ELEZIONI FAENZA
SEI LE LISTE IN APPOGGIO A MASSIMO ISOLA
CANDIDATO SINDACO PER IL CENTROSINISTRA

È ufficiale la composizione della “squadra” di centrosinistra che intende portare al successo Massimo Isola come sindaco di Faenza.

Si tratta di Faenza Coraggiosa_ecologista-progressista-solidale (vede accomunati Partito Socialista Italiano, Articolo uno e L’Altra Faenza), Europa Verde (GreenParty), Partito Democratico, Faenza Contemporanea (cultura per lo sviluppo del territorio), Italia Viva, Faenza Cresce (che è la sintesi delle esperienze civiche "La Tua Faenza" e "Faenza 40 20").

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ELEZIONI
Partito Socialista, L’Altra Faenza e Articolo Uno corrono insieme

NASCE FAENZA CORAGGIOSA 

Un progetto civico e politico, ecologista, progressista e solidale, che raggruppa un’ampia porzione della sinistra faentina. Ci proponiamo alla città per costruire insieme una visione di futuro di Faenza in grado di rispondere concretamente alle nuove richieste sociali e ambientali che dobbiamo affrontare. È su queste basi che sosterremo la candidatura di Massimo Isola Sindaco di Faenza” spiegano le tre forze poitiche.

Faenza Coraggiosa gioca la sua partita apertamente nel campo della sinistra e ha l’ambizione di coinvolgere e dare nuovo protagonismo a realtà civiche, associative e sociali da tempo presenti in città. Uno spazio politico aperto e plurale nel quale mettere al centro i temi dello sviluppo sostenibile per l’ambiente e la società e la volontà di proporre soluzioni condivise e realizzabili, in modo credibile e autorevole. Le nostre priorità saranno la scuola, la sanità, il…

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IL 20 E 21 SETTEMBRE FAENZA
ELEGGE SINDACO E CONSIGLIO COMUNALE
 

La Lista progressista ed ecologista - Psi, Art.1 e l’Altra
Faenza - sarà presente nella coalizione di centro sinistra
con il candidato sindaco Massimo Isola.

Nella Lista si candida il segretario provinciale del
Partito Socialista, il faentino Francesco PITRELLI.

(scarica qui il volantino)

  

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IL FASTIDIO PER LA DEMOCRAZIA
PARLAMENTARE

NO AL TAGLIO
Della democrazia, Della rappresentanza
nei territori, Dei  parlamentari

Il taglio della politica è un classico cavallo di battaglia del populismo. L’antipolitica e l’antipartitismo si sono alimentati, insieme al declino di legittimità dei partiti che avevano scritto la Costituzione, per approdare alla più radicale campagna contro la democrazia rappresentativa. All’ombra dell’antipolitica populista sono cresciuti i più prominenti leader politici di oggi.
Varata in Parlamento con il voto favorevole di poco meno del 100% delle forze politiche, terrorizzate di perdere consenso, la riforma costituzionale sul taglio di oltre un terzo del numero dei parlamentari fra Camera e Senato è una delle più demagogiche e insensate mai tentate fino ad oggi nel nostro Paese. Il taglio di per sé è una misura legittima ma del tutto inutile, ingannevole e dannosa. Il peggiore degli inganni, a danno dei cittadini in buona fede e in omaggio alla retorica…

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È USCITO IL N. 7/2020 DI LUGLIO DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)

da questo numero
LO STOCCAGGIO DELLA CO2 NON AIUTA LA TRANSIZIONE VERSO LE RINNOVABILI
“Siamo pronti a candidare al primo bando del Fondo per l'innovazione europeo il progetto per il nuovo hub di Ravenna che darà vita al più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di CO2, responsabile dell’effetto serra. Un'opportunità unica nell'area perché sfrutteremo l'immenso volume di stoccaggi che arriva dai giacimenti a gas offshore, ormai esauriti del Medio Adriatico, che faranno da contenitori. Si tratta di un'occasione importante per l'area e anche per quelle società di ingegneria e meccanica che al momento subiscono una profonda crisi di settore, un'iniziativa industriale che consentirà di mantenere la forza lavoro impegnata nel distretto e, in prospettiva, di procedere a nuove assunzioni. Il bisogno energetico è così ampio che non possiamo pensare di trasformare tutta l'energia esistente in prodotti completamente…

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ESCE L'AVANTI! DI LUGLIO/AGOSTO 2020
DIRETTO DA CLAUDIO MARTELLI

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FERROVIE IN ROMAGNA: UN PROGETTO SERIO E CONCRETO
(leggi e scarica qui l'elaborato tecnico)

Dopo le notizie delle settimane scorse su un’ipotetica nuova linea di Alta Velocità che colleghi Trieste a Taranto, passando per Ferrara, Ravenna e Rimini, è tornato al centro del dibattito politico regionale il problema dell’arretratezza infrastrutturale ferroviaria nel territorio romagnolo, rispetto all’Emilia. Queste le proposte dei socialisti romagnoli:

  1. Organizzare una “Conferenza Romagnola per il Coordinamento della Viabilità Ferroviaria”, in cui le varie istituzioni del nostro territorio potranno confrontarsi e prendere decisioni guardando all’interesse non dei singoli, ma di tutto il territorio.
  2. Elaborare un progetto concreto sulla nuova linea AV che passerebbe per Ferrara, Ravenna e Rimini; inoltre, lavorare su un progetto di miglioramento della linea principale dell’entroterra, con la creazione di una linea AV separata dalla linea tradizionale.
  3. Promuovere una migliore…
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IL N. 6 DI GIUGNO 2020 DE il punt(qui per leggerlo e scaricarlo) 

