DAL N° 2 DI FEBBRAIO 2018 DE il puntO (QUI per leggerlo)
 
insieme è meglio
 
insieme A RAVENNA. CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA
mercoledì 14 FEBBRAIO  ore 15 Caffè del Teatro via Mariani 1
I capilista, Daniele PERINI alla Camera, Sauro TURRONI al Senato e i candidati
risponderanno alle domande dei giornalisti e incontreranno le elettrici e gli elettori
 
insieme A BOLOGNA.  MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRASTARE LE DISUGUAGLIANZE
sabato 17 FEBBRAIO  ore 11 Teatro delle Celebrazioni via Saragozza 234
intervengono Riccardo NENCINI, Angelo BONELLI – Verdi, Giulio SANTAGATA – area Civica
il Presidente del Consiglio Paolo GENTILONI
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I SOCIALISTI VERSO IL VOTO DI MARZO

Alle elezioni politiche del 4 marzo si presenta - alleata del Pd nella coalizione di centrosinistra - la lista insieme, che vede unite tre forze politiche sotto un unico simbolo: Partito Socialista Italiano, Verdi e Area Civica

Nel nostro territorio, come ovunque, i candidati della coalizione nei collegi uninominali sono comuni, mentre nei collegi plurinominali la lista insieme presenta propri candidati:
- al Senato Sauro Turoni - capolista, Monica Ricci, Gennaro Mancino e Livia Santini
- alla Camera Daniele Perini - capolista, Maria Grazia Creta, Francesco Bragagni e Cristina Orsi

Intanto si è costituito il comitato insieme per Ravenna, al quale si può aderire tramite  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (vedi in fondo un primo elenco)

LE RAGIONI E GLI IMPEGNI PER CUI insieme SI CANDIDA AL GOVERNO DELL'ITALIA NELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA:  

"insieme unisce socialisti, verdi e civici in una lista di ispirazione…

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I CANDIDATI SOCIALISTI DELLA LISTA insieme
NEI COLLEGI PLURINOMINALI DEL NOSTRO TERRITORIO

SENATO (Bologna-Imola, Ferrara, Romagna) Monica RICCI e Gennaro MANCINO
CAMERA
(Romagna) Francesco BRAGAGNI

I CANDIDATI SOCIALISTI NEI COLLEGI UNINOMINALI 
ESPRESSIONE DELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA

TOSCANA - Senato (Arezzo - Siena) Riccardo NENCINI
LAZIO - Senato (Roma-Tuscolano) Oreste PASTORELLI
PIEMONTE - Senato (Moncalieri) Enrico BUEMI
LOMBARDIA - Senato (Lumezzane) Lorenzo CINQUEPALMI
LAZIO - Camera (Cassino) Gianrico RANALDI
CALABRIA - Camera (Castrovillari) Luigi INCARNATO
EUROPA - Camera (Svizzera) Leonardo SCIMMI
SUD AMERICA - Camera (Brasile) Fausto G.LONGO

E QUELLI VERDI E DI AREA CIVICA

CAMPANIA - Camera (Napoli Portici) Francesco BORRELLI
MARCHE - Senato (Pesaro Urbino) Angelo BONELLI
EMILIA ROMAGNA - Camera (Imola) Serse SOVERINI
CAMPANIA - Camera (Avellino) Angelo D'AGOSTINO

È uscito il n° 1 di gennaio de il puntO (leggilo qui)

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ALL'AVVIO LA CAMPAGNA DI ADESIONE AL PSI PER IL 2018
dedichiamo a Sandro Pertini il 40° della sua elezione a Presidente della Repubblica

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                                       AUGURI ALL'ITALIA

   
  IL 30 DICEMBRE 2017 IN PIAZZA MAGGIORE INSIEME A BOLOGNA        

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socialisti, verdi e area civica 'insieme'
una lista ulivista condivisa anche da aderenti al progetto 'campo
progressista' di Pisapia, capitanati dal sindaco 
di Cagliari Zedda  

Da tempo il Partito Socialista, molto prima dell’approvazione della nuova legge elettorale, ha proposto di costruire una coalizione di chiaro segno riformista, espressione delle diverse sensibilità che compongono l’area politica del centrosinistra, in netta alternativa alle spinte massimaliste che in questi ultimi mesi sono purtroppo riemerse. Un obiettivo che per noi è sempre stato chiaro, approvato all’unanimità dai Congressi di Salerno e Roma, a cui abbiamo lavorato con convinzione e impegno. Le difficoltà, non inaspettate, che negli ultimi giorni si sono frapposte alla realizzazione di tale obiettivo, non solo non hanno indebolito, ma hanno rafforzato la nostra convinzione che il perseguimento e la realizzazione di un’aggregazione, autonoma dal Pd, nel segno della sinistra riformista sia la condizione…

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dal n. 12 - dicembre 2017 - de il puntO  (leggi Qui il giornalino)

IL BIOTESTAMENTO È LEGGE. UNA SCELTA DI CIVILITÀ

14 dicembre 2017: Giornata storica per l’Italia. Il Parlamento ha dato il via libera al provvedimento sul testamento biologico dopo anni di promesse, polemiche, ostruzionismo ed emendamenti del centro destra. La lotta è iniziata con Piergiorgio Welby, morto nel 2006 poi  portata avanti dalla moglie. Quindi con il papà di Eluana Englaro, Beppino che ha sopportato battaglie politiche sul corpo della figlia e, nonostante tutto, è rimasto in prima fila a chiedere il rispetto dei diritti. E, tra gli ultimi, con dj Fabo, accompagnato a morire in Svizzera dal radicaleCappato. La spinta definitiva per l’approvazione della legge, che sembrava essere destinata a restare nei cassetti anche in questa legislatura, è arrivata nelle ultime settimane. Decisive forse sono state le dichiarazione di Papa Francesco “ La persona malata riveste il ruolo principale. Le decisioni devono…

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LITORALE RAVENNATE
PREOCCUPANTI SEGNALI DI UNA POSSIBILE INFILTRAZIONE MALAVITOSA

Non pubblicare notizie di interesse collettivo significa oscurare la voce di chi sta dalla parte dei cittadini.
Il 15 dicembre abbiamo inviato agli organi di informazione locali un comunicato per esprimere le preoccupazioni del socialisti in merito alla presenza di microcriminalità che forse nasconde problemi più preoccupanti. Ma la totalità della carta stampata ha ritenuto di non considerarlo degno di interesse.

