EUROPEE 2019. IL RESPONSO È CHIARO.
MA GI
À TRA POCHI MESI SI VOTA PER LA REGIONE E A PRIMAVERA PER FAENZA
(SCARICA LE DUE TABELLE CON I DATI DI SINTESI: QUI LA UNO E QUI LA DUE)

In Italia emerge un quadro nel quale i voti del Pd (22,7%) con l'intero centro sinistra (28,9), anche sommato a quelli delle formazioni alla sua sinistra (31,5), sono sotto di 19-20 punti rispetto al centro destra (50,9) e a questo assieme alla destra estrema (51,4). Un gap che non basterebbero, per colmarlo, neppure tutti i voti degli elettori del Movimento 5 Stelle (17,1%).
Nel Sud e le Isole, dove il voto grillino raggiunge ancora un importante 29-30% e quello del centro destra e della destra insieme si ferma invece 4 o 5 punti sotto il 50%, il centro sinistra assieme alla sinistra raccoglie mediamente appena attorno al 25% dei consensi. Con la complicazione che queste sono aree del Paese dove, tradizionalmente, il voto è condizionato, nella sua mobilità, da fattori più complessi che altrove.
Nel Centro e nel…

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ELEZIONI 2019
IL RISULTATO DI +EUROPA CI FA GUARDARE CON FIDUCIA ALLE SFIDE FUTURE
Conferme e qualche bella sorpresa dal voto alle amministrative nella nostra provincia

Diciamo le cose come stanno. Le elezioni europee ci consegnano la vittoria della Lega e di Matteo Salvini. Il populismo e la demagogia hanno penalizzato i 5 stelle che sono i veri sconfitti di questa tornata elettorale. Cala Forza Italia, migliora FdI che, insieme alla Lega, può lavorare su una prospettiva di coalizione di Governo.
Le urne ci consegnano dati oggettivi che sono la rappresentazione del lavoro svolto su ogni singolo territorio. In molti casi dobbiamo ricostruire l’entusiasmo, il rispetto e la voglia di credere ancora nel progetto socialista.  E siamo pronti a farlo.
Così in estrema sintesi il Segretario nazionale del Psi Enzo Maraio, secondo il quale il risultato di +Europa ci consente di guardare con fiducia alle prossime sfide.

Oltre ogni più rosea previsione il risultato pieno della coalizione di centro…

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Dopo l'uscita de il puntO n. 5/2019 come il precedente incentrato sulle elezioni 
scaricalo qui e scarica qui l'inserto
IL 23 MAGGIO A RAVENNA SOCIALISTI E REPUBBLICANI HANNO
CHIUSO ASSIEME LA CAMPAGNA ELETTORALE DI +EUROPA    

 
 
I
NTERVISTA A RITA CINTI LUCIANI
Più donne e più Europa per una comunità più giusta

Sono cinque le candidate socialiste presenti nella lista +Europa, per puntare a una maggiore presenza femminile nel prossimo Parlamento di Strasburgo che sarà rinnovato dal voto di domenica 26 maggio. Nella circoscrizione nord est è candidata Rita Cinti Luciani. Dal 1988 è stata consigliere e vicesindaco e dal 2006 al 2016, per due mandati consecutivi, sindaco del Comune di Codigoro. Successivamente  consigliere e assessore provinciale di Ferrara, con deleghe alla cultura, istruzione e pari opportunità. Laureata in filosofia all’università di Bologna, docente in lettere all’I.C. di Codigoro.
Perché ti sei candidata? Perché l’Unione Europea deve essere più aperta ma più nostra.…

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ELEZIONI EUROPEE
VEDI E SCARICA QUI IL FAC-SIMILE DI SCHEDA

VOTA +EUROPA E LE CANDIDATE SOCIALISTE
Nella nostra Circoscrizione Italia Nord Est la candidata socialista è
Rita Cinti Luciani, esprimi il tuo voto di preferenza per lei
   
traccia una croce 
sul simbolo e scrivi negli appositi spazi Cinti Luciani

 

ELEZIONI EUROPEE. FINO ALL'ULTIMO VOTO!
PER COMBATTERE IL SOVRANISMO EUROPEO LA PARTITA SI GIOCA IN ITALIA

Appello di C. Lorenzo Corelli segretario provinciale dei socialisti ravennati. Si stima che almeno 2 italiani su 5 non andranno a votare e che, pertanto, lo spostamento di piccoli gruppi di elettori può determinare sensibili variazioni nelle percentuali. Dunque il tuo  voto  può davvero fare la differenza. La partita è aperta, e campo di gioco decisivo sarà l’Italia, dove le elezioni europee sono storicamente tra le meno partecipate.  Ogni voto italiano vale molto più dei voti degli altri Paesi dal momento che l’Italia rischia di eleggere 48 dei  200 sovranisti, un quarto dei…

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019 IN PROVINCIA DI RAVENNA
I SOCIALISTI PRESENTI IN 7 DEI 14 COMUNI AL VOTO
In tutti quelli sopra i 15.000 abitanti - Lugo, Bagnacavallo e Cervia -
e, tra quelli sotto i 15.000, a Conselice, Fusignano, Russi e Solarolo
(LEGGI TUTTO, SEGUONO FOTO E EVENTI)

E' una presenza molto significativa, che segnala la voglia e la capacità dei socialisti di tornare a riproporre alle comunità locali la ricetta riformista per riannodare il filo di una sinistra frastornata, nonostante le dimostrate capacità di governo. Frastornata al punto di essere al momento incapace di proporsi in modo omogeneo, chiaro e convincente. Sarà l'esito del voto a indicare la via, ne siamo certi.

Ovunque in provincia i socialisti sono in alleanza con i candidati alla carica di Sindaco indicati dalla coalizione di centro sinistra, unica eccezione Solarolo, con una Lista civica - WE are The People - e una propria candidata alla carica di Sindaco  - Elisabetta Vignando - che che propone un programma…

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DAL N.4 DE IL PUNTO (LEGGILO E SCARICALO QUI)  

Speciale  elezioni

IL 26 MAGGIO SI VOTA PER IL  PARLAMENTO EUROPEO E PER MOLTE AMMINISTRAZIONI COMUNALI

Mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del parlamento Europeo hanno una valenza fondamentale.
Di fronte all’avanzare dei sovranismi e delle forze euroscettiche portatrici di valori dalla forte impronta nazionalista e spesso xenofoba, rischia di essere messo in discussione il concetto stesso di Unione Europea.

