FINO AL 9 SETTEMBRE PUOI DIRE LA TUA SUL SIMBOLO DEL PSI
per votare https://www.partitosocialista.it/consultazione-simbolo-psi/
 
due dei quattro simboli proposti
   
Care compagne, cari compagni,
prende avvio da oggi, sul sito istituzionale del Psi, una consultazione online aperta sia agli iscritti che ai non iscritti al partito, sulla nuova veste grafica del nostro simbolo. 
Sono convinto che per migliorarsi e rinnovarsi -  parole d’ordine sulle quali ho fondato il mio ruolo di segretario sin dalla mia elezione - ci sia bisogno di tutti.
Il sondaggio sarà on line da oggi e per quaranta giorni (dal 1 agosto al 9 settembre). Si potrà scegliere dall’attuale simbolo a loghi totalmente innovativi e renderemo noti i risultati alla “Festa dei Socialisti – #Fano2019”. Ovviamente ogni decisione sarà assunta dagli organismi preposti del partito.
Sarebbe un errore non guardare aldilà del proprio naso o continuare a rivolgere lo sguardo all’indietro, a quello che siamo stati in un passato neanche troppo recente, senza comprendere che la nostra storia ci deve piuttosto servire - ed è fondamentale - per costruire su quelle fondamenta, ogni giorno, il domani. 
Voglio subito chiarire la ragione di questa scelta, non soltanto estetica ma anche politica, assunta con la condivisione di tutto il gruppo dirigente socialista.   
Noi non vogliamo cambiare noi stessi e quello che siamo stati: l’esigenza di rinnovamento senza la consapevolezza del contributo che i socialisti hanno dato a questo paese si rivelerebbe vuota e inutile. 
Sappiamo da dove veniamo e abbiamo bene in mente dove vogliamo andare. 
I nostri valori sono gli stessi che hanno animato la nostra azione politica da sempre. Non ci si potrebbe definire socialisti senza associare noi stessi alle tante battaglie che da sempre abbiamo condotto e vinto. Ma ve ne sono tante e altre e abbiamo il dovere di raccogliere la sfida del nostro tempo. Questa è la ragione principale che ci ha spinti a prendere questa decisione. 
Certi che è stata la cosa giusta da fare. 
Buona estate e buon voto. 
Enzo Maraio

EUROPEE 2019. IL RESPONSO È CHIARO.
MA GI
À TRA POCHI MESI SI VOTA PER LA REGIONE E A PRIMAVERA PER FAENZA
(SCARICA LE DUE TABELLE CON I DATI DI SINTESI: QUI LA UNO E QUI LA DUE)

In Italia emerge un quadro nel quale i voti del Pd (22,7%) con l'intero centro sinistra (28,9), anche sommato a quelli delle formazioni alla sua sinistra (31,5), sono sotto di 19-20 punti rispetto al centro destra (50,9) e a questo assieme alla destra estrema (51,4). Un gap che non basterebbero, per colmarlo, neppure tutti i voti degli elettori del Movimento 5 Stelle (17,1%).
Nel Sud e le Isole, dove il voto grillino raggiunge ancora un importante 29-30% e quello del centro destra e della destra insieme si ferma invece 4 o 5 punti sotto il 50%, il centro sinistra assieme alla sinistra raccoglie mediamente appena attorno al 25% dei consensi. Con la complicazione che queste sono aree del Paese dove, tradizionalmente, il voto è condizionato, nella sua mobilità, da fattori più complessi che altrove.
Nel Centro e nel Nord Est d'Italia, dove pure la somma dei voti di centro sinistra e sinistra sommati è più robusta, collocandosi in entrambi i casi attorno al 35,5%, la situazione non è molto dissimile da quella nazionale. Con due differenze importanti però. Più debole il voto grillino (circa il 10%) e più forte quello di centro destra (circa il 54%) nel Nord Est. Il contrario nel Centro, i grillini al 16%, centro destra e destra al 50% o poco più.
Nel nord Ovest, con il centro sinistra più la sinistra attorno al 32%, appena mezzo punto in più che in campo nazionale, il centro destra più la destra al 57%, quasi 6 punti sopra, e i grillini sei punti sotto, all'11,1%, sembra proprio non esserci partita, almeno nell'immediato. Come hanno dimostrato le contemporanee elezioni regionali in Piemonte.

Ma veniamo a noi, alle ormai prossime elezioni regionali
e a quelle comunali di Faenza della primavera 2020