Di seguito il comunicato. Come sempre il tempo non dimentica. Sono passati decenni da quando la grande lottizzazione di Lido Adriano ha mosso i suoi primi passi. Probabilmente gli attori di quella massiccia urbanizzazione di fascia costiera non erano consapevoli dei suoi frutti avvelenati dai quali grandi e piccoli hanno comunque tratto qualche vantaggio. Col tempo Lido Adriano ha assunto le caratteristiche di una grande periferia a pochi chilometri dalla città, ma soprattutto a ridosso di…

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è uscito il n. 11 - novembre 2017 - de il puntO  (leggi QUI il giornalino e QUI l'inserto)

EQUITÀ ECOLOGIA EUROPA
dopo il convegno di Milano i Socialisti di nuovo in campo
ALLEARE MERITI E BISOGNI PER UNA LISTA COMPETITIVA
(12 novembre 2017)

Si è tenuto venerdì 10 e sabato 11 novembre a Milano il convegno socialista sui meriti e i bisogni a trentacinque anni dalla conferenza della prima Rimini. Non è stata una cerimonia e men che meno il revival di quel che fu la Rimini del 1982, con al suo centro l’intervento di Claudio Martelli che teorizzò la strategia programmatica socialista come un’alleanza tra il merito e il bisogno. Allora si trattava di un’autentica eresia. Il socialismo non aveva mai configurato il merito come una dimensione che gli apparteneva. Al massimo, già con Togliatti, aveva lanciato, a partire dall’immediato dopoguerra, l’alleanza della classe operai coi ceti medi, mentre il Psi della seconda metà degli anni settanta, aveva considerato, grazie ai contributi degli…

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LEGGE ELETTORALE. UN COMPROMESSO, NON UNA CATTIVA LEGGE
l’unica possibile se la si voleva, come è giusto, largamente condivisa
a pie' di pagina segue un commento di Claudio Martelli sui voti di fiducia

Chi la voleva maggioritaria e chi proporzionale. Chi con i collegi uninominali e chi con le preferenze. Chi con un minimo di ‘diritto di tribuna’ per le formazioni minori e chi con uno sbarramento ‘punitivo’ per le stesse. Chi, infine, che favorisse le coalizioni e chi no. C’era addirittura anche chi, preferendo il ‘tanto peggio - tanto meglio’, non voleva nessuna legge votata dal Parlamento.
Dunque, quella che potrebbe apparire una legge ‘arlecchino’, un po’ maggioritaria e un po’ no, con uno sbarramento moderato e che incentiva il formarsi di coalizioni, senza preferenze, è vero, ma con listini bloccati di pochi candidati nella parte proporzionale, altro non è che l’unica mediazione possibile. L’unica se si voleva un consenso esteso e non limitato alla sola maggioranza, come è giusto…

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A MILANO COME 35 ANNI FA A RIMINI 
UN'ALLEANZA RIFORMATRICE FRA MERITO E BISOGNO PER GOVERNARE IL CAMBIAMENTO 

Nel 1982 il Psi convocò a Rimini una conferenza programmatica dal titolo “Governare il cambiamento”. In quella occasione il gruppo dirigente del partito ebbe modo di confrontarsi pubblicamente con molti degli uomini di cultura che negli anni precedenti avevano proposto il tema della modernizzazione del Paese in un dibattito pubblico ancora inquinato da forti pregiudizi ideologici. I contenuti di quel confronto trovarono una sintesi nell’intervento di Claudio Martelli, che invitò la sinistra a lasciarsi alle spalle “la pietrificata sociologia marxista delle classi” per dare vita ad una “alleanza riformatrice fra il merito e il bisogno”: fra “coloro che possono agire” mettendo a frutto i propri talenti e “coloro che devono agire” per uscire dall’emarginazione. Oggi il tema si ripropone mentre alle porte c’è la quarta rivoluzione industriale. In particolare la promozione di…

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26 ottobre 2017

IL NUMERO 10 DE il puntO

leggilo QUI e QUI l'inserto

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ERO STRANIERO - L'UMANITÀ CHE FA BENE

È in corso la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Ero Straniero – L’umanità che fa bene”. E’ stata lanciata ufficialmente il 12 aprile in una conferenza stampa al Senato da Emma Bonino e dalle altre organizzazioni che, insieme a Radicali Italiani, sono promotrici della legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi–Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro.

La legge di iniziativa popolare  “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” è sostenuta dal Partito Socialista e promossa  oltre che da Radicali Italiani, da Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes Comunità di Sant’Egidio e…

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IL 24 OTTOBRE RICORRE LA LIBERAZIONE DI CERVIA
sabato 28 ottobre, guidata dal socialista Massimo Carli,
una pedalata per la visita delle fortificazioni tedesche 

Il 22 ottobre 1944 ad opera dell'esercito americano, con la collaborazione dei partigiani, avvenne la liberazione di Cervia dall'occupazione tedesca e dal governo fascista. In occasione della ricorrenza, fra le varie iniziative che vengono organizzate dal Comune di Cervia, è in programma  una “pedalata per la visita delle fortificazioni tedesche” costruite nel periodo bellico ed ancora visibili a Milano Marittima. La pedalata avverrà sabato 28 ottobre con ritrovo e partenza da Piazza Garibaldi alle ore 15,00 e la conclusione è prevista alle ore 16,30 circa per vedere l'ultimo bunker del percorso sito presso il Circolo Nautico Amici della Vela in Via Leoncavallo.
A questa “pedalata fra amici” sono invitati tutti i cittadini con qualunque tipo di bicicletta ed a fare da guida sarà il socialista Massimo Carli che una ventina di…

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PUBBLICHIAMO I NUMERI 8 E 9 DI AGOSTO E SETTEMBRE 2017 DE il puntO
QUI il numero 8  •  QUI l'inserto al n. 8  •  QUI il numero 9  •  QUi l'inserto al n. 9

ALCUNE RECENTI NOTIZIE IN BREVE
Raccolta firme per la separazione delle carriere di Giudici e PM
I termini di chiusura per il rinnovo 2017 della tessera Psi
Novità nella nostra "casa" di via Ghibuzza a Ravenna, con l'apertura del Circolo Abajur
e la nuova sede del Comitato Provinciale AICS - Associazione Italiana Cultura e Sport

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DI GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI
È in corso la campagna nazionale di raccolta firme a sostegno della proposta di Legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere di Giudici e Pubblici Ministeri. In quest’ambito, una delegazione di Socialisti e Radicali si è recata, nella giornata di mercoledi’ 27 settembre, presso le Case Circondariali di Ravenna e Forlì. Ne facevano parte Lorenzo Corelli e Francesco Bragagni del Partito Socialista, Maura Benvenuti, Ivan Innocenti e Vito…

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CHI HA PAURA DI PISAPIA?
e di una sinistra di governo, laica e riformista,
rappresentata da socialisti, verdi e radicali

Assistiamo con stupore e rammarico, ad un'escalation di attacchi nei confronti di Giuliano Pisapia e del suo tentativo di federare in autonomia ed unità una sinistra di governo che non si riconosce più nel Pd, pur considerandolo un interlocutore obbligato. La grossolanità dell'ultima polemica per la foto che lo ritrae insieme alla sottosegretaria Boschi, ha raschiato il fondo della decenza del dibattito politico. Cosa ha fatto dunque di grave Pisapia?  Si propone come federatore e non come monarca dal pugno di ferro, evidentemente un peccato mortale in un periodo di riflusso in cui si cercano figure carismatiche. E' programmaticamente aperto al dialogo con tutte le forze progressiste, in tempi in cui le seduzioni identitarie ed elitistiche trovano nuova linfa. Ha l'ambizione di ricostruire un centro sinistra credibile di governo, inclusivo ed autorevole, in un periodo in cui una parte della sinistra si rifugia in stereotipi scambiati per tradizioni, in rancori spacciati per linea politica. Questo si imputa a Pisapia: il tentativo di unire e di dare una forma dignitosa ad una sinistra che, ad oggi, risulta soccombente sul piano elettorale. Naturalmente, come da tradizione, gli attacchi, sempre più virulenti vengono tutti da una sinistra di duri e puri, impermeabili alla contemporaneità, indisponibili a mettere in discussione il candore delle proprie anime per quisquilie quali sono salvare il Paese dall'avanzata delle Destre, l'antieuropeismo montante, il declino sociale e culturale del Paese. E se invece fosse solo paura? Paura di chi ha l'ambizione di governare mettendo al centro l'Europa solidale, l'immensa questione sociale, i diritti, l'emergenza ambientale? Paura di dovere dismettere il riflesso condizionato di essere solo "contro" ed invece scegliere di sporcarsi le mani con una realtà aspra e foriera di insidie e di pericoli? La strada che ha scelto Pisapia, pur nel nobile solco della tradizione Riformista italiana, è tutta da costruire, velocemente ma senza fretta. Basta con i processi alle intenzioni, soprattutto quando certe intenzioni sono del tutto inventate. Prima si dialoga, poi si giudica.