(a pag. 4) Dal territorio

Rischio mafie anche nel nostro territorio
LE AMMINISTRAZIONI LOCALI VIGILINO CON ATTENZIONE

La Federazione provinciale del Partito Socialista di Ravenna, tramite il suo segretario Francesco Pitrelli, ha inoltrato una nota ai Sindaci di tutti i comuni della provincia chiedendo di porre particolare attenzione da parte delle Amministrazioni sul pericolo della diffusione di infiltrazioni mafiose. La mafia in Emilia-Romagna esiste, come esiste anche nel nostro territorio. Se si osservano i beni confiscati, ben 18 in provincia di cui 14 nel Comune capoluogo dove in questi giorni sono stati emessi provvedimenti ostativi anti mafia nei confronti di una ditta impegnata in due importanti progetti.
Il rischio principale lo vive il settore turistico, sicuramente colpito economicamente in misura maggiore per via delle restrizioni decretate a causa dell’emergenza sanitaria. Chiediamo di  porre particolare…

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A FIANCO DELL' AVANTI! QUOTIDIANO ONLINE
TORNA, COME PERIODICO, L' AVANTI! CARTACEO
con i primi due numeri del 1° maggio e del 2 giugno

  
Puoi acquistarlo in Federazione

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IL N° 5 DI MAGGIO 2020 DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)

(da pag. 4) IL 28 MAGGIO SI È RIUNITA LA DIREZIONE PROVINCIALE DEL PARTITO
La relazione del segretario Francesco Pitrelli si è incentrata, con particolare riferimento alla nostra realtà provinciale ma non solo, soprattutto su quattro temi: la sanità pre e post pandemia, un progetto di riformismo eco-socialdemocratico, il e le più vicine prossime tornate elettorali comunali, il  tesseramento 2020.
Sanità. Durante la fase di emergenza covid-19 è emersa la necessità di una maggiore integrazione territoriale del sistema sanitario. Sarà importante per il futuro la creazione di una nuova frontiera nella sanità territoriale avvalendosi dell’apporto, oltre che dei medici di base, della Case della salute e della farmacie.
Riforma eco-socialdemocratica. Le sfide a tutela dell’ambiente, uno stato sociale veramente universalistico, la garanzia dei diritti fondamentali a tutti, la tutela dei lavoratori, la laicità delle istituzioni e la…

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IL NOSTRO 2 GIUGNO

1946 REFERENDUM MONARCHIA/REPUBBLICA
NEUTRALI I DEMOCRISTIANI, TIEPIDI I COMUNISTI
SOLO GRAZIE ALLA CAMPAGNA SENZA RISPARMIO DI ENERGIE
DI PIETRO NENNI E LA GRANDE MOBILITAZIONE DEI SOCIALISTI

È REPUBBLICA!

Ravenna, dove già prima del fascismo forte era la tradizione socialista, laica e repubblicana, fu seconda solo a Carrara per affluenza al voto e suffragi a favore della Repubblica.

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Il consuntivo 2019 al link CHI SIAMO-organi & risorse nella barra in alto

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Con l'occasione del 1° maggio, torna l'Avanti! cartaceo che si affianca come periodico all'Avanti! on line quotidiano (qui per leggerlo/scaricarlo)

IL NOSTRO PRIMO MAGGIO

Due dediche a questo primo maggio 2020, per non parlare solo di covid-19.

La prima alla nostra storica Aurora che da lunedì 4 vedrà sostituita l'insegna luminosa del Partito con il cambio del vecchio simbolo con quello recante di nuovo il garofano. un'insegna con le stesse caratteristiche esteriori, ma dotata di nuove funzionalità, illuminata al led e un sensore che in base alla luminosità esterna la accende o la spegne.

La seconda al "Primo Maggio" di Edmondo De Amicis. Rimasto incredibilmente inedito e sconosciuto per quasi un secolo, solo nel 1980  è stato pubblicato il romanzo Primo Maggio (ed. Garzanti) che Edmondo De Amicis  scrisse nel 1890 a suggello della sua adesione al nascente socialismo italiano. Nell’opera viene affrontata la tematica delle misere condizioni in cui vive gran parte della popolazione,…

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SUL N° 4 DI APRILE 2020 DE il puntO 

 IL NOSTRO 25 APRILE 

Il 25 aprile, per i socialisti e tutti i democratici d'Italia è una data spartiacque che, con la liberazione dal nazi-fascismo, ha risollevato tutte le speranze per un futuro migliore, e così in larga parte è stato. Potevamo, nonostante le attuali angosce, non ricordarcene per onorare la memoria dei nostri martiri della libertà e, con loro, gli artefici della ritrovata democrazia? No davvero!

Questo numero de il PuntO non è, come di consueto, ricco di notizie e commenti, credo comprendiate che non era possibile diversamente. (leggilo e scaricalo qui)
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CHE LA PASQUA SEGNI LA VIA PER ANDARE OLTRE!

Tutte e tre le religioni monoteiste del bacino del mediterraneo festeggiano, seppure non nella stessa date e con modalità diverse, la pasqua.
La parola pasqua, dall’aramaico e dall’ebraico, significa passaggio/andare-oltre.
Da sempre l’uomo ha affidato il proprio destino a riti di passaggio come quelli per il cambio delle stagioni, per il capodanno, per la nascita e la morte, ecc.
Nella pasqua il rito di passaggio-cambiamento-purificazione-rinnovamento assume diversi significati, quello della Liberazione per gli ebrei, della Resurrezione per i cristiani, del Sacrificio (dell’agnello ‘perfetto’ offerto a Dio da Abramo per risparmiare il sacrificio del figlio) per i musulmani.