ALLE EUROPEE I SOCIALISTI SI PRESENTANO CON +EUROPA

+EUROPA è una Lista che per l’elezione del Parlamento europeo, unisce socialisti e liberaldemocratici, laici e cattolici democratici, insieme a una rete di esperienze civiche, nel comune progetto di rinverdire l’idea originaria dei padri fondatori per una Europa padrona dei propri destini. Una visione unitaria che non si limiti al mercato e alla moneta ma riguardi anche la politica estera e della difesa, la fiscalità e l’economia, le tutele sociali e lo Stato…

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SOCIALISMO. UNA PAROLA CHE EVOCA ANCORA UN MESSAGGIO
DI SPERANZA PER IL FUTURO E NON SOLTANTO UNA NOSTALGIA
(su https://www.radioradicale.it/scheda/571041 l'audio-video della conferenza stampa sull'accordo Psi/+Europa)

A congresso nazionale appena terminato, diciamoci la verità, entrambe le mozioni, a modo loro, avevano uno slancio identitario, una puntando sulla riedizione della Rosa nel Pugno per gli Stati Uniti d’Europa, l’altra più nettamente con l’ipotesi principale di ricominciare a presentarsi con il nostro simbolo. Magari quello ‘vero’ che in Italia, dalle origini, era fatto di garofani e soli nascenti (dell’avvenire) e non di rose e non era certo quella compatta macchia rossa di oggi. Era dunque chiaro ad entrambe le mozioni che occorreva rapidamente mettersi alle spalle un quarto di secolo durante il quale abbiamo fatto di tutto per nascondere i nostri simboli e con essi rendere sbiaditi i nostri connotati politici.
Si continuava a dire che solo così avremmo conservato la…

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SOCIALISTI A CONGRESSO CONTRO LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA
il 29-30-31 marzo a Roma 600 delegati per disegnare il futuro della
comunità socialista ed eleggere un nuovo segretario dopo Nencini 

(per documentarti vai a www.partitosocialista.it)

Si è aperta ufficialmente la fase congressuale del Partito Socialista Italiano che il 31 marzo a Roma eleggerà un nuovo segretario nazionale dopo Riccardo Nencini. Due sono i candidati, sostenuti dalle rispettive mozioni.
La prima, 'Identità socialista per cambiare davvero', che vede candidato alla segreteria Luigi Iorio, già segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti, è la mozione della discontinuità con il passato ed è sostenuta da un folto gruppo di giovani quadri già positivamente sperimentati nelle amministrazioni locali e nei consessi nazionali ed internazionali del socialismo. Accanto a loro anche una qualificata rappresentanza di esponenti di più lunga esperienza. In altri termini, un ideale passaggio di testimone tra le…

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SOCIALISTI A CONGRESSO CONTRO LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA - 2
A Russi sabato 23 marzo l'assemblea provinciale degli iscritti. Dichiarazione del segretario
provinciale 
Lorenzo Corelli a favore del candidato alla segreteria nazionale Luigi Iorio

L’assemblea provinciale degli iscritti per eleggere i delegati ravennati al congresso nazionale è convocata alle ore 9.30 di sabato 23 marzo a Russi presso la sede della locale sezione socialista di via Babini 30.
L'assemblea congressuale sarà anche l’occasione per fare il punto sulla partecipazione dei socialisti, nell’ambito del centro sinistra, alle prossime elezioni comunali a Lugo, Cervia, Bagnacavallo e nei comuni sotto i 15.000 abitanti al voto nella nostra Provincia, a partire proprio da Russi.

Dichiara Corelli: "dopo la debacle del 4 marzo scorso di tutta la sinistra italiana, è giusto convocare un congresso per dare linfa vitale allo storico partito di Nenni e Pertini. Un congresso che dovrà necessariamente interrogarsi sul futuro della…

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IL N° 2/2019 DI FEBBRAIO DE
il puntO

con un inserto sulla tessera Psi 2019 e sulla scelta di destinare al Partito
il 2x1000 dell'Irpef in occasione della prossima dichiarazione dei redditi
(leggi e scarica il giornalino e l'inserto)

IL PSI VERSO IL CONGRESSO NAZIONALE che si terrà a Roma il 29, 30 e 31 marzo.
L'assemblea provinciale degli iscritti per eleggere i delegati al congresso si riunirà la mattina
di sabato 23 marzo a Russi. Prossimamente pubblicheremo maggiori dettagli.

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AL VIA LA CAMPAGNA DI ADESIONE AL PARTITO PER IL 2019
LA TESSERA SOCIALISTA DEDICATA QUEST'ANNO AD ANNA FRANK

Anna, nata 90 anni fa, muore tragicamente nel campo di concentramento di Bergen-Belsen prima di compiere i 16 anni, vittima della barbarie nazista. Ebrea tedesca, è divenuta il simbolo della shoha per il suo diario scritto mentre con la famiglia si nascondeva dai nazisti. Dal diario è tratta la frase riportata nella tessera, un inno gioioso alla speranza che in futuro si possa vivere in un mondo liberato dalle disuguaglianze, oggi più che mai attuale.

Ci si può iscrivere presso le nostre sedi territoriali, oppure tramite bonifico bancario intestato a "Partito Socialista Federazione Provinciale di Ravenna". Per Maggiori informazioni vai a Leggi tutto e apri la busta comunicazioni su che trovi nella colonna di destra.

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LORO SE NE FREGANO, GLI ALTRI LI OFFENDONO
ma non è soltanto una questione di stile

Diciamocelo, sono ormai 30 anni che la sinistra popolare e di governo ha rinunciato a seguire la strada del riformismo per proporre  una propria visione alternativa di società, preferendo inseguire in modo quasi acritico chi si apprestava a dar fiato a disegni di restaurazione favoriti dalla globalizzazione. Così, inseguire le politiche altrui, nell’illusione di attenuarne l’efficacia, ha in realtà mortificato le differenze e, con esse, la credibilità di una effettiva alternativa.

Ora i nodi sono tutti venuti al pettine: una politica muscolare che si manifesta nella crudezza del linguaggio, nell’affievolimento del rispetto delle istituzioni, nella pericolosa politica di bilancio, nella sgangherata gestione della cosa pubblica, nell’ignoranza degli effetti reali delle scelte in tutti i campi, dal lavoro, all’economia, ai rapporti internazionali, alle modifiche costituzionali ed istituzionali. Il prezzo…

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9 FEBBRAIO 2019
UNA LEZIONE MAGISTRALE IL DISCORSO DEL PRESIDENTE MATTARELLA
NELLA RICORRENZA DEL "GIORNO DEL RICORDO" DELLE VITTIME DELLE FOIBE

leggi e scarica qui il testo integrale

 

Queste le conclusioni del Presidente
L’ideale di Europa
è nata tra le tragiche macerie della guerra, tra le stragi e le persecuzioni, tra i fili spinati dei campi della morte. Si è sviluppata in un continente diviso in blocchi contrapposti, nel costante pericolo di conflitti armati: per dire mai più guerra, mai più fanatismi nazionalistici, mai più volontà di dominio e di sopraffazione. L’ideale  europeo, e la sua realizzazione nell’Unione, è stato - ed è tuttora - per tutto il mondo, un faro del diritto, delle libertà, del dialogo, della pace. Un modo di vivere e di concepire la democrazia che va incoraggiato, rafforzato e protetto dalle numerose insidie contemporanee, che vanno dalle guerre commerciali, spesso causa di altri conflitti, alle negazioni dei diritti universali, al pericoloso processo di…
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IL N. 1 DI GENNAIO 2019 DE il puntO  (leggi e scarica qui)

con la locandina dell'evento del 21 gennaio all'Aurora

 

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il puntO N°12 DI DICEMBRE 2018 (leggi e scarica qui)

con gli auguri per le festività

e dal territorio

CERVIA PER NENNI
Grazie al prezioso contributo del compagno Massimo Carli da sabato 5 a domenica 13 gennaio 2019 Cervia onora il ricordo del leader socialista Pietro Nenni che con il suo monito – fai ciò che devi succeda quel che può – ha lasciato una traccia indelebile nella storia dell’Italia democratica e repubblicana.Il 5 gennaio alle ore 15:00 alla presenza del Sindaco di Cervia Luca Coffari, gli verrà intitolato il piazzale adiacente al parco della Rimembranza di Montaletto; alle 16:30 dello stesso giorno verrà inaugurata una ricca  mostra di manifesti a lui dedicata nella sala Rubicone presso i Magazzini del Sale sul porto canale di Cervia.
Negli stessi locali il 10 gennaio alle ore 16:30
lo storico Alessandro Luparini tratteggerà la figura del grande politico. La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 15:30 alle 18:00.
La cittadinanza è invitata