In Regione i consensi sia al centro sinistra sia al centro sinistra più la sua sinistra sono superiori di quasi 10 punti a quelli generali, rispettivamente con il 38 e il 41%, mentre il centro destra, con il 45,8%, è sotto di 5 e, con la destra (46,2), di 4 punti, così come i grillini che, con il 12,9%, sono anche loro sotto di 4 punti dal dato nazionale. Insomma il gap da colmare è, nel peggiore dei casi - la sinistra che contrappone un proprio candidato presidente, la destra coalizzata con il centro destra - il 6%, e nel migliore - nessuna candidatura contrapposta a sinistra, centro destra e destra divisi - il 5%. Come si vede, nell'un caso e nell'altro poco cambia, sempre che si possa contare su un ulteriore sbriciolamento dell'elettorato grillino, e se prevarrà un voto che premi quello che tutto sommato è stato un buon governo della Regione. Un governo della nostra regione di sicuro all'altezza delle pur efficienti regioni del nord governate dalla Lega e dal centro destra, e che anzi in questo mandato ha operato ancor meglio che nel recente passato. Con la differenza, non da poco, che la classe di governo della Lega non sembra proprio della stessa stoffa nè di quella che governa la nostra regione, nè di quella che governa le regioni del nord. Soltanto in un caso la partita sarebbe sicuramente persa, quello nel quale qualche forza politica del centro sinistra dividesse il fronte presentandosi con un proprio candidato presidente.
Per Faenza si possono fare esattamente le stesse considerazioni, in un quadro per altro meno ostico, stante il minor divario sia tra centro destra e centro sinistra sia tra centro destra con la destra e centro sinistra con la sinistra. Un divario modesto e in quanto tale non insormontabile, che qui sta tra lo 0,8 e l'1,8%. Ci si può solo chiedere se a Faenza, attratto dalla Lega, non potrebbe tornare a prevalere il voto dei conservatori che a lungo hanno connotato la sua tradizione democristiana e di centro moderato. O, al contrario, se proprio quella sua tradizione "cristiana" non premi invece il centro sinistra, che dell'inclusione e dell'unità europea fa la sua bandiera.

Un'ultima annotazione
, come potete vedere nelle tabelle con i dati di sintesi, sei comuni capoluogo su nove hanno superato la soglia del 4%. Tra questi Ravenna. Ci sarà tempo per riparlarne.

E' USCITO IL N° 7/2019 DI LUGLIO DE il puntO  (leggilo e scaricalo qui)

in questo numero

DAI PADRI COSTITUENTI AI FIGLI COSTITUENTI
La Lista +Europa con la quale si è presentato il Partito Socialista alla recenti elezioni europee ha depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare gli articoli 2 e 9 della Costituzione al fine di inserire i principi di Equità generazionale, Sviluppo sostenibile e Tutela dell’ambiente. ...
DAL FUTURO DELLA SCUOLA PASSA IL FUTURO DEL PAESE
... Questo Governo, tra le tante mancanze, sembra aver completamente messo da parte il tema dell’ istruzione pubblica. Sta giocando una partita sul futuro della scuola e degli insegnanti che metterà presto in crisi l’intero sistema. ...
LA FAMIGLIA
Le misure a sostegno della maternità e dei nuclei familiari in Italia si sono sempre esaurite con erogazioni una tantum, e così è avvenuto anche per gli interventi messi in campo con la legge di bilancio 2019. ...
TRA I DUE LITIGANTI LE DONNE VENGONO DOPO
I governi italiani non hanno mai messo in agenda tra le priorità i diritti delle donne, che poi non sono diritti solodelle donne, sono i diritti di una società che voglia definirsi civile, di uno Stato che prenda atto di problematiche che influiscono sulla vita di tutti. ...
RECUPERARE LO SPIRITO DI VENTOTENE
Nella prima  seduta del 2 luglio scorso a Strasburgo l’eurodeputato David Sassoli, già vicepresidente del Parlamento dal 2014 al 2019, e candidato ufficiale del gruppo Socialisti&Democratici, è stato eletto Presidente del Parlamento Europeo, una delle massime figure tra le istituzioni europee. ...
SCELTE NETTE PER RISPONDERE AL DRAMMA FLUSSI MIGRATORI
Il 27 giugno scorso si è tenuto nella sede del PSE a Bruxelles, un incontro con il segretario nazionale del Partito Enzo Maraio, il Presidente del Partito del Socialismo Europeo, Stanishev e il vice Segretario Generale, Filibeck. ...
IL DECRETO SICUREZZA BIS CONDANNA CHI SALVA VITE
Ora Salvini, forte del risultato elettorale e con l’unico obiettivo di eliminare le navi Ong in mare, ci riprova. Carola Rackete è stata la prima vittima del nuovo Decreto sulla sicurezza bis tanto voluto dal Ministro che comprende misure con il dichiarato intento di porre fine all’opera salvavita delle organizzazioni non governative ...
ELEZIONI REGIONALI DELL’EMILIA ROMAGNA. PROPOSTE CONCRETE
Il 4 luglio scorso il Segretario Nazionale Enzo Maraio, ha ricevuto una delegazione della segreteria del Psi dell’Emilia Romagna per definire le alleanze e il percorso da intraprendere in vista delle elezioni regionali in programma nei prossimi mesi. ...

ELEZIONI 2019
IL RISULTATO DI +EUROPA CI FA GUARDARE CON FIDUCIA ALLE SFIDE FUTURE
Conferme e qualche bella sorpresa dal voto alle amministrative nella nostra provincia

Diciamo le cose come stanno. Le elezioni europee ci consegnano la vittoria della Lega e di Matteo Salvini. Il populismo e la demagogia hanno penalizzato i 5 stelle che sono i veri sconfitti di questa tornata elettorale. Cala Forza Italia, migliora FdI che, insieme alla Lega, può lavorare su una prospettiva di coalizione di Governo.
Le urne ci consegnano dati oggettivi che sono la rappresentazione del lavoro svolto su ogni singolo territorio. In molti casi dobbiamo ricostruire l’entusiasmo, il rispetto e la voglia di credere ancora nel progetto socialista.  E siamo pronti a farlo.
Così in estrema sintesi il Segretario nazionale del Psi Enzo Maraio, secondo il quale il risultato di +Europa ci consente di guardare con fiducia alle prossime sfide.

