meriti e i bisogni a trentacinque anni dalla conferenza della prima Rimini. Non è stata una cerimonia e men che meno il revival di quel che fu la Rimini del 1982, con al suo centro l’intervento di Claudio Martelli che teorizzò la strategia programmatica socialista come un’alleanza tra il merito e il bisogno. Allora si trattava di un’autentica eresia. Il socialismo non aveva mai configurato il merito come una dimensione che gli apparteneva. Al massimo, già con Togliatti, aveva lanciato, a partire dall’immediato dopoguerra, l’alleanza della classe operai coi ceti medi, mentre il Psi della seconda metà degli anni settanta, aveva considerato, grazie ai contributi degli intellettuali di Mondoperaio, come imprescindibile il pluralismo politico dal pluralismo economico.
Martelli, con una visione né classista, né materialistica, avanzò la presenza nella società di due nuove categorie, che potevano trovarsi nelle diverse classi sociali. Quella del bisogno (oggi non è solo dei disoccupati, dei pensionati sociali, degli esodati, degli immigrati disperati, ma anche di intere fasce di occupati al minimo, di commercianti, artigiani, imprenditori perseguitati dalla crisi) e quella del merito (oggi potremmo dire tipica di giovani tecnici costretti purtroppo ad emigrare, di ricercatori, di creatori d’impresa, produttori di ricchezza e di lavoro). E quel che Martelli volle intuire è che il merito e il bisogno dovevano allearsi, in un intreccio tra dimensione pubblica e privata, che oggi si rivela quanto mai indispensabile, alla luce della crisi dello stato sociale, per costruire la società solidale.
Si tratta di idee che poi hanno fatto strada, di proposizioni che non solo oggi non destano scandalo a sinistra, ma che vengono più o meno accettate da tutti. Resta un interrogativo. Perché, nonostante le conferenze programmatiche seguenti, anche da parte dell’odierno Pd, mai é stata delineata con la stessa efficacia una diagnosi altrettanto convincente e suggestiva nonché una terapia altrettanto efficace. Se questa classe politica elabora, tra le altre, la sola teoria della rottamazione, ciò la dice lunga sulla diversa statura, politica e culturale, del vecchio Psi rispetto ai partiti di oggi. A Milano abbiamo cercato, come Mauro Del Bue nella sua relazione, di inserire nella vecchia strategia i nuovi contenuti che attengono alla globalizzazione, alla finanziarizzazione, all’immigrazione, all’europeizzazione, all’emergenza ambientale, che appartengono ai nostri giorni.
Tutto questo può essere molto utile in previsione del nuovo raggruppamento politico ed elettorale che é in via di formazione, perché una nuova lista per le elezioni del 2018 non può prescindere dalla divulgazione di contenuti comuni. Contenuti comuni riassumibili in una nuova triade che potremmo definire quella delle tre E: Equità, Ecologia, Europa. Aggiungendoci quella più tradizionale del nostro mondo e cioè la libertà. Dopo il convegno dell’Ergife e il congresso dei radicali di Emma Bonino, sono arrivati i placet di Nencini per il nostro Partito e di Bonelli per i Verdi. Proprio oggi lo stesso Pisapia ha annunciato una possibile intesa col suo Campo Progressista. L’appuntamento indispensabile è quello di una grande convention comune da convocare, dopo gli organi dei vari soggetti politici, alla fine di novembre. Può nascere davvero un’intesa che prefiguri la presentazione di una lista di grandi potenzialità politiche ed elettorali.

LEGGE ELETTORALE. UN COMPROMESSO, NON UNA CATTIVA LEGGE
l’unica possibile se la si voleva, come è giusto, largamente condivisa
a pie' di pagina segue un commento di Claudio Martelli sui voti di fiducia