E SE LA BONINO ... Sono anni che insisto, poco ascoltato in taluni settori del mio stesso Partito. L'ho fatto attraverso il documento appello ai radicali e ai socialisti firmato assieme a Giovanni Negri, poi seguendo i primi vagiti della nuova associazione Marianna, e infine prendendo contatto coi verdi Boato e Bonelli. Riprendo a parlarne dopo l'appello del 31 luglio, a firma di Adriano Sofri. "Si chiedono in tanti : ma in Italia non abbiamo uno anche anziano come Bernie Sanders o Jeremy Corbyn che sappia parlare al cuore e alla ragione delle persone, e specialmente ai giovani? Be', ne abbiamo una. E' Emma Bonino. La differenza non sta nel fatto che lei è donna e loro no. Sta nei partiti cui sono associati: i Democratici americani e i Laburisti britannici. Emma, Radicali italiani. Questa differenza fa di Emma l'invitata d'onore di una quantità di adunanze, cui dice le sue cose, essenzialmente su Europa e migranti, cioè sull'essenziale, senza lisciare il pelo all'uditorio di turno, e dopo averla applaudita le varie adunanze passano imperturbate all'ordine del giorno. I rivali di Emma vedono in questo una smania personale di riconoscimento istituzionale. I suoi ospiti temono di vedersi occupare il loro arruffato nido di cuculo".  Come non essere d'accordo. Vado più in là. E' possibile costruire attorno a Emma un polo, un soggetto, una coalizione, una semplice lista che tra qualche mese si presenti per raggiungere una percentuale accettabile alle ormai imminenti elezioni politiche? Non si tratterebbe di sommare debolezze, cioè di incollare partiti, movimenti, candidati di diversa estrazione, ma della possibilità di investire su un leader e valutare la sua capacità di trascinamento. Siamo sicuri che in una fase in cui si cerca l'uomo o la donna, giocare la carta Bonino non possa produrre effetti interessanti? Con quale legge elettorale? Posso rispondere: con qualunque. (Mauro del Bue)

APPUNTAMENTO AD ORVIETO
RIPENSARE L’ITALIA, SERVIRE I CITTADINI


Dopo il successo della consultazione popolare di metà giugno, svoltasi on line e presso i gazebo e i circoli socialisti di tutta Italia, il primo appuntamento è una sessione programmatica del Consiglio nazionale assieme agli amministratori locali e agli iscritti under 40 del Partito, che si terrà ad Orvieto l’8 e 9 settembre. Discuteremo di importanti progetti per l’Italia e per le città, sotto l’egida della Fondazione Socialismo.
Il programma della convention si svilupperà dal pomeriggio di venerdì 8, con inizio alle 17.00, all’intera mattinata di sabato 9, per terminare alle 13.30 con le conclusioni di Riccardo Nencini.
 
I Consiglieri nazionali, gli amministratori locali, gli under 40 e quanti altri fossero interessati a partecipare alla convention, potranno fin d'ora regolare i propri impegni, per tenersi liberi in quelle giornate ed eventualmente, nei singoli territori, concertare l'organizzazione della trasferta ad Orvieto.

ACQUA UN BENE SEMPRE PIÙ PREZIOSO E INDISPENSABILE
(scarica qui il documento)
da settembre in Romagna prenderà il via una campagna pubblica
di sensibilizzazione e approfondimento sul tema promossa dal Partito Socialista

(Ravenna, 28 luglio 2017)
Le Federazioni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini del Partito Socialista, in considerazione della gravità del problema dell’approvvigionamento idrico, ad oggi meno grave che altrove nel nostro territorio, ma soprattutto del suo più che probabile aggravamento nel futuro, hanno predisposto un Ordine del Giorno da presentare nei Consigli comunali della Romagna.

L’Ordine del Giorno, che contiene alcune proposte per essere meglio preparati, nel tempo, ad affrontare quella che ormai non è più una semplice emergenza, potrà essere anche presentato nelle forme più stringenti ed impegnative di Interrogazione o Mozione, tese a conoscere gli intendimenti delle Amministrazioni comunali interpellate.

Esso sarà presentato fin d’ora ovvero, in caso di sospensione dei lavori consiliari, immediatamente alla loro ripresa di settembre, quando in tutto il territorio romagnolo i socialisti avvieranno in regione una campagna pubblica di sensibilizzazione  e approfondimento sul tema.

 

Di seguito si illustrano i contenuti della proposta di Ordine del Giorno, che a settembre sarà oggetto di ulteriore elaborazione per assumere la veste di un progetto regionale del Partito Socialista sul tema, da presentare pubblicamente in Romagna.

IN BREVE ALCUNE CONSIDERAZIONI

Il clima sempre più siccitoso del nostro Paese sta mettendo in ginocchio la nostra fonte  primaria di economia, l’agricoltura, e per noi  romagnoli, dove l’agroalimentare è elemento fondamentale per l’economia del territorio, il problema di studiare come affrontarlo con efficacia e lungimiranza, si pone con particolare urgenza, tenendo conto anche dell’altro importante settore economico che è rappresentato dal turismo, che proprio d’estate richiede il massimo di disponibilità di buona acqua.

Se finora diga di Ridracoli e CER si sono dimostrate infrastrutture  preziose, oggi non appaiono più del tutto sufficienti per affrontare le nuove condizioni climatiche che si stanno purtroppo manifestando con sempre maggiore intensità.

Occorre quindi, ed è prudente, pensare ad ulteriori interventi di sistema per guardare al futuro con una certa tranquillità.

Vanno indubbiamente bene tutti gli accorgimenti per ridurre i consumi e gli sprechi, e gli interventi sulla vecchia rete di distribuzione per contenerne le perdite, ancorché ci sia da chiedersi se  si sta facendo tutto il possibile in queste due direzioni

Ci chiediamo se ci sia un piano di risparmio dell’acqua, contro eventuali sprechi , con relative ordinanze concordate tra tutti i sindaci della Romagna e se Hera e gli enti locali abbiano un progetto di risanamento della rete di distribuzione dell’acqua atto a ridurre al minimo le perdite e le dispersioni.