Oltre ogni più rosea previsione il risultato pieno della coalizione di centro sinistra nel voto per le comunali della nostra provincia, ancor più se si considera che in ben 9 comuni su 18 risultava minoritaria dopo lo scrutinio delle europee. E invece, sui 14 comuni nei quali si è votato per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali, il centro sinistra ha vinto in 12 e solo uno - Brisighella - è andato al centro destra, non dovendosi considerare quello di Sant'Agata dove era presente un solo candidato alla carica di sindaco. Importante soprattutto il successo del centro sinistra nei comuni superiori ai 15.000 abitanti già al primo turno.
Una plastica dimostrazione che laddove meglio si conosce la qualità di chi governa, i cittadini a questa si affidano. 

Le conferme: i socialisti eleggono propri consiglieri a Russi, con Anna Liverani e a Fusignano, con Carlo Sante Venturi; altrettanto si può dire per l'attesa elezione nel consiglio comunale di Cervia di Bianca Maria Manzi, candidata nella lista del Pd, per la quale avevamo indicato di esprimere il voto di preferenza.

Le belle sorprese: un bel 2,8% - anche se insufficiente ad eleggere un consigliere - della lista Bagnacavallo Civica dove il nostro candidato Massimiliano Bezzi è risultato terzo nei voti di preferenza; altrettanto si può dire della lista Sinistra per Lugo - con tanto di simbolo socialista - che ha ottenuto l'1,7%, un risultato ragguardevole anche se non basta ad eleggere un consigliere, con il nostro candidato di punta, Claudio Governa, secondo nei voti di preferenza; davvero clamoroso il 29% ottenuto a Solarolo dalla Lista di sinistra We are the people che conquista 3 dei 4 seggi riservati alla minoranza - gli 8 di maggioranza vanno alla lista di centro sinistra - e lascia alla lista di centro destra un solo consigliere. Nella lista We are the people, ottimo il risultato personale del socialista Sergio Colaone, quarto per voti di preferenza e quindi primo dei non eletti, gliene sarebbero bastate 2 in più per essere eletto!

La lista Bagnacavallo Civica merita un'ulteriore considerazione. E' la più somigliante, tra quelle presentate nei comuni della nostra provincia, a +Europa. Lo è nella simbologia, chiaramente europeista, e nei soggetti politici che la compongono in modo esplicito. Non sarà dunque un caso se tra +Europa alle europee e Bagnacavallo Civica alle comunali ci siano soltanto 5 voti di differenza.

ANCHE DALL'EMILIA ROMAGNA LE MIGLIORI ENERGIE SOCIALISTE AI VERTICI DEL PARTITO
LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE E GLI INCARICHI DI LAVORO
Concluso il percorso politico-organizzativo dell'ultimo Congresso

A fine marzo il congresso del Partito aveva eletto Enzo Maraio segretario, Oreste Pastorelli tesoriere e il nuovo Consiglio nazionale, che a maggio ha designato come proprio presidente Riccardo Nencini e nominato la nuova Direzione, quest’ultima, nella sua seduta dell’11 luglio, su proposta del segretario, ha proceduto alla nomina dei componenti della nuova segreteria e all’assegnazione degli incarichi di lavoro. Con la nomina della segreteria si conclude il percorso politico-organizzativo avviato all'ultimo congresso e prosegue l'apertura del Partito alle nuove generazioni, con un segretario giovane coadiuvato da tante new entry.

Due i membri effettivi emiliano romagnoli, Rita Cinti Luciani - vice segretaria per il nord Italia - e il vice segretario regionale Francesco Bragagni, chiamati alla guida collegiale di un Psi rinnovato che ha come primo obiettivo quello di costruire un centro sinistra che valorizzi l’apporto di tutte le sue componenti e sappia efficacemente ricomporre le disuguaglianze sociali e contrastare le politiche regressive dell'attuale governo. 

Due sono anche gli emiliano romagnoli tra gli invitati di diritto: il riconfermato direttore dell’Avanti! online Mauro Del Bue, chiamato a dirigere l’ufficio programma per promuovere entro la fine dell’anno una Conferenza programmatica aperta e in grado di fungere da stimolo per una conferenza di rifondazione e di rilancio della sinistra riformista; il segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti Enrico Maria Pedrelli.

Istituito un comitato di saggi composto da Mauro Del Bue, Ugo Intini, Gennaro Acquaviva, Luigi Covatta - direttore di Mondoperaio , Giovanni Crema, Giulio Santarelli, Felice Borgoglio, Maurizio Viaggi e dal nostro segretario regionale Marco Strada, con l'incarico di responsabile del settore di lavoro Turismo. Con lo stesso Del Bue costituiscono il gruppo di lavoro Cultura e Programma, oltre ai già citati Crema, Acquaviva e Covatta, Natale Antonino Rossi, Leonardo Criscuolo Gaito e il giovane Andrea Frizzera della scuola Galileiana di studi superiori di Padova

Completano il quadro gli altri incarichi di lavoro. Tra questi: Salvatore OddoCoordinatore consulta amministratori; Luigi IncarnatoOrganizzazione; Pia  Locatelli Esteri; Bobo CraxiPolitiche Euromediterranee; Enrico BuemiGiustizia; e, nell’ambito del settore Lavoro, il giovane bolognese Manuele Franzoso - Riforma contrattualistica e CCNL.