Tutte e tre le significanze pasquali sono importanti sia in termini religiosi che di festività civile.
La forza della bibbia, però, penetra meglio questo nostro passaggio epocale.

E' CON QUESTA 'FORZA' CHE VI AUGURIAMO BUONA PASQUA!
La pasqua ebraica trae la sua…

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PIÙ CONTROLLI SUGLI AUMENTI DEI PREZZI
Chiediamo a Prefetture e Comuni più controlli per ostacolare fenomeni speculativi
Francesco Pitrelli*

Durante questa emergenza da COVID-19 sono state richiamate all’attenzione della cittadinanza, delle forze dell’ordine e dei giornalisti varie notizie di aumenti dei prezzi spropositati sia dei dispositivi di protezione individuale, le mascherine, che su beni primari, come frutta e verdura. Servono quindi maggiori controlli da parte di Prefetture e Comuni per evitare che si continui con le speculazioni e le truffe nei confronti della gente, che proprio in questo periodo ha bisogno di comprare soprattutto i dpi.

Certamente accogliamo positivamente la notizia sulla distribuzione di mascherine gratuite da parte della Regione Emilia-Romagna, sperando che questo sia un passo verso l’obbligatorietà delle mascherine nei luoghi pubblici anche nella nostra regione, ma proprio perché la quantità è comunque molto inferiore rispetto al numero degli abitanti, per esempio a Faenza spettano 29000 mascherine a fronte di una popolazione di circa 59000 persone, deve essere data la possibilità a tutti di reperirle a prezzi adeguati.

Non dimentichiamoci che ci sono molte persone anche nella nostra provincia che in questo momento sono in cassa integrazione o sono senza stipendio e che vivono, quindi, con maggiore preoccupazione l’aumento dei prezzi. Per questo motivo la Direzione del Partito Socialista ha avviato ha una raccolta firme sulla piattaforma change.org per chiedere al Governo l’istituzione di un reddito minimo di quarantena. Non si può escludere che, a tutela delle fasce più deboli, il Governo debba intervenire anche con provvedimenti atti a calmierare i prezzi.
(8 aprile 2020))

*segretario provinciale Psi Ravenna

RIMETTERE IN MOTO LA RAGIONE. VALE LA PENA DI PROVARCI

VADANO GLI ALTRI DA SOLI NEL MONDO
Vorrei rovesciare un assunto spesso dato per scontato, che si debba, noi italiani e gli altri Paesi insoddisfatti di questa Europa, abbandonare la Unione Europea. Sfidiamo, invece, ad uscire dalla UE tutti quegli staterelli  (perché in termini dimensionali di questo si tratta) che insistono sul rigorismo economico, forse così capirebbero che neppure per loro da soli c’è salvezza. Solo una domanda: ma se non vogliono una Europa federale perché hanno voluto l’Euro? Una moneta unica senza prima o poi (meglio prima) un’unica politica economica e fiscale è poco meno di una follia!
Vadano dunque gli altri da soli nel mondo, un mondo che dopo aver rinunciato a governare l’economia, lasciandola in mano alla finanza, ora sembra abbandonare i principi della democrazia liberale. I segnali sono chiari, vanno da Trump a Putin, agli altri autocrati come Erdogan e Orban, ai populisti di casa nostra (italiani ed europei).

NESSUNO POSSIEDE CERTEZZE SULL’EVOLUZIONE DEL COVID19
La 
democrazia liberale ha reso possibile regolare l’avvicendamento al potere di governi che avessero cura di agire per rendere “felici” la maggioranza degli individui. Un principio che in taluni casi ha anche inciso sulle scelte di natura sanitaria secondo il criterio di profittabilità (se sia cioè utile spendere per tentare di salvare una vita anche quando ciò sia assai poco probabile). Ma anche senza arrivare a questa disumana pratica, resta valida la domanda di quale scelta si debba compiere per il maggior bene comune, di fronte a questo virus del quale – obiettivamente – si sa ancora troppo poco sui suoi effetti di massa. Da questo punto di vista è quanto meno ingiusto accusare i governi, e il nostro, di non adottare le misure giuste. Altra cosa sono, per quanto ci riguarda, la tradizionale disorganizzazione, la solita burocrazia inefficiente e, come sempre, le furbizie, gli sprechi e le vere e proprie ruberie.
Ciò detto, e lo ripeto, senza neppure per un momento accusare nessuno per le scelte fin qui fatte, poiché nessuno è un indovino (nemmeno gli scienziati), non mi sembra peregrino il dubbio se aver agito per contenere il contagio alla fine sarà risultato utile. Ammesso che si raggiunga lo scopo, avremo forse salvato un milione di vite ma reso poveri o poverissimi 59 milioni di individui. E se invece, nonostante tutto, anzi proprio perché così facendo non si è potuta acquisire l’immunità di gregge, alla fine il virus quell’ulteriore milione di vite se le prenderà lo stesso? Avremmo avuto il massimo danno su entrambi i fronti: morte e miseria! O c’è qualcuno che può assicurarci del contrario? Credo se ne debba discutere seriamente e serenamente.

NON È UNA PUNIZIONE DIVINA
Non credo ci siano molti dubbi che, prima o poi, sarebbe dovuto succedere. Da sempre i virus viaggiano dall’animale all’uomo, a maggior ragione se c’è promiscuità tra le specie selvatiche e quelle domestiche. Si aggiunga, a favorire questa promiscuità, una crescita come mai prima della popolazione del mondo con particolari effetti drammatici dove c’è più miseria. Il resto lo ha fatto lo stile di vita dei Paesi più ricchi, che ha favorito politiche predatorie dell’ecosistema. La madre ideologica di tutto questo è stata la competizione globale giocata con le carte truccate della finanza, invece che in termini di economia reale.
Non vorrei aprire una gara tra ottimisti e pessimisti, anche se mi sembra che le previsioni non indichino bel tempo, ma piuttosto aprire un confronto sul dopo, senza cadere nel luogo comune, di nessuna concretezza, che nulla sarà più come prima. Anzi diciamo meglio, nulla sarà più come prima, è vero, e di sicuro c’è da aspettarsi il peggio, ma vogliamo provare a dire in quale direzione vorremo cambiare il verso a questo mondo ingiusto e che non ci piace?