Un tale progetto, da realizzarsi gradualmente nel tempo, va programmato e può e deve concorrere ai promessi finanziamenti che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

A partire da quanto sopra esposto, quelle che seguono sono alcune prime indicazioni sulle quali impegnare le amministrazioni locali della Romagna e il Governo:

verificare, con l’urgenza del caso, l’adottabilità delle misure indicate in premessa, possibilmente di concerto con gli altri Comuni della Romagna, laddove occorra, sollecitando altresì impegni concreti di Hera e dei gestori, in particolare per quanto riguarda un concreto programma sia di risanamento dei materiali di rete sia di riduzione delle loro perdite che causano dispersioni nella distribuzione ;
● valutare, di concerto con le altre amministrazioni comunali della Romagna e con “Romagna Acque”, l’opportunità di riprendere e aggiornare lo studio di fattibilità, a suo tempo commissionato, per il ripristino dell’invaso “lago di Quarto” , quale ulteriore fonte di approvvigionamento e riserva di acqua potabile;
●far sì, parimenti, che anche la Romagna possa partecipare al piano straordinario, che Il governo sta predisponendo, per la realizzazione di nuovi invasi atti a meglio affrontare il grave problema della siccità, con progetti come quelli sommariamente richiamati in premessa, e metterci così nelle condizioni di guardare con maggiore tranquillità al futuro, che purtroppo appare sempre più prossimo.

dedicato al 125° del Partito il fondo de il puntO n. 7 di luglio 2017 (leggi e scarica il giornalino)

BARI: PSI 125 ANNI DI BUONA STORIA

Il  30 giugno e il 1 luglio scorsi presso la Fiera del Levante a  Bari, si sono svolte le celebrazioni del 125° anniversario dalla fondazione del Partito Socialista Italiano. I temi del Convegno: IL PARTITO SOCIALISTA DALLA FONDAZIONE ALLA REPUBBLICA, I SOCIALISTI NELL’ITALIA REPUBBLICANA, IMMAGINI E COLORI DEL SOCIALISMO ITALIANO, IL FUTURO DELL’EUROPA - DA CRAXI AI POPULISTI - e  LA SINISTRA CHE TI PROTEGGE, con gli interventi, tra gli altri, di Acquaviva, Andò, Covatta, Del Bue, Intini, Martelli, Locatelli, Signorile. 

L’intervento del segretario Riccardo Nencini: “Quella di oggi è la celebrazione dedicata alla fondazione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, nato a Genova nel 1892, che abbiamo voluto chiamare L’ERESIA DEI LIBERI. Turati, Kuliscioff, Matteotti, Nenni, Pertini, Saragat, Craxi e gli altri padri nobili del Socialismo italiano campeggiano al centro del manifesto del convegno che ha riunito quanti si ispirano ancora a quella storia. Ma c’è una parte del futuro ancora più significativa che ci interessa ed è riprendere questa storia su tre assi: un’Europa diversa, più solidale e unita, tra brexit e sovranismi. Questa Europa, questa Italia, le si cambiano solo se adottiamo canoni diversi per interpretare l’attuale società; serve una attenzione particolare al mondo dei migranti e all’accoglienza: siamo favorevoli allo ius soli a condizione che chi vive in Italia giuri sulla nostra Costituzione; servono investimenti pubblici e privati per far riprendere l’occupazione; misure serie, non una tantum, per incentivare le assunzioni dei più giovani. Qui celebriamo la storia del Socialismo italiano, una storia che ci ha visti protagonisti dall’800 a oggi. Siamo l’unica forza politica che nasce più o meno nei giorni dell’unità d’Italia. Siamo l’unico Partito che rappresenta per intero la storia d’Italia, la storia di un popolo. Non c’è una grande riforma, di cui oggi godiamo i diritti, che non sia passata dalle piazze o dal Parlamento con conquiste o leggi che i socialisti hanno firmato, sottoscritto e difeso strenuamente. Siamo quelli che hanno fatto l'Italia più civile. Le leggi e le battaglie civili che hanno reso l’Italia più libera portano la nostra firma. A cominciare dalle otto ore di lavoro, alle prime proposte sul divorzio fino alle prime misure prese in età giolittiana per garantire uno stato sociale. Questa occasione, dicevo, rappresenta però anche un momento profondo di riflessione sul futuro e l’occasione per fare il punto sulle prossime sfide del centrosinistra. Dobbiamo perseguire l’obiettivo di tenere assieme le forze che si richiamano al socialismo europeo, aperte al mondo dei radicali e alle liste civiche democratiche. Quando parlo di sinistra unita mi riferisco ad una sinistra riformista, ovvero ad un mondo che ha fatto del riformismo la sua bussola di comportamento. Questa  è la strada maestra da seguire. I socialisti non pensano ad una riedizione dell’unione, l’alternativa però  non è il nulla. Non esistono più zone rosse franche, anzi è l’esatto contrario. Ha cominciato l’Emilia Romagna parecchi anni fa e la Toscana è stata già ampiamente bucherellata. Se noi del centrosinistra ci presentiamo ai cittadini con parole d’ordine ormai superate, che non affrontano i temi caldi di questo secolo, non c’è più una zona franca che possa garantire elettoralmente il predominio. L’insicurezza, la paura e la fragilità sociale sono temi sensibili propri ormai di fasce trasversali della popolazione. Noi proponiamo una sorta di bussola, frutto del risultato  della consultazione pubblica che il Partito Socialista ha promosso a livello nazionale il mese scorso con “Le Primarie delle Idee. La sinistra che ti protegge”. Una bussola che consegniamo alla sinistra riformista costituita  di pochi, ma fondamentali punti: Europa, lavoro, paure e  insicurezze”.   

L’ERESIA E’ LA VITA STESSA DEL PARTITO  
Filippo Turati durante il Congresso di Livorno nel 1921, che segnerà la scissione del Partito, prendendo la parola espose che l’enunciata rivoluzione che intendevano applicare i comunisti non avrebbe fatto altro che rendere la prassi politica una lotta continua. Bisognava, invece,  puntare ad un riformismo che nel rispetto di quei sani valori democratici e nel rifiuto di ogni forma di violenza, lavorasse per la realizzazione di un concetto più alto di società. Il progresso di una società doveva nascere dalla realizzazione di uomini proletari, ma soprattutto liberi di pensare con la propria testa. Ecco cosa  intendeva con il diritto ad essere eretici. Turati nel suo discorso si fece portavoce di un progetto che mettesse al centro la dignità di ogni singolo lavoratore che, da quel giorno in poi, avrebbe dovuto trasformarsi in  artefice del proprio destino.  Il diritto all’eresia significava dar vita ad una classe sociale che non doveva solo obbedire, bensì doveva imparare a pensare e quindi anche a disobbedire a quelle che erano le influenze culturali di quel tempo. Con la sua morte verrà a mancare la realizzazione di un progetto politico e sociale che vedeva nell’uomo la base di ogni progresso culturale e morale.

CONGRESSO REGIONALE PSI
Strada è il Coordinatore della segreteria, Bragagni il Vice

Venerdì 14 luglio 2017, a Bologna, si è svolto il congresso regionale straordinario del Partito Socialista.
Francesco Castria lascia, dopo tre anni, la segreteria per ragioni professionali. Nel dibattito un consuntivo che, nella situazione data e pur tra luci ed ombre, risulta positivo, soprattutto per quanto riguarda l'intuizione della Lista Emilia Romagna Civica presentata alle elezioni regionali anticipate del novembre 2014, che soltanto per una inezia non ci ha riportato in Consiglio regionale. Ma soprattutto una approfondita discussione sul futuro, con l'obiettivo di promuovere il dialogo con le altre forze del centro sinistra, in particolare con quelle di area laico-riformista, in vista delle elezioni politiche della primavera prossima e di quelle regionali del 2019. 
Marco Strada è stato eletto Coordinatore della segreteria, Vice Francesco Bragagni. Una doppia festa per Francesco, che proprio lo stesso giorno ha compiuto 30 anni.
Completano la segreteria, allargata ai segretari di Federazione, Lorenzo Corelli (Tesoriere), Franco Franchi (Responsabile organizzativo), il Segretario regionale dei Giovani Socialisti, Enrico Pedrelli e lo stesso Francesco Castria.