Al termine dei suoi lavori, la Direzione ha approvato con voto unanime la relazione del segretario, che ha tracciato il percorso politico da intraprendere nei prossimi mesi, e confermato il dialogo che i socialisti hanno intrapreso con più Europa per le elezioni europee, dando la possibilità alle regioni al voto tra pochi mesi, tra cui l'Emilia Romagna, di portare avanti questa sinergia.  

Dopo l'uscita de il puntO n. 5/2019 come il precedente incentrato sulle elezioni 
scaricalo qui e scarica qui l'inserto
IL 23 MAGGIO A RAVENNA SOCIALISTI E REPUBBLICANI HANNO
CHIUSO ASSIEME LA CAMPAGNA ELETTORALE DI +EUROPA    

 
 
I
NTERVISTA A RITA CINTI LUCIANI
Più donne e più Europa per una comunità più giusta

Sono cinque le candidate socialiste presenti nella lista +Europa, per puntare a una maggiore presenza femminile nel prossimo Parlamento di Strasburgo che sarà rinnovato dal voto di domenica 26 maggio. Nella circoscrizione nord est è candidata Rita Cinti Luciani. Dal 1988 è stata consigliere e vicesindaco e dal 2006 al 2016, per due mandati consecutivi, sindaco del Comune di Codigoro. Successivamente  consigliere e assessore provinciale di Ferrara, con deleghe alla cultura, istruzione e pari opportunità. Laureata in filosofia all’università di Bologna, docente in lettere all’I.C. di Codigoro.
Perché ti sei candidata? Perché l’Unione Europea deve essere più aperta ma più nostra. Perché non possiamo perdere la nostra identità, i nostri valori e la nostra cultura. La nuova Europa deve rappresentare un sogno realizzabile: gli “Stati Uniti d’Europa”, basato sui grandi principi che hanno ispirato uomini come Spinelli, Rossi e Turati. La nuova Europa deve superare l’Europa della moneta, del rigore, delle divisioni. E’ necessaria una sola voce in campo internazionale. Un unico esercito europeo.
Quale è la riforma più importante che il nuovo Parlamento europeo deve varare o, almeno, impostare? C’è bisogno di un vero governo cui attribuire poteri reali in diversi settori: politica di sicurezza, immigrazione, economia, difesa e un commercio internazionale che favorisca le nostre imprese e tuteli le nostre eccellenze e il made in Italy. Una Federazione unica per essere ancora più forti, che parli nell’interesse di tutti.
Quali sono i punti principali del tuo programma? L’Europa deve essere più giusta, più giovane, più sicura e competitiva. Più giusta perché deve essere in grado di dare risposte ai grandi temi del lavoro, della concorrenza sleale alle nostre imprese a livello internazionale, deve inoltre ridare voce al ceto medio e affrontare l’emergenza della povertà sempre più dilagante, a partire dal sistema previdenziale insufficiente a far fronte alle fragilità dei nostri concittadini. Servono nuove regole per il mercato del lavoro. Costruire un mercato del lavoro moderno significa non lasciare nessuno solo ma accompagnarlo in tutte le fasi della vita professionale con un grande piano di politiche attive e  formative. Garantire a tutti i cittadini il  diritto alla formazione è il modo migliore per proteggerli da un mercato del lavoro in continua evoluzione, sempre di più basato sulle competenze.
Scuola, lavoro e disoccupazione. Le politiche dell’Unione per i giovani sono state adeguate ai tempi? Il futuro di tante generazioni di giovani dell’era Erasmus è nelle mani della nuova Europa. Così com’è oggi non e più sufficiente, è un’Europa lontana con ancora troppe contraddizioni istituzionali. Il nostro obiettivo è quello di dare una risposta a tutti i giovani che non possono farcela da soli a diventare, prima che liberi professionisti, professionisti liberi.
Pensi che una maggiore presenza femminile possa contribuire a una Unione più giusta? “Più donne più Europa” è il mio slogan perché le elezioni Europee del 26 maggio saranno fondamentali per il futuro dell’Italia e dell’Europa. La lotta per i diritti delle donne e la loro tutela sono ancora necessarie. Anche se le donne in Europa dovrebbero godere di uguaglianza, emancipazione e sicurezza, per troppe questi diritti non sono ancora piena realtà. L’obiettivo è dunque di abbattere le discriminazioni di genere e porre fine alla violenze e le molestie ancora molto diffuse, sollecitando quella parità di genere, già prevista come impegno strategico 2016-2019 dalla Commissione europea.

DAI PADRI COSTITUENTI AI FIGLI COSTITUENTI 

Come è noto i socialisti si sono presentati alle recenti elezioni europee con +Europa, che ora si fa promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare gli articoli 2 e 9 in Costituzione al fine di inserire i principi di Equità generazionale, di Sviluppo sostenibile e Tutela dell’ambiente. L’obiettivo è che la legge riempia i vuoti della Carta Costituzionale su questi grandi temi che riteniamo centrali per il nostro futuro. Tale Riforma è fondamentale per  la tutela dell’Italia di oggi e delle generazioni di domani.
Una Repubblica che pensa ai giovani e all’ambiente ogni volta che fa una nuova legge da oggi non è più solo un’utopia, ma può diventare realtà. Servono 50mila firme per sottoporre la proposta al Parlamento.
Mentre ci stiamo attivando per la raccolta, registriamo con favore l’adesione alla campagna anche dei Giovani Democratici faentini.