NON ACCONTENTIAMOCI, È IL TEMPO DEI GRANDI IDEALI
Se il pianeta, come dimostra la pandemia, è un villaggio globale, tutto dovrà assumere quella dimensione: ambiente, nascite, salute, istruzione, ecc.
Ci è toccato, come socialisti, di vedere il fallimento del comunismo e del capitalismo, conditi di colonialismo, guerre, dittature, stragi di popoli. In Europa abbiamo saputo contrapporre il riformismo (che è solo quello socialista) attraverso quel compromesso socialdemocratico che ha compiuto la grande impresa di fare del nostro continente quello dove si vive meglio nel mondo. È Vero che anche qui da un po’ siamo afoni, fatichiamo a rimettere a fuoco la nostra missione. Lo stato sociale che abbiamo creato scricchiola da più parti e non sappiamo come correggerne sia gli eccessi, ormai troppo costosi, sia i limiti che cominciano ad escludere nuovi emarginati; e, come nel caso dell’Italia, le distorsioni clientelari. Potrà ripartire dall’Europa una nuova primavera del socialismo? Si, purché lo si concepisca di nuovo come un’ideale internazionale, scevro quindi da nazionalismi e regionalismi, capace di lottare ovunque nei termini imposti dallo specifico contesto, per libertà, giustizia e lavoro: riformisti dove possibile, rivoluzionari dove necessario.
In conclusione qui ci avvaliamo, con poche modifiche, di quanto scrive in argomento Alberto Benzoni:
E allora, forse la “sinistra che verrà” non nascerà da quella ufficiale e non avrà la fisionomia partitica ma piuttosto quella di un fronte costituito dal comune sentire di aree diverse tra loro e, necessariamente quindi, una dimensione internazionale e internazionalista. Frutto non di accordi di vertice ma della crescita di tanti movimenti e di tante esperienze separate, il suo fattore determinante sarà il crescere dell’indignazione e della protesta suscitata dall’enormità delle sofferenze dei governati rapportata alla cecità dei governanti; il discrimine sul quale si radicherà è quello tra cultura della solidarietà e barbarie.
Un'utopia? Un mito? O non piuttosto un'idea/forza, l'unica a nostra disposizione?

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE DEL PSI

Il Partito Socialista Italiano ha lanciato una raccolta firme - su proposta della federazione romana del Psi - attraverso change.org, per chiedere al Governo l’istituzione urgente di un reddito minimo di quarantena per tutte quelle persone che si trovano senza nessun reddito in queste settimane di lockdown, dovute all’emergenza sanitaria. Parliamo di anziani soli, disoccupati, lavoratori precari ed intermittenti, lavoratori in nero.

"Sono troppe le persone che a breve non riusciranno nemmeno più a fare la spesa. Cittadini, sopratutto anziani, che sono stati assistiti dalle forze dell’ordine perché non avevano più soldi per comprare un pezzo di pane. Proponiamo al governo - ha affermato Enzo Maraio, segretario del Psi - di dare a tutte le famiglie, in questo periodo senza reddito e che non rientrano nel Rdc, un contributo straordinario di 400€ al mese per tre mesi almeno da consentire di mettere un piatto a tavola. È una misura fondamentale per la tenuta del tessuto sociale italiano”. Per ricevere maggiori dettagli e firmare la petizione clicca qui! 

UNA NUOVA ITALIA
lettera del Segretario Enzo Maraio agli iscritti del Psi

Care compagne, Cari Compagni,
ad un anno dal Congresso straordinario che mi ha eletto Segretario del partito voglio ringraziarvi, di cuore, per il lavoro che svolgete quotidianamente sui territori, nelle istituzioni e nelle singole sezioni. Con passione e, spesso, l’abnegazione personale.
Solo un anno eppure tutto è cambiato: da un nuovo Governo a questa emergenza senza precedenti, che ci mette di fronte una nuova Italia alla quale dovremo saper dare nuove risposte.
Eravamo partiti con un governo giallo verde e ci siamo ritrovati in un governo giallo rosso per spirito di responsabilità e per mettere l'Italia al riparo dal rischio di essere travolta dalla deriva illiberale della destra salviniana.
Abbiamo modificato il nostro simbolo, reintroducendo il garofano nel ventennale della scomparsa di Craxi e affrontato le ultime elezioni con entusiasmo e impegno.
Nei prossimi mesi dovremo fare, insieme,  un lavoro difficile ma fondamentale. Getteremo le basi per la nuova Italia. La storia ci insegna che dopo le grandi “disgrazie” l’Italia si è sempre rialzata più forte di prima e con diversi sistemi di gestione e di poteri. Leggo negli ultimi giorni che si sta alimentando un dibattito sulla necessità di una nuova costituente che ridisegni l’ asset dello Stato. Noi ci siamo! Lo abbiamo detto tempo fa, quando già si intravedeva un decadimento politico e culturale causato dai fautori dell’uomo solo al comando. Lo confermiamo oggi, dove a quel decadimento si è affiancata una grande crisi economica che è solo all’inizio. Nei prossimi mesi dovremo dare agli italiani la nostra visione di Stato nuovo, capace di dare risposte certe e in tempi brevi ai cittadini, che sappia decidere in barba al ballettio di competenze concorrenti che spesso hanno imbalsamato il Paese. Certo, non ci saranno De Gasperi, Saragat o Togliatti a dare una nuova forma di Stato all’Italia, ma sarà nostro compito contaminare la discussione politica con le nostre idee e le nostre proposte. Non appena usciremo da questa emergenza, convocheremo una conferenza aperta, programmatica e organizzativa dei socialisti italiani, per discutere su tre argomenti fra tutti: riforma dello Stato, riforma dell’Europa, riforma della società che deve inevitabilmente mettere al primo posto la tutela dell’individuo.
Sarà un lavoro duro ma con la collaborazione di tutti quanti Voi saremo in grado di spingere il nostro partito verso una nuova primavera! Viva il Psi!