IL PSI ACCOGLIE PAVEY E ADERISCE ALLA MARCIA IN TURCHIA
Pubblicato sull’Avanti! il 28-06-2017

La violazione in Turchia sui diritti umani continua a degenerare, ma l’Europa dopo l’iniziale condanna sembra ora trascurare la situazione, per questo il Partito Socialista italiano ha organizzato una conferenza stampa per riporre l’attenzione sulla dittatura di Ankara e ha accolto presso la Commissione Esteri della Camera la deputata turca Safak Pavey, del partito Repubblicano del Popolo CHP, che ha illustrato alla stampa un rapporto sulla drammatica situazione dei detenuti e delle carceri turche e le violazioni dei diritti umani. Alla conferenza stampa hanno partecipato oltre alla deputata turca Safak Pavey, del partito Repubblicano del Popolo CHP, la capogruppo Pia Locatelli, presidente del Comitato Diritti umani della Camera, il giornalista Mariano Giustino in diretta da Ankara e il deputato PSI, Oreste Pastorelli.

“Le continue e ripetute violazioni dei diritti umani nella Turchia di Erdogan sono inaccettabili. Non descrivo la situazione della Turchia sullo stato di diritto dopo il colpo di stato del 15 luglio dello scorso anno. Dico solo che cinque giorni dopo è stato proclamato lo stato di emergenza per tre mesi e dopo un anno lo stato di emergenza continua ad essere in vigore”, ha detto la deputata socialista Pia Locatelli.

La Capogruppo del Psi e presidente del Comitato Diritti umani della Camera ha poi ricordato le violazioni della libertà di stampa e di pensiero punite con il carcere come l’arresto di Enis Berberoglu, giornalista turco, numero due del CHP (Partito Popolare Repubblicano), il principale partito di opposizione in Turchia. Berberoglu è stato condannato a 25 anni di carcere per “rivelazione di segreto di Stato”, perché ha fornito nel 2014 al quotidiano Cumhuriyet un video che mostra un tir carico di armi – destinate ai ribelli siriani – oltrepassare il confine con la Siria scortato dai servizi segreti turchi. Per quel video ancora oggi sono dietro le sbarre undici dipendenti del giornale.

Per questo il 14 giugno è stata indetta la marcia per la democrazia e la giustizia da Ankara a Istanbul (oltre 500 km) guidata da Kemal Kiliçdaroglu, leader del CHP e che si concluderà proprio a Istanbul, dove a Maltepe, sulla sponda asiatica di Istanbul, è rinchiuso l’on Berberoglu, vicepresidente del Partito Democratico del Popolo.

Locatelli ha anche annunciato: “La previsione è che la marcia si concluda tra una decina di giorni. Mi unirò alla marcia per la giustizia e per lo stato di diritto nell’ultima tappa per arrivare fuori dal carcere di Maltepe”. E ha poi spiegato: “Noi socialisti seguiamo con attenzione e apprensione quanto sta succedendo in Turchia. Facciamo parte della famiglia dell’Internazionale Socialista e del PSE.

Della stessa famiglia fanno parte il Partito Repubblicano del Popolo HDP, i cui due co-leaders Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, sono in prigione da mesi essendo stata sospesa l’immunità per i parlamentari sottoposti a indagine”.

La parlamentare turca Safak Pavey ha ringraziato il Partito socialista “un partito fratello” e ha poi illustrato la condizione di paura diffusa di cui è vittima il popolo turco. “Ogni forma di opposizione è stata soppressa e il popolo vive la più grande violazione dei diritti umani dalla nascita della Repubblica, violazioni disumane che riguardano anche il diritto internazionale”.

Mariano Giustino, direttore della rivista Diritto e libertà e corrispondente di Radio radicale dalla Turchia, in collegamento dalla marcia in Turchia ha detto: “Siamo al 14esimo giorno e lo slogan di questa marcia è ‘il popolo, il diritto, la giustizia’, gli organizzatori dicono che arriveranno ad esser un milione a Istanbul, una disobbedienza civile di questa portata non si vedeva dai tempi di Solidarność”. Il giornalista ha poi fatto sapere: “I marciatori vengono continuamente insultati, ma si tratta di provocatori” e sulla notizia della marcia sui media turchi dice: “I media filogovernativi danno notizia di questa marcia criminalizzando quelli che aderiscono come fiancheggiatori delle organizzazioni terroristiche”. Giustino ha anche ricordato che alla marcia hanno aderito le famiglie delle vittime dei soprusi e delle purghe di Erdogan.

“Kemal Kiliçdaroglu parla di colpo di stato ‘controllato’, di cui si serve Erdogan più che per combattere il terrorismo, per liberarsi dell’opposizione interna”, ha precisato Pia Locatelli e ha aggiunto: “Le conseguenze dell’uso strumentale di questo colpo di stato ci sono raccontate regolarmente da Mariano Giustino in una sorta di resoconto ragionieristico nelle sue trasmissioni settimanali: licenziati 3979 giudici e pubblici ministeri, cioè un terzo di rappresentanti del potere giudiziario; oltre cento mila persone sono state incriminate, circa centocinquanta mila dipendenti pubblici sono stati licenziati, tra cui insegnanti, accademici e giornalisti. Cinque appartenenti al corpo di supervisione giudiziaria e numerosi giudici dell’ Alta Corte; 50.987 persone sono state arrestati tra cui 159 giornalisti sono tuttora in prigioni. Sono stati chiusi 158 media tra cui sessanta stazioni televisive e radiofoniche, 19 giornali, 29 case editrici e cinque agenzie di stampa. 12 deputati, (ora 13), 83 sindaci, mille dirigenti di partito di opposizione, il Partito repubblicano del popolo che è rappresentato in Parlamento con 59 deputati, sono stati arrestati…”.
L’Onorevole turca Pavey infine ha aggiunto: “Il Partito dell’HKP sta cercando di porre come situazione normale lo Stato di Emergenza. Questa Marcia ha un valore simbolico, non ha colore politico, è di tutti anche se noi veniamo continuamente attaccati anche dai media controllati dal Governo” e ha concluso: “Queste violazioni dei diritti umani hanno raggiunto un livello da incubo”. Maria Teresa Olivieri

NENCINI E MARTELLI SU GIOVANNI FALCONE
QUANTE LACRIME DI COCCODRILLO!
Il 23 maggio 1992 il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta morirono in un attentato mafioso vicino a Capaci, voluto da Cosa Nostra

Non ho mai sopportato chi ha un giudizio su di te quando sei vivo e un giudizio opposto quando sei morto. E non fa nemmeno penitenza. Falcone fu duramente attaccato in vita da certa sinistra, anche dalla tribuna autorevole del CSM, accusato per la sua collaborazione con l'allora Ministro di Giustizia, Claudio Martelli, fatto oggetto di scherno - si, di scherno - dalle colonne di prestigiosi quotidiani. È l'attacco di Riccardo NENCINI, segretario del PSI, a 25 anni dalla strage di Capaci, dove persero la vita Falcone Borsellino, la moglie e tre uomini della scorta, che aggiunge: Chi non ricorda, rilegga. Appena saltato in aria, beatificato da chi l'aveva offeso. Non ho mai cambiato idea. Un servitore dello Stato, una persona perbene cui ho stretto la mano un paio di volte, proprio quando l'ombra dell'emarginazione si faceva più lunga. Un uomo in gamba. In vita prima ancora che dopo Capaci.