Di seguito il testo proposto con le integrazioni evidenziate.

Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile. 

Art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Riconosce e garantisce la tutela dell’ambiente come diritto fondamentale.

Ravenna, 10 luglio 2019
_____________________________________________________________________________________________________________

OBIETTIVI

Equità fra generazioni

Le scelte compiute da chi “c’è qui ed ora” possono rendere impossibile la vita a chi verrà domani, Le generazioni future sono costrette a subire gli effetti di scelte politiche compiute oggi  sulle quali non hanno voce in capitolo, chi vivrà domani non può sedersi oggi al tavolo del contratto sociale per far valere i suoi diritti. In Italia questo squilibrio ha portato a risultati drammatici:Debito pubblico altissimo; Spese in istruzione scarsissime; Regali elettorali al posto degli investimenti; Nessun sostegno al lavoro femminile; Devastazioni ambientali. Questa è stata la moneta con cui i politici si sono comprati  e continuano a comprarsi  il consenso delle generazioni più affollate e benestanti.Motivo per cui oggi in Italia un povero su due ha meno di 35 anni. Motivo per cui, rispetto al 1990, il reddito medio di una famiglia con capofamiglia sotto i 35 anni è calato del 60%, mentre quello di una famiglia con capofamiglia sopra i 60 anni è cresciuto di altrettanto. La storia italiana, insomma, continua ad essere un film con una generazione protagonista e le altre ridotte a comparse.
Ecco perché è necessario introdurre l’equità fra generazioni nella Carta costituzionale.  Un intervento che non è solo simbolico ma avrebbe conseguenze concretissime, ostacolare ogni tentativo di ipotecare il futuro a  favore di un consenso nel presente con  manovre finanziarie miopi, indebitamento irresponsabile, “clausole” che scaricano nuove tasse sugli anni a venire,  tagli o scarsi investimenti all’istruzione e alla ricerca, consumo selvaggio del suolo o inquinamento delle acque,  condoni  all’abusivismo edilizio, appalti privi di adeguati criteri ambientali e dipendenza dalle fonti fossili. Questa riforma permetterebbe  all’Italia di dotarsi di nuovi strumenti di controllo sull’effettiva sostenibilità delle leggi, dal semplice ricorso alla Consulta alla formazione di un’apposita Commissione in Parlamento. Forse non basterà solo questo per portare intorno al tavolo delle trattative del contratto sociale anche persone che ancora non esistono, ma sarà il primo passo verso la costruzione di uno Stato moderno e all’altezza del nostro tempo. Fino a ieri l’equità si esercitava  fra le persone che vivevano in un unico punto del tempo, oggi è necessario esercitarla preoccupandoci di garantire anche i diritti di chi vivrà in futuro.

 Crescita sostenibile

Le Nazioni Unite nel settembre 2015  hanno elaborato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Un programma d'azione, sottoscritto dai governi dei 193 Paesi membri, che li impegna a rivedere il proprio modello di sviluppo sotto i tre grandi profili delle sostenibilità ambientale, sociale ed economica, Che cosa significa? Se un Paese vuole far crescere il suo prodotto interno lordo, i consumi e il benessere dei suoi cittadini, non potrà compiere scelte  che comprometteranno sul lungo periodo quello stesso benessere. Tante sono “scelte” sbagliate,che prima o poi presentano un caro prezzo da pagare. Come fare, allora, ad adottare un modello di sviluppo sostenibile? L’Agenda 2030 elenca diciassette obiettivi, legati a 169 traguardi da raggiungere, e raggruppati  in cinque aree: eliminare fame e povertà in tutte le forme e garantire dignità e uguaglianza; garantire prosperità e piene in armonia con la natura; promuovere società pacifiche, giuste e inclusive; implementare solide collaborazioni fra Stati; proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazionifuture. Sulla scia dell’Unione Europea, che è stata la grande ispiratrice dell’Agenda  e l’istituzione più determinata nell’attuarla, anche l’Italia si è dotata di una strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.  Ma non è abbastanza. L’Istat ha da poco certificato che esistono tuttora notevoli lacune da colmare sui moltissimi parametri. Nell’ultimo Documento di  Economia e Finanza la valutazione dell’impatto sul  Benessere Equo e Sostenibile, è stato fatto sulla base di vecchie stime ormai brutalmente smentite dai fatti. Serve un cambio di marcia, e al più presto. Ecco perché è necessario introdurre lo sviluppo sostenibile nella Carta costituzionale.