SANITÀ, SCUOLA, LAVORO PER LA RINASCITA
di Francesco Pitrelli *

In questa situazione di emergenza sanitaria i socialisti ringraziano quanti, medici, infermieri, volontari, addetti ai servizi ospedalieri, ricercatori e farmacisti stanno prestando la loro opera contro il nuovo Coronavirus. Non succeda però che, terminata l’emergenza, ci dimentichiamo di loro e di tutti gli altri lavoratori.

L’emergenza sanitaria, oltre a confermare la qualità della nostra sanità, ha fatto anche emergerei guasti dovuti a una limitazione delle risorse e a una riduzione dei presidi. E ancora una volta, di fronte a questi limiti, emergono numerosi i gesti di solidarietà di aziende e società civile. A emergenza finita, se ne ricordino lo Stato e le Regioni, così come non si dimentichino però, di chi adesso sta facendo sforzi sovraumani, con turni massacranti e a rischio di contagio, per curare i malati positivi al COVID-19 e, ovviamente, tutti gli altri. Superata la fase nella quale si è ritenuto utile, speriamo provvisoriamente, considerare abilitante la Laurea in Medicina e Chirurgia, bisognerà stanziare più fondi per la sanità e aumentare le borse di specializzazione post-laurea, così da avere un turnover di medici specializzati.

La nostra regione ha uno dei migliori sistemi sanitari della Nazione, ma come è stato più volte ribadito c’è ancora molto da fare: investiamo per la terapia intensiva e per evitare la chiusura di interi reparti, così da garantire una completa copertura dei servizi.

Non dimentichiamoci di tutti gli altri lavoratori, cogliamo l’occasione per imparare dagli errori del passato, investiamo più risorse, economiche ma non solo, in istruzione e politiche del lavoro, in prevenzione ed educazione civica. Ascoltiamo le preoccupazioni di chi lavora, nelle fabbriche come nelle campagne, nell’artigianato, nel commercio e nel turismo. Non se ne dimentichino, a emergenza finita, il Governo e la Regione. Alla fine bisognerà fare i conti con una situazione economica grave e saranno richiesti sforzi da parte di tutti, sarà necessario coraggio per ripartire, un coraggio che i romagnoli, insieme ai fratelli emiliani, hanno sempre dimostrato.

I socialisti chiedono che tutta la politica abbandoni gli schieramenti e lavori in sinergia, abbandonando regionalismi in Italia e nazionalismi in Europa e nel mondo. I socialisti, infine, non si dimenticheranno degli sforzi e delle preoccupazioni di tutti, né delle criticità nei luoghi di lavoro e di studio e si batteranno affinché nessuno venga abbandonato e lasciato indietro.

* segretario provinciale Psi Ravenna 

E SE PER ESSERE CONCRETI SERVISSE “FILOSOFARE”?

Primum vivere deinde philosophari, cioè prima (si pensi a) vivere, poi (a) fare della filosofia, è l’antica formula latina con la quale si richiama alla concretezza per affrontare l’urgenza delle situazioni più gravi, senza troppo “pensarci su”. Ma se pensarci su servisse a rendere più efficace l’agire, dotandolo di basi metodologiche più solide?L’attuale emergenza sta esaltando al massimo i guasti che l’illimitata diffusione nell’uso dei social e il martellante bombardamento dei media può produrre sulla qualità della politica e dell’informazione, trascinando con sé la compatibilità delle regole della democrazia con la risoluzione dei problemi. Ognuno, ma proprio tutti, persino fior fiore di giornalisti e leader politici, sputa sentenze, accusa i decisori di inettitudine. Vorrei vedere tutti costoro, messi a decidere, come se la caverebbero!
Alla fine potrebbe frullarci in testa che la regola aurea della democrazia, secondo la quale basta essere maggiorenni per avere diritto di voto, così come ogni altro diritto, sia un problema. Vacilla la convinzione che l’influenza del singolo sull’opinione generale sia staticamente poco rilevante nel distorcere la qualità del risultato, poiché mediato nei grandi numeri. Come dire che più il campione è ampio più l’opinione prevalente è “buoma e giusta”. Siamo sicuri? Si, ma solo ad alcune condizioni, più istruzione e più educazione civica, innanzitutto. Ma anche riconoscere che, con il crescere della complessità del governo delle cose del mondo, l’intreccio tra chi esercita la rappresentanza e i saperi indispensabili a concretizzare, dunque primum vivere, gli obiettivi dei Parlamenti, è indispensabile ed è pure cosa buona e giusta.
Riuscite a immaginare chi altri se non i “famosi vituperati burocrati”, ovvero quelli tra loro più competenti, avrebbe da ultimo potuto stabilire i meccanismi del nuovo intervento della BCE e altre misure altrettanto complesse?
L’Europa è anche tutto questo, una democrazia pienamente rappresentativa e illuminata da una grande tradizione di saperi eccellenti, come nessun altro nel mondo. Basterebbe ce ne rendessimo tutti conto.
Se no non ci resta che metterci nelle mani di chi sembra propenso a credere che gli europei non abbiano bisogno dell’Europa.