Quante lacrime di coccodrillo scrive, appunto, Claudio Martelli in un suo articolo. (leggilo QUI)

DEDICATO A FALCONE IL PUNTO DI GIUGNO 2017 (qui per leggerlo)

SCARPINATO: UNA VERITA' A BRANDELLI

Il magistrato Roberto Scarpinato era entrato nel pool antimafia della Procura di Palermo un anno prima della strage di Capaci.  Oggi Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Palermo

“In questi 25 anni abbiamo raggiunto l’importante risultato di condannare all’ergastolo gli esecutori mafiosi delle stragi e i componenti della “commissione” di Cosa Nostra che le deliberarono. Ma restano ancora impermeabili alle indagini rilevanti zone d’ombra: un cumulo di fonti processuali  convergono nel fare ritenere che la strategia stragista del 1992-’93 ebbe matrici e finalità miste, frutto di una convergenza di interessi tra la mafia e altre forze criminali. Lo affermava già in un’informativa del 1993 la Direzione Investigativa Antimafia: dietro le stragi si muoveva una “aggregazione di tipo orizzontale, in cui ciascuno dei componenti è portatore di interessi particolari perseguibili nell’ambito di un progetto più complesso in cui convergono finalità diverse”; e dietro gli esecutori mafiosi c’erano menti che avevano dimestichezza con le dinamiche del terrorismo e con i meccanismi della comunicazione di massa, nonché una capacità di sondare gli ambienti della politica e di interpretarne i segnali”.L a Dia evidenziò  che dietro quella campagna si celavano menti raffinate e soggetti esterni il cui ruolo attivo emerge anche nella fase esecutiva delle stragi. Purtroppo, dopo  anni di indagini, non è stato ancora possibileidentificarle. E restano senza nome anche gli uomini degli apparati di sicurezza che fornirono ai mafiosi le riservatissime informazioni logistiche indispensabili per uccidere Falcone  nel 1989. I magistrati non sono riusciti a fare luce su tutto questo perché  sono stati  sottratti  documenti decisivi per l’accertamento di retroscena occulti.  Le carte di Falcone e l’agenda di Borsellino, furono rubati, episodi che si inscrivono in una lunga tradizione di carte rubate sui misteri d’Italia. Si impedì poi di perquisire l’abitazione di Riina immediatamente dopo il suo arresto nel 1993, fu lasciato senza sorveglianza  poche ore dopo, creando così campo libero a squadre di “solerti pulitori” che ebbero agio per diversi giorni di far sparire ogni cosa, smurando persino la cassaforte. Dall’uccisione di  Falcone si passa poi a quella di Paolo  Borsellino, appena 57 giorni dopo. Chi era il personaggio non appartenente alla mafia che, come ha rivelato il collaboratore  reo confesso della strage di via D’Amelio, assistette alle operazioni di caricamento dell’esplosivo nell’autovettura utilizzata per l’assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta? Continuare a ricercare la verità è un dovere non solo istituzionale, ma anche morale. Il modo più autentico per onorare la memoria, per dare un senso al sacrificio dei tanti servitori dello Stato e alla morte di tante vittime innocenti le cui vite sono state inghiottite nei gorghi tumultuosi di quello che Giovanni Falcone definì il gioco grande del potere,  una guerra sporca giocata con tutti i mezzi nel fuori scena della storia”

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PRIMARIE
delle IDEE
la sinistra che ti protegge

Si sono concluse il 18 giugno le 'Primarie delle IDEE. La sinistra che ti protegge', che avevano preso il via il 1 GIUGNO , consultazione pubblica promossa dal Psi nazionale con cui si chiedeva ai cittadini di esprimersi su temi che riguardano in particolare protezione sociale e sicurezza delle famiglie. La consultazione era aperta a tutti e si poteva votare on line dal 1 al 15 giugno collegandosi al sito del Psi - www.partitosocialista.it - o all'Avanti! on line, oppure il 18 giugno presso le sedi socialiste e i gazebo presenti in molte città italiane.

HANNO VOTATO 16.000 ON LINE E 40.000 NEI 100 GAZEBO IN TUTTA ITALIA E NEI CIRCOLI SOCIALISTI  

Le ‘Primarie delle Idee. La sinistra che ti protegge’, la consultazione pubblica sulla protezione sociale e la sicurezza delle famiglie promossa dal Psi, ha visto l’adesione di 15.813 persone sul web e di circa quaranta mila cittadini - numeri in corso di aggiornamento - che si sono recati a votare presso i 100 Gazebo allestiti domenica scorsa in tutte le piazze italiane e nei circoli socialisti aperti.

L'esito della consultazione, emerso in queste ore, verrà assunto dal PSI come base per discutere il programma di governo della sinistra riformista nelle prossime elezioni politiche: sicurezza dei cittadini e migranti, microcriminalità, periferie, gioco d’azzardo, Made in Italy, accise e bollette. Nella scheda di voto consegnate ai cittadini erano contenute proposte come l’obbligo per gli immigrati a sostenere corsi di formazione di lingua italiana ed educazione civica, il loro impiego in lavori socialmente utili, la revisione del trattato di Dublino perché l’Europa si faccia carico delle ondate migratorie, lotta alla criminalità anche mediante l’istituzione del poliziotto di quartiere, l’allontanamento dai centri sociali, come scuole e centri per anziani, di slot machine e videolottery, risanamento delle periferie, lotta alla contraffazione e tutela del Made in Italy, abbattimento al 4% sulle bollette che gravano sulle famiglie italiane. Queste le priorità emerse dalle votazioni, argomentate dal Segretario Riccardo Nencini: “Anche la sinistra riformista deve preoccuparsi dei problemi legati alla sicurezza delle famiglie. O il movimento socialista affronta paura e insicurezza con misure all'altezza dei tempi o è destinato a lasciare campo libero alla destra peggiore, reazionaria, razzista”- ha aggiunto. “Nel manuale della sinistra troviamo soltanto risposte parziali, spesso inefficaci. Serve di pi”- ha aggiunto. "Basta col ritenere la sicurezza individuale un tema di destra”- ha sottolienato Nencini.

Al primo posto, nell’ambito del quesito sulla lotta alla microcriminalità, i cittadini chiedono “certezza della pena detentiva con la confisca del patrimonio del reo e se il reo è extracomunitario, immediata espulsione dello stesso”. La seconda opzione più votata, nel paragrafo dedicato alla tutela del Made in Italy, “l’obbligo di tracciabilità e trasparenza su tutti i prodotti (provenienza, contenuto, composizione)”. La terza priorità indicata riguarda il quesito sul risanamento delle periferie e in particolare, il “ripristino delle situazioni di legalità laddove vi siano occupazioni abusive, in particolare nei quartieri delle grandi città”.