Difesa dell’ambiente

Negli ultimi quarant’anni  il pianeta Terra ha perso metà delle sue specie animali, metà delle forme di vita che abitavano gli oceani. Ha perso una quantità di foreste per un’estensione pari a quella dell’Europa, ha visto ridursi del 50% i ghiacci artici e ancora di più quelli di alta quota, ha subìto la desertificazione di una fascia di territorio immensa, che tocca quasi tutte le regioni da cui fugge un alto numero di profughi: Senegal, Nigeria, Sudan, Corno d’Africa, Siria, nord del subcontinente indiano. Ha assistito a eventi climatici estremi, resi possibili da una concentrazione di energia negli oceani senza precedenti: pensiamo alle recenti inondazioni in Mozambico e in Bangladesh. Si è ritrovata 250.000 tonnellate di plastica che galleggiano sul pelo dell’acqua, per non parlare di quella dispersa in profondità e delle microplastiche. E le emissioni di gas serra, la deforestazione, lo sversamento dei rifiuti, l’uso irrazionale dell’acqua, e il consumo di suolo non accennano a diminuire, nonostante il susseguirsi rituale degli accordi di  Rio, Kyoto, Parigi, Katovic, puntualmente  disattesi dai grandi della terra. Le proiezioni sugli studi sul  riscaldamento globale ad opera del  Gruppo intergovernativo scientifico costituito dall’Organizzazione meteorologica mondiale ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, rilevano che ,se non ridurremo drasticamente tali attività entro il 2030, non riusciremo ad impedire lo scioglimento  dei ghiacciai polari e l’autocombustione delle foreste equatoriali. Il pianeta perderà così le ultime barriere che impedivano il suo surriscaldamento. Sappiamo che a quel punto le temperature potranno aumentare in pochi decenni fino a +6° rispetto all’era preindustriale. In Italia ci sentiamo ancora perlopiù immuni da questi problemi, ma poco alla volta stanno entrando anche nella nostra vita quotidiana. Le stagioni sempre più calde mettono a dura prova la  agricoltura e rendono la vita difficile alle fasce più fragili della popolazione.  Il ritiro dei ghiacci alpini e l’inquinamento dei mari danneggiano fiorenti attività economiche. I sussidi alle fonti fossili pesano come un macigno sui nostri bilanci pubblici. Questo non significa  solo ridurre l’inquinamento, ma anche lasciar respirare la natura con  aree protette più estese, più finanziate e meglio amministrate. Anche in questo caso gli interventi  del governo italiano sono  timidi. La proposta del Piano Nazionale Integrato per l’energia e il clima, ad esempio, non  affronta con la dovuta risolutezza il contrasto  all’inquinamento come ad esempio promuovendo l’adeguamento energetico degli edifici pubblici, né quello del comparto trasporti. La difesa dell’ambiente è ormai una necessità. Impostare un nuovo rapporto fra l’uomo e la natura è la sfida del nostro tempo.  Ecco perché è necessario introdurre nella Carta costituzionaleoltre alla già esistente tutela del paesaggio, anche quella dell’ambiente.

ELEZIONI EUROPEE
VEDI E SCARICA QUI IL FAC-SIMILE DI SCHEDA

VOTA +EUROPA E LE CANDIDATE SOCIALISTE
Nella nostra Circoscrizione Italia Nord Est la candidata socialista è
Rita Cinti Luciani, esprimi il tuo voto di preferenza per lei
   
traccia una croce 
sul simbolo e scrivi negli appositi spazi Cinti Luciani

 

ELEZIONI EUROPEE. FINO ALL'ULTIMO VOTO!
PER COMBATTERE IL SOVRANISMO EUROPEO LA PARTITA SI GIOCA IN ITALIA

Appello di C. Lorenzo Corelli segretario provinciale dei socialisti ravennati. Si stima che almeno 2 italiani su 5 non andranno a votare e che, pertanto, lo spostamento di piccoli gruppi di elettori può determinare sensibili variazioni nelle percentuali. Dunque il tuo  voto  può davvero fare la differenza. La partita è aperta, e campo di gioco decisivo sarà l’Italia, dove le elezioni europee sono storicamente tra le meno partecipate.  Ogni voto italiano vale molto più dei voti degli altri Paesi dal momento che l’Italia rischia di eleggere 48 dei  200 sovranisti, un quarto dei parlamentari nazionalisti europei. Votare a queste elezioni  è indispensabile per diverse ragioni. Realizzare un’Europa più unita politicamente, ovvero l’unione federale degli Stati e dei cittadini europei come unica speranza per rispondere alle sfide del nostro tempo, che hanno una dimensione mondiale.  Uguaglianza: è necessario che nell’Europa unita tutti abbiano le stesse opportunità di realizzazione personale, senza che le condizioni sociali ed economiche di partenza escludano alcuno. L’Unione può favorire la conoscenza e la scuola, sua istituzione fondamentale, perché tutti possano partecipare in modo attivo e consapevole. Un altro aspetto fondamentale è la Solidarietà: le politiche migratorie e per l’inclusione devono fare capo all’Unione, per un’Europa accogliente, poiché negare un principio di solidarietà universale significa negare le basi stesse della nostra convivenza sociale. Infine, in un’Europa di tutti e per tutti, non si può prescindere dal prendere una posizione chiara riguardo l’Ambiente e la sostenibilità.

QUESTE LE BUONE RAGIONI PER UN VOTO SOCIALISTA A +EUROPA
E LA PREFERENZA ALLA NOSTRA CANDIDATA CINTI LUCIANI.

 

 

COMPLETATA LA SEGRETERIA REGIONALE
l'intervento nel dibattito di Lorenzo Corelli (leggi e scarica qui)

Dopo il Congresso regionale svoltosi il 22 giugno, con il quale sono stati eletti Marco Strada Segretario e Lorenzo Corelli Tesoriere, martedì 9 luglio 2019 il nuovo Consiglio Direttivo ha provveduto a completare la composizione delle segreteria. eletto Vice Segretario Francesco Bragagni, sono stati chiamati inoltre a far parte della Segreteria Mauro Del Bue (programma), Francesco Castria, Franco franchi (organizzazione) e I segretari delle Federazioni territoriali.  Sono inoltre stati indicati alcuni incarichi di settore per la comunicazione e l'università.