20.03.2020 Lorenzo Corelli

FARE CHIAREZZA
INTERVIENE IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PSI DI RAVENNA FRANCESCO PITRELLI
CON L’AUSPICIO CHE SI RITROVI IL SENSO DI COMUNITÀ, ABBANDONANDO REGIONALISMI E NAZIONALISMI,
E SI IMPRIMA LA GIUSTA SPINTA AL SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA COVID19 

Encomiabili certo gli aiuti agli altri Paesi da parte della Cina, ma che derivano dalla necessità di "rifarsi la faccia" all'estero dopo aver tenuto nascosto per mesi probabilmente questo nuovo virus, come nel caso della SARS. Non a caso in Cina stanno aumentando sentimenti nella popolazione di democrazia. Ricordiamoci anche che la Cina, da potenza mondiale che è, cerca di espandere la propria egemonia anche in Europa, visti anche i rapporti Europa-USA. Per questo è necessario fare non un passo, ma un balzo avanti in questa Europa, perché divisi siamo più fragili, come nel caso del Regno Unito che rischia di diventare uno stato dipendente dagli USA (la rivalsa dell'ex colonia?). Un'Italia solitaria [prosegui, contiene un video] non reggerà mai alla potenza cinese.

18.03.2020  Francesco Pitrelli

Vi lascio anche questo video a riguardo, non è sicuramente necessario essere d'accordo, ma presenta un punto di vista critico da cui, secondo me, si possono prendere spunti su questa Europa:

https://www.youtube.com/watch?v=RPWYpcMGQ28&fbclid=IwAR2eE0K_2a6vyzUw6PFTc46FSH_9EBUe46VA6A99erIFb7537YDUAnoOZ1A

è uscito il numero di marzo 2020 de il puntO (scaricalo e leggilo qui)

da questo numero

SUL CORONAVIRUS MORIRÀ O RINASCERÀ L’EUROPA
L’emergenza coronavirus rischia di mettere in ginocchio la situazione sanitaria ed economica in Europa, il vero timore sono le possibili ripercussioni sull’economia dell’Eurozona e per lo spettro di una recessione che si fa sempre più minacciosa. Tutto ciò sta attirando l’attenzione del mondo sul vecchio continente e sulla sua capacità di gestire tale  emergenza. Al di là dell’approccio scientifico, il tema politico che si ripropone con forza è se l’Unione Europea saprà far scattare meccanismi solidaristici in grado di sostenere i Paesi membri e di rilanciare economie che rischiano di essere messe in ginocchio dal dilagare del contagio, dalla paura e dalla psicosi collettiva legata al crescente numero di malati e morti. A Bruxelles continuano a ripetere che nei confronti dell’Italia, epicentro dell’emergenza, c’è solidarietà e disponibilità e pare difficile immaginare che i governi solitamente più rigidi sul fronte dei conti pubblici questa volta si mettano di traverso. Se però i leader europei, da sempre interessati a misure che privilegiano i loro elettorati, non coglieranno l’occasione della minaccia del virus per mostrare ai propri cittadini e alle proprie imprese il volto buono dell’Europa, quello della solidarietà, viene effettivamente da chiedersi a cosa serva Bruxelles. l’Europa fino ad oggi si è mostrata quasi invisibile davanti all’emergenza sanitaria e si è trincerata dietro le competenze nazionali. La sfida è molto più grande della scoperta di un vaccino o della sconfitta di un virus. In ballo c’è la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea così come l’abbiamo conosciuta. “Di fronte alle conseguenze economiche del coronavirus, lavorerò perché l’Unione europea coordini la risposta e usi gli strumenti necessari contro i rischi per la crescita e il lavoro”, ha affermato Paolo Gentiloni, commissario all’Economia che si sta muovendo  per cercare di contrastarne la frenata, ovviamente  non soltanto in Italia. Fonti Ue spiegano che “In questa fase non è in agenda nessun maxi-piano che preveda un accordo su politiche precise da prendere a livello europeo. Quello, semmai, sarà il passo successivo”. Le stesse fonti spiegano che gli incontri servono soprattutto per “condividere le valutazioni sulla situazione economico-finanziaria e per coordinare le azioni tra i governi nell’immediato”. Ma molte differenze stanno caratterizzando l’approccio dei diversi Stati, non esiste un modello unitario e i sistemi sanitari sono così eterogenei che evidenziano quanto il percorso verso una autentica Unione Europea, non solo monetaria, ma almeno culturale, sia quanto mai impervio. Serve invece un coordinamento europeo sia nell’igiene e profilassi sia nel sostegno alle attività economiche. Se l’Europa riuscirà a superare gli stringenti vincoli di bilancio forse sarà possibile programmare aiuti e investimenti in grado di restituire respiro ad economie asfittiche e ai Paesi in difficoltà. La risposta europea dovrà significare la capacità di risolvere in chiave politica una situazione potenzialmente deflagrante, non solo per una probabile recessione che interesserà non solo il nostro Paese, ma anche perché l’UE ha forse l’ultima chance per dare un segnale di concretezza di una soluzione che avrà il valore di un’ancora di salvezza. E se il governo italiano saprà concordare con le istituzioni europee un piano serio di emergenza, che riguardi il rilancio dell’economia attraverso investimenti mirati, primi fra tutti sanità e ricerca, saranno argomenti per superare le diffidenze e le critiche degli euroscettici e degli ultrasovranisti. Le regole europee consentono flessibilità extra per gli eventi eccezionali ma è fondamentale escludere dal Patto di stabilità gli investimenti connessi al rafforzamento delle strutture sanitarie.