DUE PICCIONI CON UNA FAVA?!
Siamo sconcertati dalle dichiarazioni di De Pascale all'inaugurazione del raddoppio dell'Esp 

C’erano i flash dei fotografi, c’erano le pailletes, c’erano consiglieri e assessori imbellettati sorridenti pronti a farsi selfie con chiunque, c’era ovviamente il taglio del nastro e ovviamente c’era il sindaco. Il primo di giugno del 2017 s’è concluso il disegno del Pd sul commercio, consegnando di fatto l’intero mercato alla grande distribuzione. Noi di Ravenna in Comune avevamo più volte posto dubbi e nostre proposte sia in campagna elettorale sia in questo primo anno di amministrazione del tutto inascoltate. Il commento di Ravenna in Comune sul raddoppio dell'Esp, inaugurato pochi giorni fa.


USCITO IL N. 5 DI MAGGIO 2017 DE il punto (leggilo QUI)
con un importante inserto di notizie dal territorio (leggilo QUI)
in primo piano quella della quale di seguito riportiamo uno stralcio

11 GIUGNO. SI VOTA A  RIOLO TERME
Il 22 marzo scorso il sindaco uscente del Comune di Riolo Terme, Alfonso Nicolardi, ha ufficialmente annunciato la sua ricandidatura a capo della lista civica Centrosinistra per Riolo Terme sostenuta da una coalizione di cui fanno parte Partito Democratico, Partito Socialista e Italia dei Valori.
Tra i candidati in corsa alle elezioni comunali che si terranno il prossimo 11 giugno, l’attuale primo cittadino, tenterà il bis. E’ lui, che nel 2012 aveva ottenuto il 58% delle preferenze, l’uomo da battere.

Armando MENICHELLI
, funzionario Hera e coordinatore Psi del comprensorio faentino, è il candidato socialista al consiglio comunale di Riolo Terme(qui il suo depliant elettorale).
CONTINUITÀ, DIALOGO E RESPONSABILITÀ sono le tre parole che sintetizzano il metodo di governo che la lista Centrosinistra per Riolo Terme vuole affermare e concretizzare per il prossimo mandato. La scuola, il diritto allo studio e la qualificazione del sistema formativo; un’idea di turismo certamente imperniata su termalismo e benessere, ma che sappia intercettare sempre più quei segmenti turistici legati alle eccellenze enogastronomiche e alle molteplici attività sportive da praticare in un contesto naturale di eccellenza come il Parco della Vena del Gesso; il sostegno al sistemaagricolo tramite la valorizzazione dei suoi prodotti tipici locali; la ricerca e l’attuazione di politiche per il lavoro, con una particolare attenzione alle situazioni di disagio; il mantenimento e l’ottimizzazione della rete dei servizi socio-sanitari nel nuovo contesto allargato della Ausl di Area Vasta Romagna. Questi sono i contenuti dell’azione amministrativa e di governo  che la Lista Centro Sinistra per Riolo Terme presenta ai cittadini di Riolo, in piena continuità del lavoro svolto. Contenuti che i socialisti hanno condiviso nei cinque anni dell’ultima legislatura e che intendono sostenere anche nella prossima, auspicando sia guidata dal sindaco uscente Nicolardi, per proseguire, consolidare e perfezionare il lavoro fin qui svolto.
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UNA PROPOSTA CONCRETA PER AIUTARE LE FAMIGLIE
PUBBLICHIAMO L'ORDINE DEL GIORNO
CHE I SOCIALISTI PRESENTERANNO NEI CONSIGLI COMUNALI

CONSIGLIO COMUNALE DI ____________________ 

 ORDINE DEL GIORNO 

 Il Consiglio Comunale di _______________________, riunito nella seduta del _______________

 PREMESSO CHE

La semplice osservazione delle dinamiche economiche di questi ultimi anni fa emergere l’amara considerazione che la carenza delle risorse economiche grava maggiormente sulle famiglie. Mentre buona parte dei lavoratori hanno una associazione o sindacato di categoria che li tutela per i loro diritti nel rapporto di lavoro, non esistono enti e associazioni che tutelano i cittadini.
Molti indicatori statistici quali il numero e la tipologia dei protestati, ovvero delle persone insolventi con gli istituti di finanziamento, ovvero i debitori che subiscono pignoramenti mobiliari, dimostrano che in grosse difficoltà economiche non ci sono solo grandi e medie realtà imprenditoriali. Il fatto che i pignoramenti o i protesti siano attivati ormai anche per piccoli importi dimostra infatti che in fase recessiva sono cadute piccolissime realtà individuali come piccoli artigiani, piccoli imprenditori, professionisti o addirittura famiglie. Non si tratta di un fenomeno sociale negativo di estensione e diffusione della insolvenza premeditata e dolosa ma, piuttosto, dell’indicatore che anche soggetti che hanno un'occupazione stentano ad arrivare a fine mese.
Ai problemi di queste persone, è opportuno dare ascolto, trovare risposte e soluzioni. Il quadro critico potrebbe essere affrontato attraverso la riduzione della spesa delle famiglie. Un sistema potrebbe essere quello di ridurre i costi per il consumo di beni di prima necessità. Nelle bollette dell’energia elettrica, gas e acqua potabile si applica l’Iva del 10% calcolata non solo sul costo della fornitura, ma anche sui costi accessori e delle accise, includendo nella base imponibile anche le addizionali regionali. Un computo ingiusto e iniquo sulla cui illegittimità sono state pronunciate una serie di sentenze fondate su un principio che un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra, concetto già ribadito dalla Cassazione con l’ordinanza 3671 del 1997.
Tuttavia, la stessa Enel in una nota scritta dello scorso gennaio aveva giustificato l’inclusione di addizionali e accise, puntualizzando che la fornitura di gas ed energia elettrica è soggetta ad Iva da applicarsi all’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cliente al venditore.”
Tra l’altro ed inoltre anche la recente introduzione del pagamento del canone RAI in bolletta è stata assoggettata ad Iva in una sorta di perversa tassa sulla tassa.
Per quanto riguarda invece le forniture di gas metano, la normativa in vigore distingue l'uso per cottura da quello per riscaldamento, ponendo l’Iva agevolata al 10% solo per la prima e al 22% per il riscaldamento. E' evidente che assoggettando tutte le forniture di acqua, elettricità e gas all'aliquota Iva agevolata del 4%, notevole sarebbe il risparmio delle famiglie, che a differenza dei soggetti con partita Iva non possono detrarre tale imposta. La deducibilità delle spese energetiche deve essere limitata alla prima casa e solo per soggetti rientranti in fasce di reddito basse.

Tanto esposto e premesso il

 CONSIGLIO COMUNALE DI_______________________

 Approva il presente

 ORDINE DEL GIORNO

Con il quale si

 IMPEGNA

Il Sindaco a promuovere, anche mediante trasmissione della presente delibera, i passi opportuni presso il Governo ed i Ministri competenti, affinché si proceda con appositi ed idonei strumenti legislativi volti a   

  • Abbattimento del costo delle forniture di acqua, energia elettrica, risorse energetiche per il riscaldamento e la cottura ad uso domestico, mediante riduzione dell'Iva al 4% per tutte le forniture di servizi essenziali limitatamente alla prima casa.
  • Limitare l’addizionale Iva solo alla quota relativa al costo della fornitura ed escludendo le voci relative alle accise e agli altri costi accessori.