Lorenzo Corelli è brevemente intervenuto sul tema delle alleanze e lo stato del Partito e del centro sinistra in vista delle prossime regionali, consegnando agli atti - per il verbale - il testo integrale del proprio intervento. 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019 IN PROVINCIA DI RAVENNA
I SOCIALISTI PRESENTI IN 7 DEI 14 COMUNI AL VOTO
In tutti quelli sopra i 15.000 abitanti - Lugo, Bagnacavallo e Cervia -
e, tra quelli sotto i 15.000, a Conselice, Fusignano, Russi e Solarolo
(LEGGI TUTTO, SEGUONO FOTO E EVENTI)

E' una presenza molto significativa, che segnala la voglia e la capacità dei socialisti di tornare a riproporre alle comunità locali la ricetta riformista per riannodare il filo di una sinistra frastornata, nonostante le dimostrate capacità di governo. Frastornata al punto di essere al momento incapace di proporsi in modo omogeneo, chiaro e convincente. Sarà l'esito del voto a indicare la via, ne siamo certi.

Ovunque in provincia i socialisti sono in alleanza con i candidati alla carica di Sindaco indicati dalla coalizione di centro sinistra, unica eccezione Solarolo, con una Lista civica - WE are The People - e una propria candidata alla carica di Sindaco  - Elisabetta Vignando - che che propone un programma elettorale orientato su temi cari alla sinistra.  

Di seguito le Liste con i candidati ai Consigli comunali sostenuti dai socialisti.

NEI COMUNI SOPRA I 15.ABITANTI:

BAGNACAVALLO CIVICA, Lista civica europeista di Popolari, Repubblicani, Riformisti,
Il candidato socialista, per il quale chiediamo ai nostri elettori di esprimere il voto di preferenza,è Massimiliano BEZZI;

A CERVIA, i socialisti esprimono il voto di preferenza per Bianca Maria MANZI candidata nella Lista del Pd;

SINISTRA PER LUGO
, Lista civica che reca, assieme a quello dell'Associazione Partecipazione Sociale, il simbolo del Psi, diversi i candidati socialisti, tra i quali indirizzare il voto di preferenza soprattutto sul capolista Claudio GOVERNA. (VEDI SOTTO IL QUADRO DELLE LISTE DI LUGO ASSIEME A NOI NELLA COALIZIONE)

E IN QUELLI SOTTO I 15.000 ABITANTI:
Oltre!
, Lista civica
Psi/Pd di Conselice, il voto di preferenza dei socialisti a Federico PENAZZI;
Insieme per Fusignano, Lista civica Psi/Pd/Pri, il voto di preferenza dei socialisti a Carlo Sante VENTURI:
Insieme per Russi, Lista civica Psi/Pd/Pri/MdP, il voto di preferenza dei socialisti a Anna LIVERANI e Gisberto MASETTI;
We are The People
, Lista civica di sinistra di Solarolo, il voto di preferenza dei socialisti a Sergio COALONE.

 

E' USCITO IL N. 6/2019 DI GIUGNO DE il puntO
qui per leggerlo e scaricarlo

LEGGI E SCARICA QUI L'ALLEGATO CON NOTIZIE DAL TERRITORIO DOPO IL VOTO AMMINISTRATIVO

DI SEGUITO LA SINTESI DELLA RELAZIONE DEL SEGRETARIO MARCO STRADA
AL CONGRESSO REGIONALE DEL PSI TENUTOSI A BOLOGNA IL 22 MAGGIO

Alleanze politiche e sociali, lavoro, salute, istruzione, ambiente, e riforme istituzionali, per un programma socialista che completi l’opera di fare dell’Emilia Romagna una delle grandi regioni socialdemocratiche d’Europa. Questa l’agenda del Partito per le elezioni regionali d’autunno. 

Il lavoro nelle sue varie declinazioni (precario, sottopagato, nero, privo di regole e garanzie), la lotta alle disuguaglianze, ambiente per uno sviluppo eco sostenibile, riassetto istituzionale con il ritorno alla elezione diretta delle amministrazioni provinciali e del sindaco della Città metropolitana, sicurezza e sostegno socio-sanitario ai più deboli e bisognosi, saranno i problemi al centro della Conferenza Programmatica che il partito socialista terrà nel mese di settembre e che costituirà il suo programma elettorale. 

In altri termini si tratta di entrare nel vivo dei temi dello sviluppo compatibile, della coesione sociale, di una ulteriore qualificazione del welfare, di una incisiva azione di tutela dei ceti più deboli, accompagnata da investimenti infrastrutturali e da politiche del lavoro più eque e diffuse, aspetti questi sui quali la nostra regione ha già raggiunto importanti risultati ma che ancora abbisognano di miglioramenti significativi.  

Siamo alla vigilia di una possibile e non auspicabile svolta epocale per la nostra regione, dopo aver perso Ferrara e Forlì e diversi comuni superiori ai 15.000 abitanti e dopo aver assistito ad una esplosione del consenso a favore della Lega, oggi primo partito, il rischio di perdere il governo della regione è quanto mai reale.