Chi la voleva maggioritaria e chi proporzionale. Chi con i collegi uninominali e chi con le preferenze. Chi con un minimo di ‘diritto di tribuna’ per le formazioni minori e chi con uno sbarramento ‘punitivo’ per le stesse. Chi, infine, che favorisse le coalizioni e chi no. C’era addirittura anche chi, preferendo il ‘tanto peggio - tanto meglio’, non voleva nessuna legge votata dal Parlamento.
Dunque, quella che potrebbe apparire una legge ‘arlecchino’, un po’ maggioritaria e un po’ no, con uno sbarramento moderato e che incentiva il formarsi di coalizioni, senza preferenze, è vero, ma con listini bloccati di pochi candidati nella parte proporzionale, altro non è che l’unica mediazione possibile. L’unica se si voleva un consenso esteso e non limitato alla sola maggioranza, come è giusto quando si fissano regole istituzionali. Un compromesso, ma non una cattiva legge.
Del resto basterebbe ricordare come in materia l’opinione pubblica sia stata, nel tempo e seguendo il pifferaio di turno, piuttosto ondivaga. C’è stato, ad esempio, un tempo che le preferenze erano considerate il male assoluto, in quanto favorivano all’ennesima potenza il  controllo e il condizionamento del voto. Mentre ora sarebbero, al contrario, l’espressione più genuina della libertà di scegliere i propri rappresentanti. Ma basterebbe avere memoria, e non soltanto seguire le mode, per dire altrettanto per quanto riguarda ogni altra opzione. E neppure dimenticare che per governare in una Repubblica parlamentare occorre conquistare la maggioranza dei voti o dei seggi.
Con questa legge potrebbe bastare, non la maggioranza assoluta dei voti, ma quella della eventuale conquista della maggioranza dei seggi, grazie alla somma di altrettante singole maggioranze, non necessariamente assolute, di collegio. Non più quindi la totale deformazione, con un premio di maggioranza, della volontà degli elettori. Se ne faccia una ragione chi strepita perché vorrebbe vincere da solo, o quanto meno massimizzare il proprio risultato solitario di lista, e non consentire ad altri di coalizzarsi. Chi lo vuole si accomodi, correre o vincere da soli non è vietato
!
Saranno i partiti e non il popolo a scegliere chi candidare e chi eleggere? È Vero. Ma, per essere sinceri fino in fondo, bisogna pure dire che con qualsiasi legge elettorale la scelta dei candidati è comunque sempre nella totale disponibilità di chi ha la potestà di predisporre le liste. E, nel caso dei collegi uninominali, pure la ‘scelta’ degli eletti, cioè i candidati nei collegi più ‘sicuri’. E anche se a scegliere gli eletti fossero gli elettori con il loro voto di preferenza, di sicuro non potrebbero votare per gli esclusi dalle liste. In ogni caso, con le preferenze, potrebbero essere eletti i candidati più potenti e ricchi, in proprio o grazie ai potentati che li sostengono.
Osserviamo però che sarebbe stato meglio ammettere quel voto ‘disgiunto’ che non obbliga l’elettore ad esprimersi, con un solo voto, sia sul candidato di collegio sia sulla lista/coalizione ad esso collegata. Non averlo consentito nega, almeno in linea di principio, la piena espressione della volontà degli elettori, pur essendo il numero di quelli che lo utilizzerebbero irrilevante, come già avviene nell’elezione dei sindaci.
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 così Claudio Martelli sui voti di fiducia
L'unica strada possibile
La violenta polemica sui voti di fiducia è giusta? C’erano altre strade? Più democratiche? Per esempio: si sarebbe potuto fare la legge elettorale con un decreto del governo? In principio niente lo vieta ma tutti convengono che sarebbe stato uno strappo ben più grave. Per non dire che anche i decreti devono essere convertiti in legge e che la questione del voto di fiducia si sarebbe riproposta comunque. Seconda questione: la legislatura è alla fine, incombe l’obbligo di varare la legge di stabilità e la finestra temporale per la legge elettorale sta per chiudersi. Dunque, se non adesso quando? Terza questione: votare a scrutinio segreto 140 emendamenti avrebbe aperto la strada al «Vietnam parlamentare» cioè alla guerriglia minacciata da Bersani. Di qui la scelta di Gentiloni per voti di fiducia che, essendo pubblici, neutralizzano i franchi tiratori. Scelta costituzionalmente legittima (si tratta di una legge ordinaria) e politicamente necessaria. Oltretutto, la legge in discussione – il Rosatellum – è iniziativa di un’ampia maggioranza parlamentare e il governo, con il voto di fiducia, richiesto anche dal grosso delle opposizioni, ha fatto da scudo. Che gridino al golpe i 5 Stelle è nella natura di un movimento nemico della democrazia rappresentativa. La loro democrazia è quella del web, diretta, regolata e ritrattabile secondo convenienza da una ditta privata e dall’arbitrio di un comico pregiudicato. A giugno concordarono e poi affossarono una legge di stampo tedesco. Ora vorrebbero votare coi due moncherini residuati dai tagli della Corte Costituzionale e renderci schiavi del caos che ne deriverebbe. Infine gridano che la legge è fatta contro di loro perché riconosce le coalizioni. Ma se non vogliono alleati e nessuno vuole allearsi con loro, a Di Maio resta sempre San Gennaro.

A MILANO COME 35 ANNI FA A RIMINI 
UN'ALLEANZA RIFORMATRICE FRA MERITO E BISOGNO PER GOVERNARE IL CAMBIAMENTO 

Nel 1982 il Psi convocò a Rimini una conferenza programmatica dal titolo “Governare il cambiamento”. In quella occasione il gruppo dirigente del partito ebbe modo di confrontarsi pubblicamente con molti degli uomini di cultura che negli anni precedenti avevano proposto il tema della modernizzazione del Paese in un dibattito pubblico ancora inquinato da forti pregiudizi ideologici. I contenuti di quel confronto trovarono una sintesi nell’intervento di Claudio Martelli, che invitò la sinistra a lasciarsi alle spalle “la pietrificata sociologia marxista delle classi” per dare vita ad una “alleanza riformatrice fra il merito e il bisogno”: fra “coloro che possono agire” mettendo a frutto i propri talenti e “coloro che devono agire” per uscire dall’emarginazione. Oggi il tema si ripropone mentre alle porte c’è la quarta rivoluzione industriale. In particolare la promozione di un’alleanza fra “merito” e “bisogno” sembra la prospettiva più adeguata per far fronte alla crisi della base sociale che di recente ha avuto pesanti conseguenze anche in sede elettorale. E’ quindi quanto mai attuale l’esigenza di radicare la politica riformista su un terreno diverso da quello che pure ne consentì la fioritura nel secolo scorso. Se infatti la sinistra italiana vuole uscire dallo stallo in cui si trova, stretta com’è fra nomenclature obsolete e tentazioni populiste, deve immaginare nuove alleanze fra quanti possono contribuire al cambiamento grazie alle loro competenze e quanti debbono perseguire il cambiamento per uscire dal bisogno.


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