Il Presidente del Consiglio Comunale dispone la trasmissione della presente delibera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero della Economia.

Proposta di Ordine del Giorno presentata dai Consiglieri ... ... ... ...

PRIMARIE. IL PD È (QUASI TUTTO) DI RENZI
con un 70% che somiglia a un 80 o più, ma non vale il 40 per il centro sinistra     

Premesso che il Pd è il partito italiano con l’asset più importante - primo o secondo per voti e di gran lunga il più strutturato per organizzazione, iscritti e partecipazione popolare - al punto da rappresentare il perno e l’architrave di tenuta del sistema politico italiano, l’analisi ridotta all’osso delle primarie 2017 evidenzia tre dati: il primo, che il dominio di Renzi su di esso va di fatto oltre il consenso esplicito del 70% degli elettori, stante il fatto che il 20% di Orlando, autorevole membro del suo governo e di quello di Gentiloni, non può andare oltre la proposta di un diverso approccio politico, senza però incidere sui fondamentali del progetto renziano, così come il 10% di Emiliano altro non rappresenta che una minoranza fisiologica in parte sempre in bilico, come per altro è apparso il loro stesso capofila, tra restare o uscire da partito, una frangia che in un grande partito sempre ci sarà, con o senza Emiliano; la seconda, a conferma della premessa sull’importanza del Pd nel sistema politico italiano, che la pur ragguardevole e per certi versi encomiabile partecipazione alle primarie di 1.850.000 elettori, rappresenta ormai soltanto quanti sono disposti a sostenere un Pd a trazione renziana; la terza, diretta conseguenza delle prime due, che questo Pd da solo non va oltre un consenso elettorale che si aggira attorno al 25%.
È tanto vero che nelle regioni del suo più tradizionale forte insediamento – Emilia Romagna, Toscana ed Umbria oltre che Piemonte - ad una diminuzione della partecipazione alle primarie più drastica che altrove, ha corrisposto un consenso ancora più ampio – il 75% - a Renzi. Un fenomeno, quest’ultimo, che evidenzia come qui si sia consumata la più massiccia fuga dal Pd di quanti non intendono più restare con Renzi. Vogliamo ricordare a chi se ne fosse già dimenticato che in Emilia Romagna di tutto questo c’erano già le evidentissime premesse nel gigantesco segnale di insofferenza manifestatosi con la drammatica astensione dalla partecipazione al voto nelle ultime elezioni regionali del novembre 2014, proprio mentre quasi tutta la dirigenza bersaniana passava armi e bagagli a Renzi, addirittura sgomitando per rubare la scena a qualche Renziano che, in territorio ostile, ne aveva fino ad allora tenuta alta la bandiera. In regione votò allora un misero 37% degli elettori, praticamente la metà di quanti in passato e addirittura molti meno che in Calabria, anch’essa al voto nel novembre 2014.
Come socialisti dedichiamo queste riflessioni agli amici del Pd perché crediamo che molto o quasi tutto dipenda da loro: se accontentarsi di andare significativamente oltre il 25% dei consensi elettorali sulla base di una minore partecipazione degli elettori al voto e nel contempo creando attorno a sè un deserto di possibili alleati, addirittura scegliendo di far terra bruciata tanto a destra quanto a sinistra, ovvero se mettere in campo un centro sinistra largo, che coalizzato in una qualche forma federata, possa vincere le elezioni.
Per un Pd solo contro tutti, il canto delle sirene che insinua nelle orecchie il richiamo del 40% - sia quello, per intenderci, del pur perso referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, sia quello delle ultime elezioni europee – è pericolosamente attraente, lo sappiamo. Ma non crediamo sia verosimile. In ogni caso, passate le elezioni, si dovrà pur governare, e come e con chi non sarà indifferente, rispetto agli interessi da rappresentare. Perciò, detto che continuando così, se non il consenso formale – la percentuale dei voti a prescindere dal numero dei votanti – si riduce il consenso reale rappresentato dal numero degli elettori in carne ed ossa e quindi dei loro voti in cifra assoluta. La scelta sarà un po’ più chiara quando vedremo con quale legge elettorale si andrà al voto nelle ormai prossime elezioni politiche.
Carlo lorenzo Corelli - Coordinatore provinciale Psi Ravenna

LE PRIMARIE DEL PD E IL FUTURO DEL CENTRO SINISTRA

Di comunista il Pd sembra conservare soltanto il concetto di egemonia e, assieme ai democristiani uniti a loro nel Pd, quello che resta di un livore anti socialista nella sua versione più spiccia del fastidio verso tutto ciò che i socialisti rappresentano nella storia dell’Italia.
Due gli esempi di questo stato di cose: il primo, il veltroniano Partito a vocazione maggioritaria che, nella sua corsa al centro, era diventato il renziano Partito della nazione; il secondo, vestirsi da socialisti in Europa, ma non in Italia.
Non è nostra abitudine intrometterci nelle vicende interne di altri Partiti, né forse abbiamo titolo per farlo, noi che come Partito Socialista Italiano siamo oggi una piccola comunità. Resta il fatto, però, che come italiani non ci può essere negato di esprimere il nostro pensiero di grande preoccupazione per come le vicende interne di quel Partito, a pochi giorni dalle primarie, rischiano di distruggere quello che resta del centro sinistra. Non si può negare infatti che la scontata vittoria di Renzi alle primarie collocherebbe il Pd tanto al centro dello schieramento politico da incentivare, per reazione, due fenomeni: da un lato, l’estremizzazione di una sinistra minoritaria e, dall’altro, nel deserto di alleanze possibili che tutto questo produrrebbe, una quasi sicura sconfitta del centro sinistra alle prossime elezioni politiche.
In democrazia, la politica non può esprimersi nello scontro “o con me o contro di me”, con l'ostinazione cieca di chi crede che comandare significhi solo impartire ordini e non mediare, concedendo qualcosa per ottenere l’essenziale*. Una ostinazione che, nel caso di Renzi, dopo la disastrosa sconfitta al referendum costituzionale, si manifesta come coazione a ripetere l’errore dell’auto sufficienza*. Un errore che, con una legge elettorale presumibilmente proporzionale e un premio al primo Partito o alla prima coalizione, potrebbe far vincere le prossime elezioni politiche a Grillo, nel primo caso o, nel secondo, al centro destra. (*così Claudio Martelli)
Evitarlo è ancora possibile se la vittoria di Renzi alle primarie non sarà la marcia trionfale che si prefigura e se la sinistra tutta smetterà i panni di un estremismo che in altri tempi si sarebbe definito infantile, cioè incapace di presentarsi come sinistra di governo, prima di tutto in politica estera, che è in fondo la cartina di tornasole, la misura insomma – anche in politica interna - del rifiuto di un movimentismo antagonista e senza costrutto su tutto e su tutti. Se, come temiamo, accadrà l’esatto contrario, il Partito Socialista dovrà riproporre, con chi ci sta dentro e fuori del Pd, la questione della ricomposizione di una sinistra riformista e di governo. 
Responsabili noi socialisti se non siamo riusciti a convincere che anche in Italia la casa principale della sinistra è il Partito Socialista? Forse. Di sicuro, però, lo sono anche quanti a sinistra, non accettando la lezione della storia, si attardano a cercare una sinistra di governo sotto altre bandiere, che nell’occidente democratico semplicemente non la rappresentano. È da qui che bisogna ripartire.

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