FAENZA. PROGETTO PITRELLI
Il…

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ECCO IL N.11 DI NOVEMBRE 2018 DE  il puntO
(qui per leggerlo e scaricarlo)

In questo numero tra l'altro ... dal territorio

NENNI A CERVIA. Sabato 5 gennaio 2019 verrà intitolato a Montaletto di Cervia il piazzale Pietro Nenni. L’evento sarà celebrato con una mostra dedicata al grande leader socialista presso la sala Rubicone dei Magazzini del Sale di Cervia, dal 5 al 13 gennaio e nella stessa sede, il 10 gennaio, un convegno commemorativo con la partecipazione dello storico Alessandro Luparini (Qui per leggere/scaricare il programma)

SOTTO ATTACCO LA CASA DELLE DONNE
La segreteria provinciale del Partito Socialista ha espresso la massima vicinanza alle Donne e alla loro Casa dopo l’ennesimo “attacco”  alla sede della Casa delle Donne a Ravenna, avvenuto recentemente. Non è la prima volta che lo stabile viene  preso di mira dalle donne di Forza Nuova aderenti all'associazione Evita Peron, la stessa che ha rivendicato anche quest'ultimo sfregio: l'aver appeso ai muri esterni dello stabile  uno striscione di stampo fascista e razzista con su scritto ”l’immigrazione uccide” strumentalizzando in modo ignobile le tragiche vicende nazionali in cui sono rimaste vittime, a distanza di pochi mesi, due giovanissime ragazze.
L’ultimo episodio di intolleranza si era verificato alcuni mesi fa con l'affissione sulla porta di ingresso della sede di numerosi volantini contro le legge 194 sull’interruzione di gravidanza. In tutte le occasioni i manifesti sono stati affissi in spazi non autorizzati, con il chiaro intento di intimidire l'azione politica e culturale della Casa delle Donne che porta avanti da anni il tema di parità e di contrasto alla violenza di genere. Un luogo pubblico aperto e plurale, un bene comune per la città, che rappresenta  la Casa dei diritti e della dignità di tutti i cittadini che si riconoscono nella Costituzione.
“Non vi è dubbio che ancora troppe, e sempre più numerose e intollerabili, siano le manifestazioni che, richiamandosi al fascismo ne coltivano il lascito di prevaricazioni e soprusi verso chi esercita il diritto di opinione e agli diritti sanciti dalla Carta Costituzionale. Ed è per questo che ho voluto ringraziare personalmente l’avv.Andrea Maestri per l’encomiabile continuità con la quale si batte contro ogni violazione ai princìpi fondamentali della nostra Carta quali quelli delle libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Mi preme altresì manifestare il sostegno dei  socialisti di Ravenna, e in particolare dei propri parlamentari alla Camera che sosterranno le tre  proposte di legge, da lui promosse assieme al Presidente della Consulta provinciale antifascista Carlo Boldrini. L’iter parlamentare è stato avviato dall’on. Pastorino deputato di Possibile. Una è tesa a disciplinare la procedura di sospensione e lo scioglimento di organizzazioni dichiaratamente fasciste, razziste o discriminatorie. La seconda per sanzionare la propaganda e il proselitismo dell’ideologia nazifascista nelle varie forme nelle quali si manifesta. L’ultima per istituire l‘osservatorio statale per il monitoraggio dei siti e delle pagine web manifestamente nazifasciste, antisemite, xenofobe, comunque portatrici di ideologie contrarie alla Costituzione” ha dichiarato il segretario provinciale Lorenzo Corelli. Pochi giorni fa l’avvocato Maestri e un quotidiano locale che ha pubblicato una sua intervista sulle proposte di legge sono stati oggetto di pesanti minacce.

SI SCRIVE ABAJUR
SI LEGGE SCUSATE SE DISTURBIAMO DA OLTRE UN SECOLO
(28 novembre 2018)

In via Ghibuzza l’Aurora è presente da ben 114 anni, da sempre luogo di vita culturale e politica, che ha attraversato la storia del Borgo e della città, per giungere indenne ai nostri giorni, nonostante gli assalti che non sono mancati, quelli del ventennio fascista, in primis.
Né si può dire che non ospiti da sempre un circolo che da decenni svolge attività di ritrovo e di aggregazione volte a creare occasioni di incontro ricreativo e culturale.
A maggior ragione ora che Ravenna è diventata città universitaria. Il circolo Abajur lo sta facendo nel totale rispetto delle disposizioni amministrative che regolano i circoli, come dimostrano gli esiti sempre nulli dei controlli ripetutamente effettuati dai vari corpi di polizia chiamati costantemente da qualche vicino. Il circolo, per altro, limita le proprie attività soltanto a cinque giorni la settimana, con orari molto ridotti che non vanno oltre l’una di notte e resta chiuso nei tre mesi estivi. Con i suoi circa 2000 iscritti si rivolge a una platea mediamente giovane, di universitari, personalità della cultura, dello spettacolo e  della vita cittadina. Le sue qualificate iniziative culturali, dal cinema alla musica, alle forme letterarie, fino a laboratori dedicati ai più piccoli, attirano l’interesse anche da fuori città.
L’accanimento nel sollecitare continue verifiche e controlli si può perciò ben definire persecutorio se già quando l’attività del circolo era ripresa da pochi giorni dopo la pausa estiva, è stata oggetto di un esposto che ha prodotto l’accertamento sulle emissioni acustiche, come regolate da una normativa che prevede limiti da più parti considerati inadeguati e pressoché impossibili da rispettare anche nelle situazioni più tranquille, ed è quindi bastato davvero poco per superarli. Dunque, sorge spontanea la domanda se, nel rispetto delle regole, sia impossibile a Ravenna qualsivoglia attività serale, anche la più meritoria sul piano culturale e ricreativo.
Di questo passo diventerà problematico poter svolgere pure attività di associazione e riunione, diritti garantiti dalla Costituzione, nella storica sede socialista dell’Aurora nata nel 1904 come circolo politico, crocevia di tante vite povere, proletarie e operaie, che ebbe un ruolo centrale nella emancipazione di donne e uomini dei ceti più deboli.
Non riusciamo neppure a immaginare che il segno dei tempi abbia tanto cambiato l’anima di questo piccolo dedalo di viuzze rispetto a quando tutto il quartiere si mobilitò per salvare l’Aurora dall’incendio appiccato dai fascisti. Con gli uomini al lavoro, furono le donne e i bambini a passarsi di mano in mano i secchi d’acqua per spegnerlo.
Si scrive Abajur, si legge scusate se disturbiamo da oltre un secolo!

Carlo Lorenzo Corelli segretario provinciale Psi Ravenna

CHI NEGA DIRITTI E TUTELE ALLE DONNE E AI FIGLI NON AMA LA FAMIGLIA

I socialisti aderiscono alla manifestazione del 10 novembre a Ravenna - piazzetta Unità d'Italia ore 15:30 - contro il DdL del sen. leghista Pillon sulla riforma del diritto di famiglia che ha l’obiettivo di rivoluzionare drasticamente l’affido dei figli in caso di separazione o divorzio. Una riforma contro le donne e contro la tutela dalla violenza in famiglia. L’Organizzazione delle Nazioni Unite si è espressa con toni di viva preoccupazione circa l’ipotesi che in Italia venga approvato un simile dispositivo che “viola la convenzione di Istambul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e quella sui Diritti del Fanciullo”, approvata dall’Onu nel 1989 e legge in Italia dal 1991.