È FRANCESCO PITRELLI
IL NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE DEI SOCIALISTI RAVENNATI

Si è celebrato sabato 22 febbraio a Russi il congresso della Federazione provinciale di Ravenna del Partito Socialista Italiano che, al termine dei propri lavori, ha eletto Segretario il faentino Francesco Pitrelli – 22 anni, studente universitario.

Noi socialisti ci battiamo per una maggiore giustizia sociale. La nostra agenda politica dovrà quindi avere come capisaldi: lavoro, per migliorare le condizioni lavorative, puntare su formazione e innovazione; ambiente, per conciliare la lotta ai cambiamenti climatici con la riconversione industriale, una mobilità sostenibile, una corretta gestione dei rifiuti, la riduzione delle emissioni; libertà, per l’autodeterminazione della persona, poiché tutti gli esseri umani hanno pari diritti e doveri a prescindere dalle differenze; istruzione, con la lotta alla fuga dei cervelli e all’abbandono scolastico, favorendo una maggiore integrazione scuola-lavoro. Ha detto tra l’altro Pitrelli nel suo intervento al congresso, dopo aver richiamato i valori democratici, egualitari, di giustizia sociale e di progresso civile del socialismo italiano ed europeo, indicando infine le prime linee per ridare slancio alla presenza del Partito sul territorio.

Forte la condanna e la preoccupazione espresse dall’assemblea all’apertura dei lavori per l’ennesimo atto di sfregio nazi-fascista che, dopo il cimitero della Brigata Cremona a Camerlona, stavolta ha colpito il monumento del Ponte dei Martiri di Ravenna.

Molti i temi sui quali il documento finale del congresso si diffonde, tra i quali l’ambiente, i “muri” della xenofobia, come ridare dignità al lavoro, una giustizia giusta e funzionante, il NO al taglio dei parlamentari, e le alleanze, sulle quali recita: in attesa che l’area progressista si ristrutturi, se mai ciò avverrà, le contingenze in questa fase ci impongono di considerare prioritariamente alleanze elettorali con le formazioni europeiste, laiche e liberali.

Circa le alleanze locali il congresso si è espresso a favore del tentativo di costruire, per le elezioni comunali di Faenza di questa primavera, una lista di giovani di sinistra per rendere la città manfreda più aperta ai giovani, più universitaria, più verde, più aperta al turismo; ponendo, per quelle di Ravenna del prossimo anno, l’obiettivo di presentare una Lista analoga a quella delle regionali.

Una proposta particolare del congresso riguarda l’invito rivolto ai repubblicani e agli altri movimenti europeisti e liberaldemocratici a verificare le condizioni per consolidare a livello locale un progetto di alleanza, attraverso un confronto tematico che potrebbe partire da Lugo. È proprio a Lugo, infatti, che potremmo mettere in campo e sperimentare risorse nuove che in queste elezioni regionali hanno dimostrato di essere un ottimo catalizzatore di consensi su più fronti.

Dopo l'intervento del vice segretario regionale e segretario provinciale di Rimini Francesco Bragagni, un ospite assiduo della nostra provincia, che si è soffermato in particolare sui temi della giustizia, ha concluso i lavori congressuali il segretario regionale Marco Strada ribadendo che i socialisti rivendicano, con la loro storia, di essere essenziali alla sinistra italiana e auspicando che il rinnovamento avviato dai socialisti ravennati preluda a una stagione di successi per il Partito.

Questo il commento di Lorenzo Corelli, che dopo molti anni lascia l’incarico di segretario provinciale, sul’esito del ongresso: “Prendiamo dai nostri padri ciò che ancora serve e aggiungiamo gli ingredienti oggi necessari affinché il socialismo italiano torni ad essere fecondo anche grazie a nuove leve capaci di agire - in forme nuove e con idee adeguate al nostro tempo - per rendere l’Italia più giusta e moderna.”

Compongono il nuovo Consiglio Direttivo: il segretario Francesco Pitrelli, la segreteria con il coordinatore Lorenzo Corelli, Claudio Governa per Lugo, Giuseppe Marolla per Ravenna e Armando Menichelli per Faenza; i membri effettivi Stefano Bagnoli, Filippo Barbieri,Massimiliano Bezzi, Lino Calisti, Remo Cavallo, Federico Facchini, Federica Gullotta, Luca Nannini, Giovanni Nonni, Federico Penazzi, Giorgio Ricci, Aldo Rossi, Maria Severi, Eleonora Tazzari.
Sindaci Revisori: Mario Marangon – presidente, Riccardo Benericetti, Daniele Bilosi.
Invitati: Anna Liverani (consigliera comunale Russi), Nicola Olanda (formazione), Carlo Sante Venturi (consigliere/assessore comunale Fusignano).

L'ANTIPATICO
Bettino Craxi e la Grande Coalizione
di Claudio Martelli (ed. La nave di Teseo)