Il PSI si impegnerà con forza e determinazione per ricostruire un centrosinistra ampio, coeso, unitario e nuovo che veda un cambio di atteggiamento da parte del Pd, perché si recuperi uno spirito unitario, aperto al civismo e al mondo associativo, quello spirito che contraddistinse l’Ulivo. È ciò che abbiamo già cercato di fare alle europee, concorrendo con +Europa alla competizione elettorale, per mettere in campo un secondo attore politico che renda più ampia la l’offerta politica nel campo del centro sinistra. 

Alle ultime Elezioni Europee, infatti, la nostra scelta è stata quella di un’alleanza con +Europa, una scelta coraggiosa e di buon senso anche se non priva di criticità. Non era per altro praticabile una ipotesi autonoma, in mancanza dell’avvallo del Pse – a noi piuttosto che al Pd - per essere esentati dalla raccolta delle firme necessarie a presentare una lista socialista, in pochi giorni.

Faremo di tutto perché la scelta di guardare ad un progetto veramente nuovo, anche se ancora in fase di rodaggio e con prospettive politiche non ancora del tutto chiare, non risulti dettata soltanto dalla necessità di rimediare al fatto che non si era provveduto a convocare il congresso nazionale meno a ridosso delle Elezioni Europee. Di fatto a una settimana o poco più dal temine per la presentazione delle liste. Per questo, in vista delle regionali di autunno nella nostra regione, riteniamo urgente che si esca dall’equivoco che si sia trattato dell’ennesima alleanza, una delle tante che si sono susseguite negli anni, provocando la progressiva disaffezione della comunità socialista. La richiesta è che si intraprenda un percorso federativo, perché ogni soggetto politico costituente di +Europa vi si possa riconoscere pur mantenendo la propria autonomia. 

Se tutto ciò non dovesse dimostrarsi praticabile, non potremo che presentaci in modo autonomo. 

Bologna, 22 giugno 2019

  

DAL N.4 DE IL PUNTO (LEGGILO E SCARICALO QUI)  

Speciale  elezioni

IL 26 MAGGIO SI VOTA PER IL  PARLAMENTO EUROPEO E PER MOLTE AMMINISTRAZIONI COMUNALI

Mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del parlamento Europeo hanno una valenza fondamentale.
Di fronte all’avanzare dei sovranismi e delle forze euroscettiche portatrici di valori dalla forte impronta nazionalista e spesso xenofoba, rischia di essere messo in discussione il concetto stesso di Unione Europea.

ALLE EUROPEE I SOCIALISTI SI PRESENTANO CON +EUROPA

+EUROPA è una Lista che per l’elezione del Parlamento europeo, unisce socialisti e liberaldemocratici, laici e cattolici democratici, insieme a una rete di esperienze civiche, nel comune progetto di rinverdire l’idea originaria dei padri fondatori per una Europa padrona dei propri destini. Una visione unitaria che non si limiti al mercato e alla moneta ma riguardi anche la politica estera e della difesa, la fiscalità e l’economia, le tutele sociali e lo Stato diritto, i diritti civili e le libertà democratiche. Sottratta perciò agli egoismi nazionali che le hanno finora impedito di prendere il volo, per mettere a fattor comune le eccellenze di un continente che conosce, come mai prima, otre 70 anni di pace. Un continente dove il 7% della popolazione del mondo produce il 30% del suo Pil e usufruisce del 50% della spesa sociale mondiale. Solo una Patria europea potrà consentirci di conservare questo modello che ci rende unici. Ma una siffatta Europa è possibile solo se saprà riconoscersi nelle storie e negli ideali di tutte le famiglie democratiche, dai Socialisti ai Liberali, dai Popolari ai Verdi, quelle per intenderci che confidano nei princìpi della democrazia rappresentativa, della separazione e del bilanciamento dei poteri. Su questo tema è soprattutto in Italia che regna oggi la massima confusione e ciò richiede in particolare a noi socialisti un sussulto di orgoglio per rivendicare la nostra autonomia pur senza indebolire il fronte di chi difende i valori costituzionali della Repubblica.
Nessun furore polemico perciò sul punto se sarebbe stato più socialista confondersi in una unica Lista con il Pd, o se invece sia più giusto unire le nostre bandiere a quelle di +Europa. La scelta è dettata proprio dall’inevitabile considerazione che conviene conservare quella distinzione che ci consenta di rimanere saldamente ancorati al campo del centrosinistra e nel contempo di rimarcare differenze utili a mantenere un giudizio autonomo su cosa significhi essere oggi socialisti. Senza un bozzolo nel quale coltivare la speranza di una maggiore articolazione del campo democratico e socialista che non appartiene soltanto al Pd, non esisterebbe nessuna possibilità di rinascita del socialismo italiano, così come delle altre componenti politiche che costituiscono +Europa.
Nella Lista di +Europa sono presenti candidati socialisti, anzi candidate, perché abbiamo impegnato in questa fatica solo compagne, una per ogni Circoscrizione che, se elette, aderiranno al gruppo del Partito del Socialismo Europeo (PSE).

Nella nostra Circoscrizione la candidata è Rita CINTI LUCIANI della segreteria nazionale del Partito.

Sei qui: Home Primo Piano