Sono davvero tempi cupi se chi ci governa in nome del cambiamento vuole cancellare le conquiste del passato!

TROPPE LE MANIFESTAZIONI CHE SI RICHIAMANO AL FASCISMO
I Socialisti, solidali con la Casa delle Donne di Ravenna, sostegono
la Proposta di Legge per mettere al bando le organizzazioni fasciste

L'avv. Andrea Maestri, gliene va dato atto, si batte con encomiabile continuità contro ogni violazione a princìpi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, quali quelli delle libertà e dell'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, così come per ottenere che si dia finalmente applicazione a quanto sancisce la XII delle sue Disposizioni Transitorie e Finali che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Non v'è dubbio, infatti, che ormai troppe, e sempre più numerose e intollerabili, siano le manifestazioni che, richiamandosi al fascismo, ne coltivano il lascito di prevaricazioni e soprusi verso chi esercita i diritti politici sanciti dalla Carta, come è accaduto, ancora una volta, alcuni giorni or sono a Ravenna, nei confronti della Casa delle Donne. A loro vanno la solidarietà e la vicinanza dei Socialisti, che intanto si tradurranno nel sostegno alla Proposta di Legge, elaborata dallo stesso Maestri assieme a Carlo Boldrini e depositata alla Camera dall'on. Luca Pastorino, tesa a disciplinare la procedura di sospensione dell’attività e di scioglimento dei movimenti neofascisti.

PER NON DIMENTICARE CIÒ FU IL FASCISMO
Il linguaggio delirante dell'offensivo striscione esposto a Ravenna sui muri della Casa delle Donne l'1 novembre scorso denuncia una profonda frattura con le radici stesse del nostro passato, favorita dall'ignoranza di quello che fu effettivamente il fascismo, non semplicemente un modello autoritario di governo, ma un vergognoso sistema di corruzione diffusa, eliminazione degli avversari, come nell'assassinio del deputato Socialista Giacomo Matteotti, di esclusioni dal consesso civile, si pensi soltanto alle leggi razziali contro gli ebrei e, infine, di deportazioni, violenze, lutti, guerre,fame e distruzione. Non dimentichiamolo mai!
Ricordiamo, invece, agli sprovveduti, che all'origine di tutto furono, anche allora, l'anti politica, un nazionalismo montante, il malcontento, le divisioni della sinistra e dei partiti democratici. Anche allora le false promesse non mantenute come quella, per altro solo propagandata, dell'assegnazione ai reduci di terre da coltivare, incendiarono ancora di più la rabbia e la rivolta dei ceti popolari più poveri, e li attrassero ai presunti fasti del fascismo. E, come se non bastasse, le vecchie classi dirigenti si dimostrarono, ancora una volta, incapaci di governare la mutata situazione e, di fronte ai drammi del dopo guerra, trovarono più comodo e conveniente affidarsi ai modi spicci di Mussolini, foraggiandolo lautamente. Una scelta a favore del movimento fascista che, benché stesse mettendo radici in tutto il Paese, aveva il suo centro motore proprio a Milano, una città 'europea' e, quindi, una vetrina importante alla quale potevano guardare quanti in Europa volevano fare come in Italia. Anche allora, poi, per rabbonire chi confidava nel nuovo regime, si fece largo uso di proclami altisonanti, spesso presi a prestito dagli stilemi della romanità. Così, se alle pur blande sanzioni imposte nel 1935 all'Italia dalla Società delle Nazioni - antesignana delle Nazioni Unite - si sarebbe risposto con campagne come quella di raccolta di "Oro per  la Patria", con lo stesso stile infarcito di proclami propagandistici il regime era ricorso - 1927 - alla rivalutazione forzosa dalla lira  per diminuire l'elevato debito pubblico esploso con le spese di guerra. In questo modo, però, si ridusse sia il denaro circolante necessario a sostenere la produzione, sia il potere d'acquisto dei salari, alla cui riduzione nominale fino al 20% non corrispose una analoga diminuzione dei prezzi al consumo. Dall'autarchia alla lira 'forte' e alle campagne contro le sanzioni, L'italia era ripiombata in una un'economia di guerra. 
E sappiamo come è andata a finire. Dopo le guerre coloniali l'Italia fu trascinata nel secondo conflitto mondiale, dove a morire erano gli stessi di sempre, i più poveri, e ne uscì a pezzi, martoriata e a mani vuote.

La storia insegna, ma sta a noi imparare la lezione, perché contrastare i fenomeni può non bastare, se non mutano quei comportamenti politici che già una volta trasformarono l'illusione di un nuovo ordine in un incubo.

IL N. 10 DI OTTOBRE 2018 DE  il puntO (leggilo e scaricalo qui)

In questo numero:
Colpevole del reato di solidarietà
Meno sbarchi ma più morti
Nostalgie reazionarie
Condoni a gogo 
Elezioni in Baviera, premiate le proposte dei Verdi

e ... dal territorio:
Lo sport a Russi, realtà e prospettive
Pedrelli segretario nazionale dei giovani socialisti

GIOVANI SOCIALISTI A CONGRESSO
A FAENZA L'ASSISE REGIONALE
Conoscere il passato per vivere il presente e immaginare il futuro

Domenica 14 ottobre con inizio alle 9:30 si svolgerà a Faenza, nella sede Psi di corso Mazzini 85, il congresso regionale della Federazione dei Giovani Socialisti dell’Emilia Romagna, una riflessione corale aperta al contributo dei movimenti giovanili laici, ambientalisti e riformisti che intendono costruire una sinistra europea, popolare e di governo.
L’assise, senza tralasciare i temi che riguardano il lavoro, lo stato sociale, l’ambiente, con la prospettiva di un rinnovato patto generazionale, dedicherà una particolare attenzione all’attualità politica e alle elezioni europee ed amministrative della prossima primavera.
Le proposte dei giovani socialisti, per quanto riguarda queste ultime, si rifanno alla tradizione del ‘Socialismo municipale’ per aggiornarlo e offrirlo come bussola all’azione di governo delle amministrazioni locali di centro sinistra.
Il Socialismo municipale, infatti, evoca una molteplicità di significati storici e contemporanei che spesso esulano dal significato con il quale, con queste parole, i socialisti si preparavano a governare i primi comuni agli inizi del ‘900. Socialismo municipale significava far approdare i principi per una società più giusta e solidale all’interno delle istituzioni. Oggi per rilanciare un rinnovato concetto di Socialismo municipale, sarebbe fondamentale inserire negli statuti comunali in modo ancor più chiaro e incisivo quegli obiettivi e principi di funzionamento che un’Amministrazione locale, al passo con le sfide del nostro tempo e vicino ai nuovi bisogni, deve avere al fine di intraprendere con slancio un nuovo modo di fare  politica.
I comuni possono diventare dei veri e propri “datori di lavoro”per giovani, disoccupati e anziani in difficoltà, attraverso l’offerta di mansioni temporanee remunerate, utili alla collettività oltre che ai prestatori stessi per i quali tale misura, seppur limitata, rappresenterebbe un “aiuto” economico e contemporaneamente un alleggerimento dei costi per servizi che vengono ora forniti con altre modalità.
E ancora, promuovere una reale  partecipazione dei cittadini alla vitapubblica non solo perché si pronuncino sulle proposte dell’amministrazione ma anche per coinvolgerligià nella fase della loro formulazione, in particolare sui servizi, l’assetto del territorio e l’ambiente.
Con questo congresso regionale a Faenza non è la prima volta che la provincia di Ravenna ospita un congresso dei giovani socialisti. Hanno infatti celebrato qui, al circolo Aurora di Ravenna, anche due congressi nazionali: nel 1988 quando, con un passaggio che segnò un’epoca per lo stesso Partito, da Federazione Giovanile Socialista si trasformarono in Movimento dei Giovani Socialisti.