Una storia narrata partendo dal Risorgimento
nazionale mosso dai valori democratici e socialisti
Questo libro non  è una biografia. E’ la storia di un manifesto politico e intellettuale, è la storia di programmi di governo, di coalizioni, di compromessi, di scelte fatte in un’epoca sfrenata e demonizzata da parte di un uomo enigmatico. Bettino Craxi era antipatico perché incarnava la politica in un’epoca di crollo delle ideologie e di avversione ai partiti. Perché non temeva né di macchiarsi di una colpa né di affrontare l’odio. Perché era alto e grosso, ribelle e autoritario e anche se tendeva alla pace e sorrideva sembrava sempre in guerra. Perché diceva quel che pensava e faceva quel che diceva, anche le cose spiacevoli. Perché affascinava o irritava coi suoi proverbi popolari o mostrandoti l’altra faccia della luna; perché era sospettoso e coraggioso, razionale e realista fino al cinismo. Perché era sicuro, troppo sicuro di sé, e per dieci anni ha guidato la politica italiana e per quattro il governo coi migliori risultati. Perché sfidò gli Usa di Reagan e l’Urss. Perché tenne in scacco la Dc e il Pci alternando coerenza e spregiudicatezza. Perché affrontò il partito del potere e del denaro. Oggi, a distanza di vent’anni dalla sua morte, è possibile e anzi necessario ripensare Craxi e recuperare il suo lascito, per colmare il vuoto lasciato dal riformismo socialista e dal socialismo liberale. La sua figura suscita ancora tante domande e comprenderla può fornire tracce importanti per capire la crisi della sinistra, della democrazia liberale e l’irruzione del populismo e del nazionalismo in Italia e nel mondo. 

       UN ESEMPIO DI VITA, UN GRANDE SOCIALISTA

 L’ASSEMBLEA CONGRESSUALE PROVINCIALE
SI TERRÀ SABATO 22 FEBBRAIO CON INIZIO DEI LAVORI ALLE ORE 09:30
PRESSO LA SEDE DEL PSI DI RUSSI IN VIA BABINI 30

SARA' PRESENTE ELEONORA TAZZARI
CANDIDATA SOCIALISTA ALLE RECENTI ELEZIONI REGIONALI

L'ASSEMBLEA - INTRODOTTA DAL SEGRETARIO LORENZO CORELLI
E CONCLUSA ALLE ORE 12,00 DAL SEGRETARIO REGIONALE MARCO STRADA -
VOTERÀ LA RISOLUZIONE FINALE ED ELEGGERÀ IL SEGRETARIO E IL DIRETTIVO

I SOCIALISTI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA A CONGRESSO

Ci apprestiamo a celebrarlo con il bel viatico di buoni risultati alle regionali della Lista +EUROPA PSI PRI e ottimi per quanto riguarda i voti di preferenza ottenuti dalla candidata socialista Eleonora Tazzari. Tutto ciò ci rende ottimisti nell’intraprendere la via, oggi possibile, di affidarci almeno in parte a una nuova leva di quadri. È con loro che vogliamo dare un futuro al progetto, appena abbozzato in questa tornata elettorale, di sviluppare l’area europeista laica e riformista, erede di grandi tradizioni sempre compresse, eppure necessarie ad un’Italia più giusta e moderna. Nella nostra provincia, come pure in quella di Forlì-Cesena, la Lista +EUROPA PSI PRI si è caratterizzata per l’importante apporto repubblicano con il rischio che il progetto assuma un’impronta meno di sinistra.
È soprattutto in vista delle comunali del 2021 a Ravenna, città nella quale raccolgono tuttora importanti consensi, che gli amici repubblicani stanno ragionando sul futuro di quel progetto, proponendo un raccordo di natura politico-programmatica che federi con loro la lista civica Ama Ravenna - alla quale già i socialisti fanno riferimento - Italia Viva e Azione, nell'ambito possibilmente della prosecuzione dell'esperienza con +Europa e il Psi.
Si può fare. Ancor prima, però, dovremo occuparci delle elezioni comunali di Faenza che si terranno a maggio di quest'anno. Varrà dunque la pena dedicare a queste più di qualche riflessione sia in loco che a Ravenna.

 

AL VIA IL TESSERAMENTO 2020 

È aperto il tesseramento dell’anno in corso  per l’adesione al Partito. Le tessere sono  disponibili in Federazione. La quota associativa è di €52.00 che potrà essere versata anche tramite bonifico bancario per  usufruire della detrazione fiscale (causale erogazione liberale) in occasione nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno.

La pace esiste quando tutti sono liberi di sviluppare sé stessi nel modo che desiderano, senza dover lottare per i propri diritti. La Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace, adottata dalla Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1984 sottolinea che «per garantire l'esercizio del diritto dei popoli alla pace, è indispensabile che la politica degli Stati tenda alla eliminazione delle minacce di guerra, all'abbandono del ricorso alla forza nelle relazioni internazionali e alla composizione pacifica delle controversie internazionali sulla base dello Statuto delle Nazioni Unite. Ma questa appare oggi una visione assolutamente riduttiva del problema. L'idea di una pace positiva, considerata non come assenza di guerra bensì come presenza di condizioni di giustizia reciproca tra i popoli che permettano a ciascun  il proprio libero sviluppo in condizioni di auto-governo. In queste condizioni, non è quindi la forma di governo che garantisce la pace, è molto più che il risultato di trattati o di accordi internazionali. La pace risulta dal modo in cui un popolo si relaziona con un altro popolo, nel rispetto dei reciproci diritti e doveri riconosciuti dalla comunità internazionale. E’ garantita solo ed esclusivamente dal comportamento e dalle scelte degli individui che insieme costituiscono il comportamento e le scelte di un popolo. Di qui nasce la necessità di una cultura della pace intesa come conoscenza diffusa e consapevole dei fattori tutti che contribuiscono a creare condizioni di giustizia reciproca tra i popoli. Diffondere la cultura della pace significa  lavorare per costruire una sua  nuova visione basata sui valori universali di rispetto per la vita, la libertà, la giustizia, la non violenza, la solidarietà, la tolleranza, i diritti umani e l'uguaglianza tra uomo e donna. Educare se stessi alla cultura della pace informandosi e prendendo consapevolezza dei problemi e delle scelte da fare per risolverli, è il dovere di tutti coloro che, nelle varie forme devono esprimere una volontà di contribuire alla costruzione della pace nel mondo.

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