SEGRETERIA PSI
MANIFESTO PER L'EUROPA. CONGRESSO PRIMA DELLE EUROPEE

La Segreteria nazionale del Psi, riunita il 3 ottobre a Roma ha approvato la relazione del Segretario Riccardo Nencini e deliberato la convocazione, entro la prima decade di novembre, del Consiglio nazionale perché convochi un congresso nazionale straordinario da celebrare prima delle prossime elezioni europee.
Il Consiglio nazionale, inoltre, dovrà approvare le proposte di modifica dello Statuto del Partito da sottoporre al congresso e sarà preceduto da una convenzione nazionale aperta a tutta l’area che fa riferimento ai valori socialisti.
La segreteria nazionale ha infine approvato un ‘Manifesto per l’Europa’ (leggi qui il documento)

PUBBLICHIAMO IL N. 9 DI SETTEMBRE 2018 DE il puntO
(qui per leggerlo e scaricarlo)
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da questo numero vi proponiamo
UNA GIORNATA STORICA

La relazione della parlamentare Judith Sargentini* al Parlamento europeo ha ottenuto l’approvazione, con la maggioranza dei due terzi, di attivare la procedura di sanzioni prevista dall’art.7 del Trattato Ue nei confronti dell’Ungheria accusata di mancato rispetto dei valori dell’Unione Europea: gravi minacce allo stato di diritto, alla democrazia e violazioni dei diritti fondamentali in uno Stato membro. A chiusura del suo intervento, la Sargentini aveva affermato: "Orban ha intimidito gli oppositori del suo Paese, imbavagliato i media non allineati, limitato il settore accademico,  sostituito i giudici indipendenti con giudici più vicini al regime, reso la vita difficile alle organizzazioni non governative. Noi tutti abbiamo il compito di tutelare i cittadini europei per farli vivere nei valori della solidarietà, della parità tra uomini e donne e della giustizia, come recita l'articolo 2. Siamo guardiani dei trattati e dobbiamo proteggere il diritto dei cittadini europei a vivere in società democratiche. E' giunto il momento di operare una scelta importante. Agire è nostro dovere".
La storia ricorderà questa giovane donna per essere riuscita dove nessuno finora aveva osato. È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio ad agire contro uno Stato membro. Colei che in una tiepida mattina di settembre ha messo all'angolo uno dei più controversi leader europei. Autrice del report presentato lo scorso aprile alla commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento, con il quale il Paese magiaro è stato messo sotto accusa. Una grande occasione per aprire una nuova fase storica per l’Europa che ancora una volta non verrà colta.

*L'europarlamentare olandese, di origine italiana Judith Sargentini è attualmente la voce di punta del Partito Sinistra Verde, di orientamento eco-socialista. Una formazione fondata nel 1991, nata dalla confluenza di quattro distinti soggetti politici: ilPartito Socialista Pacifista, il Partito Comunista dei paesi Bassi, il Partito dei Radicali e il Partito Popolare Evangelico. All’età di 15 anni aderì alle file giovanili del Partito Socialista Pacifista. Ha lavorato per diverse ONG, dal 2001 è stata coordinatrice internazionale delle campagne di sensibilizzazione sui problemi relativi al commercio internazionale dei "diamanti insamguinati" e al finanziamento delle guerre in Africa. Dal 2003 al 2007 ha operato come lobbista all'Istituto olandese per il Sudafrica. Dal 2007 è  consulente per Eurostep, l’alleanza europea di organizzazioni per la cooperazione allo sviluppo. Nel 2013 ha vinto il premio di politico equo dell'anno  per il suo impegno.
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nella foto: Judith Sargentini commossa dopo il voto del Parlamento europeo 

FESTA NAZIONALE
CASERTA 14-16 SETTEMBRE PARCO MARIA CAROLINA

clicca sul link qui sotto per rivedere l’ultimo dibattito e le conclusioni di Nencini
www.radioradicale.it/scheda/551568/festa-nazionale-dellavanti-2018-un-fronte-repubblicano-per-litalia

R I F O R M I S T I   I N   F E S T A

A Caserta si tornava a respirare aria di politica nazionale. È lì che si è tenuta  la Festa Nazionale dell’Avanti! presso il  parco Maria Carolina, a pochi metri dalla Reggia di Caserta. Folta la presenza di esponenti di primo piano della politica locale e nazionale. All’apertura la presentazione del direttore Mauro Del Bue e di Ugo Intini della nuova veste dell’Avanti! on line. Tanti i temi trattati durante i tre giorni della Festa. Chi non lavora non mangia, a  cui partecipavano tra gli altri, il governatore della Regione Campania  De Luca, il segretario nazionale Uil BarbagalloScotto di Liberi e Uguali, Iorio responsabile lavoro del Psi. Immigrazione: Italia chiama Europa con la partecipazione di Marco Minniti ex ministro degli Interni e Gianfranco Schietroma coordinatore della segreteria nazionale del Psi. Il futuro è possibileil segretario Socialista Riccardo Nencini e l’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni  si  sono confrontati durante l’ intervista a cura del vice direttore del Corriere della Sera Federico Fubini. Campagna d’inverno. Le proposte dei socialisti con il contributo dei responsabili nazionali del partito sui temi di economia, diritti del cittadino, riforme istituzionali, parità di genere, diritti civili. E ancora  Italia 2019, La buona storia, Il governo Craxi, La Terra dei fuochi non è solo quaggiù, Europa 2019. La sfida,  con la partecipazione del vicesegretario generale PseMarije Laffeber, Iban Garcìa del Blanco già segretario della Commissione esecutiva cultura e movimenti sociali del Psoe e attuale  direttore generale, Pia Locatelli della presidenza Pse e responsabile dipartimento internazionale PSI, Fausto Longo deputato Psi. Un Fronte repubblicano per l’Italia con Pier Ferdinando Casini, Sandro Gozi già sottosegretario agli affari europei, Maurizio Turco coordinatore presidenza Partito Radicale, Maria Pisani portavoce PSI.

A PROPOSITO DEI 49 MILIONI FRODATI DALLA LEGA. Non saremo certo noi a negare ad altri quello che a noi socialisti fu negato: non seppellire una storia politica per fare giustizia, con gazzarre forcaiole – in senso letterale - come quelle contro di noi, messe in scena proprio dalla Lega persino nelle aule parlamentari. Ci permettiamo soltanto di ricordare alla stessa Lega, che oggi chiede per sé maggiore indulgenza, che ...

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

Il governo, mentre licenzia il decreto anti corruzione, che esclude per sempre da qualsiasi rapporto negoziale con la pubblica amministrazione chi compie reati che comportino una appropriazione indebita di denaro pubblico, obbligandolo altresì a risarcire il danno, difende un Partito della sua coalizione, la Lega, che ne ha sottratto ben 49 milioni di Euro.
Due i motivi di questo strabismo giuridico, per giustificare che, in questo caso, il risarcimento del danno non sarebbe dovuto: il primo, che quel Partito ha dalla sua parte il consenso popolare; il secondo, che i suoi dirigenti non sono più quelli dell’epoca dei fatti oggetto della condanna.
Due tesi, in punto di diritto, davvero aberranti
Da una parte, a voler essere pignoli, si potrebbe persino contestare l’assunto del consenso popolare, se si considera che all’epoca dei fatti in esame, la stessa che si pone alla base della seconda contestazione – da allora i dirigenti non sono più gli stessi – la Lega stava attorno a un modesto 4% dei voti!
Dall’altra, sostenere che, siccome i dirigenti non sono più quelli, la Lega di oggi non c’entra, nega in radice la continuità di un soggetto giuridico – società, associazione o società di fatto che sia – affinché in quanto tale risponda delle obbligazioni assunte, con tutte le responsabilità connesse. Sostenere il contrario, come pure si è fatto da parte della Lega, mentre la stessa sfidava i giudici a occuparsi piuttosto dei fatti ben più gravi del crollo del ponte di Genova, è davvero illuminante di un ragionamento insensato. Paradossalmente, sarebbe come dire che se Autostrade per l’Italia cambiasse tutti i propri gruppi dirigenti, non dovrebbe più rispondere in quanto tale delle proprie eventuali responsabilità, ferme restando, ovviamente, quelle individuali dei singoli in ragione delle loro mansioni.
Del resto, la Lega non si è mai costituita come parte lesa contro quei vecchi gruppi dirigenti, preferendo non disconoscerli né abbandonarli al loro destino, al contrario della Margherita che invece lo fece contro i suoi. Eppure, anche la Lega avrebbe tutto l'interesse a farlo: rimarrebbe la destinataria della condanna, ma potrebbe rivalersi in seconda istanza sul patrimonio di quegli stessi dirigenti.
In tempi meno recenti, altri, come il Partito Socialista, hanno addirittura dovuto abbandonare la vecchia “casa” e lasciare che i creditori ne aggredissero gran parte del patrimonio, molto spesso precedente - anche di molti decenni – ai fatti corruttivi contestati o accertati.
In realtà, se il governo che licenzia un decreto anti corruzione tanto severo con i privati, fosse coerente e in buona fede, dovrebbe dimostrarsi ancora più rigoroso verso soggetti di rilevanza pubblica quali sono i Partiti. Se fossero capaci di ridere di sè stessi e del loro giacobinismo parolaio, potrebbero stabilire per i Partiti e i movimenti politici una pena equiparabile a quella prevista dal decreto per i soggetti privati e le società: ad esempio, perché no, addirittura l'esclusione dalle competizioni elettorali!
Certo, il decreto non manca di mettere sotto la lente di ingrandimento anche i Partiti e le fondazioni politiche, ma chi ci dice che poi, quando dovesse toccare agli amici del governo, non verranno di nuovo cambiate le carte in tavola?
Non si può che essere sospettosi, viste le menzogne che scrivono quei giornalisti che sono usi praticare lo sport nazionale di andare sempre in soccorso ai vincitori di turno. Un bel oplà e via cianciando, ed ecco servita la falsa prova regina che la Lega, a sentir loro, sarebbe perseguitata: non era mai successo che fossero confiscati i denari di un Partito, affermano senza sapere quel che dicono. Ma ai socialisti successe proprio anche questo. Purtroppo c'è da temere che si tratti di un mix di ignoranza e malafede: ignoranza figlia di un tempo che non riconosce il valore della professionalità; malafede che premia i furbi che se ne vantano senza vergogna. In un caso o nell'altro, di sicuro c'è di che preoccuparsi, e molto. 
Intanto stiamo a vedere se la Lega, condannata al risarcimento e quindi a rinunciare al maltolto, potrà evitare di decidere se costituirsi parte lesa per rivalersi almeno in parte sul patrimonio dei vecchi dirigenti, e magari cambiare pure ragione sociale per evitare il peggio.

PUBBLICHIAMO IL N. 8 DI AGOSTO 2018 DE il puntO
con un inserto sulla tolleranza (QUI il PuntO e QUI l'inserto)
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dall'inserto
LEZIONI DI VITA. MA NON SOLO AI GIOVANI                                    
Come annunciato nel n.7 de il Punto, l’Associazione dei Comuni italiani si è fatta promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole. Il 20 luglio scorso è iniziata la raccolta delle firme a sostegno della legge alla quale il Partito Socialista ha aderito. Il processo formativo dell’educazione civica è un buco nero sul quale bisogna intervenire. Il rispetto degli altri e la tolleranza sono temi che   devono essere affrontati urgentemente. Ciò significa  accettazione delle diversità, che spesso incide negli atti di violenza, di discriminazione e di emarginazione. La cultura, i livelli di istruzione e la scolarità sono gli unici antidoti al populismo.
Ma prima delle competenze, occorre formare l’uomo, attraverso l’educazione del sentimento che è un fenomeno culturale e non naturale, la condivisone di valori che una comunità adotta, perché li considera i più idonei a ridurre le conflittualità e salvaguardare l’ambiente in cui vive. Lo sviluppo di una nazione è anche in relazione ai fattori che influenzano la convivenza pacifica dei propri cittadini. Da un sondaggio nazionale emerge che più della metà dei giovani in età scolastica dichiara di non avere modelli educativi di riferimento, e che il proprio comportamento è influenzato esclusivamente dagli atteggiamenti degli adulti in famiglia, nella politica, nella collettività. È questo il vero problema e forse l’aspetto critico di un eventuale nuovo processo istituzionale formativo sull’educazione. Ottima la proposta dell’Anci, ma la società ha bisogno  di qualcosa di più. Sarebbe necessario coinvolgere anche gli adulti, magari  nei luoghi di lavoro, in modo da intercettare  coloro che nella realtà sono i punti di riferimento dei più giovani. Insomma serve un intervento nel campo educativo su tutti gli italiani. Se gli adulti seguono altre regole, qualsiasi intervento scolastico sull’educazione alla cittadinanza potrebbe essere quasi vano.

 

Prove di dialogo a sinistra su alleanze e alternativa di governo
(da Ravennanotizie.it, mercoledì 25 Luglio 2018)
A Santa Lucia (Faenza) confronto Psi, Pd, Art.1-Mdp, Radicali e liste civiche di sinistra


Da sinistra Emiliani, Ortolani, il moderatore del dibattito, Bragagni, Pasini, Rontini, Amadori e Manzoli

Confronto, idee e proposte per un nuovo presente: questo il tema dell'interessante confronto che si è tenuto ieri
martedì 24 luglio alla festa dell’unità di Santa Lucia presso Faenza. Si è trattato di un dibattito a più voci - con ben otto interventi - sul futuro della sinistra e l’alternativa di governo che oggi non c’è. Hanno partecipato per il PD il presidente della Provincia e Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e il consigliere regionale Manuela Rontini, il vice segretario regionale Psi Francesco Bragagni, il segretario provinciale Art. 1 - Mdp Ravenna Luca Ortolani, il coordinatore di Radicali Italiani Romagna Davide Amadori; e inoltre i consiglieri comunali delle liste “Ravenna In Comune” Massimo Manzoli, “L’Altra Faenza” Angelo Emiliani, e “Futura” di Rimini Luca Pasini.
Difficile riassumere il dibattito molto ampio e articolato. Il tema al centro dell'incontro è stato certamente quello di provare a riannodare il dialogo a sinistra dopo la batosta storica nelle urne del 4 marzo, il punto più basso forse raggiunto dalla sinistra nella storia recente.
Da qui sono scaturite le analisi - diverse - sulle cause della sconfitta, con la volontà comune in ogni caso di evitare
recriminazioni e rancori sul passato (Rontini). Cosicchè tutti hanno convenuto sui tanti errori commessi dalla sinistra e dal centrosinistra, anche i due esponenti del PD, de Pascale e Rontini. Errori nell'ascolto e nella comprensione dei problemi dei cittadini, soprattutto di chi era più colpito dalla crisi. Errori di narrazione e di gestione. Errori nelle scelte strategiche. Subalternità al capitalismo liberista e poca politica di sinistra, ha detto il socialista Bragagni. Troppa autorefenzialità e chiusura nell'autosufficienza da parte del PD, gli ha fatto eco il radicale Amadori. Politiche insufficienti sui migranti e sbagliate sul lavoro ha insistito Ortolani di Articolo Uno. Mentre Manzoli di Ravenna in Comune ha ricordato la frattura del referendum costituzionale che ha spaccato la sinistra. Abbiamo sbagliato
tutti, nessuno escluso aveva esordito de Pascale. E nessuno può tirarsi fuori dalla crisi complessiva della sinistra.
Analisi diverse, si diceva. Ma una volta tanto non sono volati gli stracci a sinistra. Pur fra forze così diverse, anche sulle ragioni della sconfitta è prevalsa la spinta ad ascoltarsi e a spiegare le proprie ragioni con calma. È già qualcosa.
Anche sul futuro, sulle alleanze, sull'alternativa che non c'è e che è da costruire, tante le idee, non sempre componibili e riconducibili a un disegno unitario. Ma siamo ancora alle prove tecniche.
Michele de Pascale ha parlato della necessità non di mettere semplicemente insieme i reduci della sconfitta del 4 marzo (un fronte) per fare argine alla destra, ma di produrre un grande cambiamento di pensiero, di cultura e di idee per costruire una proposta nuova del campo del centrosinistra all'altezza dei tempi. Sui migranti. Sullo sviluppo economico e sul lavoro. Sui servizi e sul welfare.
Su questa linea d'accordo anche socialisti e Articolo Uno, che ha sottolineato l'esigenza di una battaglia in Italia e in Europa, perchè la dimensione dei problemi è europea, in un'Europa che deve cambiare e deve diventare sociale e solidale.
Manzoli di Ravenna in Comune ed Emiliani di L'Altra Faenza hanno parlato della disponibilità al dialogo anche in prospettiva locale - perchè a breve si voterà per il rinnovo di molte amministrazioni locali, fra cui quella di Faenza - ma hanno ribadito che molte cose devono cambiare nell'atteggiamento e nelle scelte amministrative del PD, per poter immaginare un'alleanza anche in sede locale.
Si è parlato dei Cinque Stelle e su questo punto si sono evidenziati i differenti punti di vista fra un Manzoli molto aperto al dialogo e una Rontini che ha parlato dei grillini come dell'avversario da combattere qui e ora al pari della Lega. Unanime invece il giudizio estremamente negativo sulla Lega di Salvini.
Dopo un'ora e mezza di parole, l'ultima parola della serata è toccata a Manuela Rontini che ha provato a tessere il difficile filo del dialogo a sinistra, affinchè non si spezzi, non nascondendo le differenze e le difficoltà, ma augurandosi altri momenti come questo di Santa Lucia per approfondire il confronto e verificare proposte e idee per un futuro comune, se verrà.
A cura di P. G. C. (fonte Ravennanotizie.it, che si ringrazia)

PER I SOCIALISTI E LA SINISTRA È TEMPO DI CAMBIARE
Contributo al dibattito sul futuro della sinistra e l'alternativa di governo che oggi non c'è
di C. Lorenzo Corelli*

A sinistra è necessario un bagno di umiltà e di ragionevolezza, forse ancora possibile rinnovando non soltanto l’approccio politico, ma gli stessi gruppi dirigenti, non guidati però da furia parricida, poiché ognuno dovrà contribuirvi nell’alleanza tra le generazioni: chi con la dottrina e l’esperienza, chi con la voglia e lo slancio necessario di guidare un nuovo corso con la forma mentis e nei modi dettati dai rapidi mutamenti del tempo che viviamo.
Per farlo serve innanzi tutto superare ritrosie a lasciare il comando e ripristinare quel rispetto reciproco che può rendere operosa e coesa una comunità politica. 
Né può valere il sospetto che il rinnovamento sia una lacerazione insopportabile, poiché opporvisi, ormai, lo sarebbe ancor di più e ci condurrebbe ad una inesorabile, inaccettabile e insormontabile ulteriore perdita di consensi.
Tante sono, infatti, le domande che i giovani possono porsi e porci, alle quali non dobbiamo però rispondere come se a porle fossero dei pericolosi “rottamatori”, ma con spirito di servizio. Se discutono a modo loro su cosa sia la sinistra, come noi facevamo quando era il tempo nostro, non abbiamo nulla da temere. In fondo il fine resta comune: la sinistra non è altro che la speranza di costruire un futuro migliore per milioni di individui che vivono nel disagio, nella miseria, nell'incertezza. E, oggi, le giovani generazioni sono tra quelle che si aspettano dal futuro meno assistenza sociale, meno garanzie di inclusione e più difficoltà economiche. Quando poi, a sinistra, i primi attori del confronto di idee e proposte per un nuovo presente, sono i quadri e i militanti socialisti più giovani, è ancora meglio, se vogliamo tentare di ricucire la frattura tra le generazioni che i disastri di queste seconde e terze repubbliche, mai nate eppure imperanti, hanno prodotto.
Con tutti i suoi limiti, la stella polare resta il socialismo riformista, come unica via per rimettere concretamente con i piedi per terra una sinistra di governo, partendo dal dato ineludibile che essa, in Italia, da sola non è mai stata maggioranza.
Cosa debba essere la sinistra, dunque, dipende dalla sua capacità di inquadrare correttamente i fenomeni, individuare le soluzioni possibili a favore dei ceti più deboli, disporsi, infine, alle alleanze compatibili il più possibile con i suoi programmi. Un compito complesso, per il quale non può mancare l’apporto, a gruppi dirigenti rinnovati, delle più qualificate esperienze di quelli che li hanno preceduti. 

A voler soltanto esemplificare, prendiamo il fenomeno dell’immigrazione e esaminiamolo in tutte le sue sfaccettature per fare emergere la verità.
Non è vero che, nella globalità del fenomeno migratorio verso l’Europa, l’Italia sia la più invasa.
Non è vero che l’Italia non riceva dall’Europa, per la gestione dei migranti, un sostegno finanziario, certo insufficiente, poiché cinque sono i miliardi che ci sono riconosciuti a questo titolo.
Non è vero che i clandestini – quelli per intenderci che non hanno motivi legittimi per migrare in Italia – rappresentino il 90%, poiché i clandestini sono causati piuttosto dalla legge Bossi-Fini.
Non è vero neppure che gli immigrati tolgono lavoro agli italiani, ma più semplicemente svolgono attività di bassa manovalanza, in condizioni per altro di semi schiavitù, per le quali non è disponibile manodopera italiana.
Vero è, piuttosto, che buona parte della disoccupazione, soprattutto quella drammatica giovanile, ma non solo, è spesso figlia della bassa scolarizzazione, della mancanza di adeguati programmi di formazione ai nuovi lavori, di Centri per l’impiego cenerentola, se confrontati con quelli di Stati Europei all’avanguardia.
Vero è anche, però, che un tale mercato del lavoro per gli immigrati, tutto basato su sfruttamento e bassi salari, unito alle norme di precarizzazione spinta ultimamente introdotte, comprimono le condizioni salariali di tutti, scolarizzati compresi, che per altro non trovano comunque adeguati sbocchi occupazionali.
Vero è, inoltre, che l’accoglienza, una volta svolto il doveroso salvataggio umanitario in mare di disperati, è stata gestita senza alcuna oculatezza e in modo sgangherato: nessun controllo sull’utilizzo delle risorse dedicate, una vigilanza a dir poco approssimativa sulla presenza degli  immigrati sul territorio, pressoché nessuna politica di integrazione, come avviene negli Stati Europei più virtuosi.
È così che il fenomeno, non governato, viene percepito come più grave di quanto non sia nei suoi dati reali.

La concretezza e l’intelligenza del socialismo riformista ci possono aiutare a meglio comprendere che la risposta per la Patria Europa non è quella, sedicente europeista - né di destra né di sinistra - di Macron, ma neppure  quella incapace di vedere che in Europa c’è già la casa della sinistra di governo, il Partito del Socialismo Europeo. A che serve, infatti, anteporre la domanda di breve respiro di quale sia l’alternativa di governo, se prima non ricostruiamo il nostro campo di sinistra? Facciamolo e soltanto dopo discutiamo delle alleanze compatibili con noi.
Prefissarsi, come Socialisti, di cooperare con tutte le forze che non rinunciano a una visione del mondo egualitaria e che si richiamano senza reticenze ai valori fondanti del nostro costituzionalismo repubblicano, significa aprire la nostra casa e farne la casa comune di un centrosinistra che affronti con concretezza ed intelligenza le questioni poste dai mutamenti epocali che la sinistra contemporanea fatica a interpretare e sui quali non sa agire in assenza di forti riflessi liberisti. Si escludono, così, non solo i tradizionali ceti di riferimento della sinistra, ma si indeboliscono pure le fila di quel ceto medio che, diciamolo, è una assicurazione contro il prevalere delle tentazioni autoritarie, xenofobe e nazionaliste.
Una nuova generazione che soffre tutto questo, ci chiede di consentirle di organizzarsi per rivendicare nuovi diritti civili e lavorativi, e vuole rappresentare quei giovani che non chiedono singolarmente un futuro, ma una speranza che li riguardi tutti. Un futuro che postula una connessione diversa tra sapere e produzione, un nesso nuovo tra lavoro e reddito, una strutturazione differente tra stato sociale e una vera inclusione nelle scelte democratiche. Ciò è ancor più necessario là dove la crisi economica ha segnato profondamente il Paese, ha impoverito e condotto nella marginalità ampie porzioni della nostra società, ha ingrossato la disoccupazione – con punte elevatissime in quella giovanile e soprattutto nel Meridione – e annichilito milioni di giovani che non si formano, non lavorano e nemmeno cercano occupazione. È proprio là che bisogna essere presenti.
È anche per tutto questo che un confronto a sinistra senza reticenze potrebbe rappresentare un percorso che torni ad indicare un orizzonte di conquiste per chi vive la marginalità economica e l'esclusione sociale, coniugando competizione globale e coesione sociale.
È a rischio lo stesso patrimonio ideale del socialismo, che non può essere immiserito dal pensiero breve di formule tanto ambigue da sfiorare la sottigliezza semantica, mancando il “con chi e per cosa”, nè può essere oggetto di rivalse interne, ma piuttosto messo al servizio di coloro che sanno immaginare, e realmente vogliono costruire, un futuro migliore.
Pronti per questo anche al cambio della guardia tra gruppi dirigenti, con un passaggio di testimone che conduca assieme al traguardo le esperienze mature e le nuove leve che si apprestano a prendere in mano il proprio futuro.

*Segretario provinciale Psi Ravenna

È USCITO IL N. 6 DE il puntO DI GIUGNO 2018 (leggilo e scaricalo qui) 
assieme a un inserto con la rubrica Socialismo & dintorni in Romagna
e Altre in breve dal territorio (leggilo e scaricalo qui)

Una sinistra umanitaria che voglia essere competitiva dovrà confrontarsi con i profondi cambiamenti che hanno lacerato antiche consuetudini e, al contempo, creato opportunità inimmaginabili.
Presenteremo alla convention del 7 luglio il portolano da cui avviare la riflessione. Eccolo, in pillole:
1. Valori alti: il senso mazziniano per la responsabilità e il dovere, la spinta turatiana verso i diritti e le libertà.
2. Vivere nella contemporaneità ma abbandonando l'idea illuministica del progresso illimitato. Le radici vanno innaffiate, non tagliate. O si protegge la comunità o rischiamo di annegare nella globalizzazione.
3. Diritto di cittadinanza alla parola 'patria', spesso invisa alla sinistra, e bandire la parola 'Paese' in sostituzione del termine Italia. Non si tratta di chiudersi nei confini nazionali. Al contrario, l'affermazione dell'identità è indispensabile per tutelare le differenze. Valorizzare il 'comune sentire' è condizione per convivere con le diversità.
4. Europeisti, ma a favore di un'altra Europa: riequilibrio a vantaggio del fronte mediterraneo, Commissione intesa come governo europeo, politica estera comune, un unico ministro del tesoro dell'U.E. E scelte orientate a bloccare la balcanizzazione dell'Europa.
Revisione del Trattato di Dublino in tema di migranti. E comunque chi vive in Italia dovrà svolgere lavori socialmente utili a vantaggio della comunità che li ospita.
5. Declinare meriti e bisogni al tempo della rivoluzione tecnologica. Sostenere gli studenti che si trovano nella condizione del bisogno e hanno merito (sostegno all'affitto, borse di studio, viaggi di studio all'estero); assunzione di 500.000 giovani nella pubblica amministrazione per valorizzazione ambiente, difesa paesaggio, tutela beni artistici e culturali (costo 10 miliardi di Euro); servizio civile obbligatorio; trarre da una maggior tassazione del gioco d'azzardo le risorse per aumentare le pensioni minime; costruire nuovi alloggi popolari per soddisfare le lunghe liste di attesa di famiglie italiane.
6. Ripensare l'architettura istituzionale sostenendo con forza il tentativo di dare un taglio costituente all'attuale legislatura: elezione diretta vertici delle città metropolitane, accorpamento regioni, definizione ruolo e poteri delle province, fusione piccoli comuni. Nelle elezioni comunali, consentire il voto ai sedicenni. Infine, separare le carriere dei magistrati.

A RIMINI IL 29 E 30 GIUGNO 2018
venerdì 29 ore 18.30 - Spiaggia n. 44, Lungomare Augusto Murri 20
sabato 30 ore 10.30 - Hotel Junior via Parisano 40


Tante sono le domande che i giovani possono porsi e porci, alle quali non dobbiamo però rispondere come se a porle fossero dei pericolosi “rottamatori”, ma mettendoci a disposizione per una rinnovata alleanza tra le generazioni. Se discutono a modo loro su cosa sia la sinistra, come noi facevamo quando era il tempo nostro, non abbiamo nulla da temere. In fondo il fine resta comune: la sinistra non è altro che la speranza di costruire un futuro migliore per milioni di individui che vivono nel disagio, nella miseria, nell'incertezza. E, oggi, le giovani generazioni sono tra quelle che si aspettano dal futuro meno assistenza sociale, meno garanzie di inclusione e più difficoltà economiche. Quando poi i primi attori, con LA STRADA a SINISTRA, del confronto di idee e proposte per un nuovo presente, sono i quadri e i militanti socialisti più giovani, è ancora meglio, se vogliamo tentare di ricucire la frattura tra le generazioni che i disastri di queste seconde e terze repubbliche, mai nate eppure imperanti, hanno prodotto.

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