ELEZIONI FAENZA
SEI LE LISTE IN APPOGGIO A MASSIMO ISOLA
CANDIDATO SINDACO PER IL CENTROSINISTRA

È ufficiale la composizione della “squadra” di centrosinistra che intende portare al successo Massimo Isola come sindaco di Faenza.

Si tratta di Faenza Coraggiosa_ecologista-progressista-solidale (vede accomunati Partito Socialista Italiano, Articolo uno e L’Altra Faenza), Europa Verde (GreenParty), Partito Democratico, Faenza Contemporanea (cultura per lo sviluppo del territorio), Italia Viva, Faenza Cresce (che è la sintesi delle esperienze civiche "La Tua Faenza" e "Faenza 40 20").

FERROVIE IN ROMAGNA: UN PROGETTO SERIO E CONCRETO
(leggi e scarica qui l'elaborato tecnico)

Dopo le notizie delle settimane scorse su un’ipotetica nuova linea di Alta Velocità che colleghi Trieste a Taranto, passando per Ferrara, Ravenna e Rimini, è tornato al centro del dibattito politico regionale il problema dell’arretratezza infrastrutturale ferroviaria nel territorio romagnolo, rispetto all’Emilia. Queste le proposte dei socialisti romagnoli:

  1. Organizzare una “Conferenza Romagnola per il Coordinamento della Viabilità Ferroviaria”, in cui le varie istituzioni del nostro territorio potranno confrontarsi e prendere decisioni guardando all’interesse non dei singoli, ma di tutto il territorio.
  2. Elaborare un progetto concreto sulla nuova linea AV che passerebbe per Ferrara, Ravenna e Rimini; inoltre, lavorare su un progetto di miglioramento della linea principale dell’entroterra, con la creazione di una linea AV separata dalla linea tradizionale.
  3. Promuovere una migliore interconnessione ferroviaria: non aumentare le fermate dei treni di Alta Velocità e potenziare di InterCity, InterCity Notte, e soprattutto Regionali, sia sulle linee principali, sia sulle linee secondarie. Inoltre, un miglior servizio in termine di mezzi utilizzati, effettuando tutte le corse con treni, abbandonando l’utilizzo degli autobus, e, in accordo con la Regione Toscana, portare sulla linea Faenza-Firenze treni ibridi.
  4. Riprogrammare il servizio Frecciabianca su linea tradizionale fra Milano e Ancona/Pescara.
  5. Sollecitare una programmazione di treni internazionali, per collegare meglio il nostro territorio al resto del continente.

Il punto chiave di questo progetto è, quindi, l’interconnessione e l’efficienza, abbandonando i campanilismi e collaborando per garantire un servizio pubblico di qualità per tutta la Romagna.

Per affrontare l’emergenza climatica e la ripartenza dopo il Coronavirus, il treno deve diventare un mezzo di riferimento nella mobilità sia per i pendolari che per i turisti, per questo i socialisti romagnoli portano avanti queste proposte per un cambio di marcia necessario non solo della mobilità nel nostro territorio, ma dell’intero Paese.

E’ proprio dalle situazioni di emergenza e di crisi come questa che si deve trovare il coraggio di modernizzare un Paese ingessato, favorendo lo sviluppo economico e incrementando l’occupazione nel rispetto dell’ambiente.

Francesco Pitrelli, segretario PSI – provincia di Ravenna
Luca Pellegri, segretario PSI – Forlì
Anna Bisulli, segretaria PSI – Cesena
Francesco Bragagni, segretario PSI – provincia di Rimini
Enrico Maria Pedrelli, segretario nazionale FGS

ELEZIONI
Partito Socialista, L’Altra Faenza e Articolo Uno corrono insieme

NASCE FAENZA CORAGGIOSA 

Un progetto civico e politico, ecologista, progressista e solidale, che raggruppa un’ampia porzione della sinistra faentina. Ci proponiamo alla città per costruire insieme una visione di futuro di Faenza in grado di rispondere concretamente alle nuove richieste sociali e ambientali che dobbiamo affrontare. È su queste basi che sosterremo la candidatura di Massimo Isola Sindaco di Faenza” spiegano le tre forze poitiche.

Faenza Coraggiosa gioca la sua partita apertamente nel campo della sinistra e ha l’ambizione di coinvolgere e dare nuovo protagonismo a realtà civiche, associative e sociali da tempo presenti in città. Uno spazio politico aperto e plurale nel quale mettere al centro i temi dello sviluppo sostenibile per l’ambiente e la società e la volontà di proporre soluzioni condivise e realizzabili, in modo credibile e autorevole. Le nostre priorità saranno la scuola, la sanità, il sociale, il lavoro e l’ambiente. È su questi pilastri che si muove e si costruisce il futuro di Faenza, attraverso la lotta alle diseguaglianze, l’innovazione e una vera transizione ecologica.

Per dare risposte alle grandi incertezze dell’oggi crediamo che nessuna esperienza partitica possa essere autosufficiente e per questo Faenza Coraggiosa è qualcosa che va ben oltre gli accordi tra partiti. Non ci interessano le etichette, ma piuttosto la rappresentanza sociale, associativa e culturale di una città che cresce e che cambia. Donne e uomini con biografie politiche molto diverse, a volte completamente nuove, con alle spalle organizzazioni dissimili, nessuna autosufficiente, tutte distanti da interessi costituiti, per avviare un nuovo corso nella politica della città che si basi sulla lealtà personale, il confronto su idee e programmi, senza preclusioni. Come punti fermi la priorità assoluta dell’interesse pubblico e del bene della città così come lo possono immaginare forze legate al mondo del lavoro, dell’ecologia, dei diritti civili.

L’impegno di Faenza Coraggiosa sarà rivolto ai giovani, per una migliore integrazione tra scuola e mondo del lavoro e con un occhio di riguardo alle politiche giovanili, ma anche agli anziani e alle persone con disabilità, per un sostentamento economico e di servizi che possano essere di aiuto nella quotidianità, per una città aperta, accessibile e accogliente.

La crescente complessità e le tante nuove fragilità non si contrastano chiudendosi nel fortino assediato di un vecchio discorso, ma cercando di comprendere e di rappresentare quel popolo ampio che da tempo fatica a trovare rappresentanza. Faenza Coraggiosa vuole misurarsi sulle emergenze e le questioni amministrative della città, dialogando con le varie realtà dell’associazionismo, del volontariato, dei movimenti della società civile, impegnati in tante battaglie sociali, ambientali, urbanistiche, sulla scuola.

Ricucire la trama politica e sociale della città sarà il nostro chiodo fisso.

IL N. 6 DI GIUGNO 2020 DE il punt(qui per leggerlo e scaricarlo) 

(a pag. 4) Dal territorio

Rischio mafie anche nel nostro territorio
LE AMMINISTRAZIONI LOCALI VIGILINO CON ATTENZIONE

La Federazione provinciale del Partito Socialista di Ravenna, tramite il suo segretario Francesco Pitrelli, ha inoltrato una nota ai Sindaci di tutti i comuni della provincia chiedendo di porre particolare attenzione da parte delle Amministrazioni sul pericolo della diffusione di infiltrazioni mafiose. La mafia in Emilia-Romagna esiste, come esiste anche nel nostro territorio. Se si osservano i beni confiscati, ben 18 in provincia di cui 14 nel Comune capoluogo dove in questi giorni sono stati emessi provvedimenti ostativi anti mafia nei confronti di una ditta impegnata in due importanti progetti.
Il rischio principale lo vive il settore turistico, sicuramente colpito economicamente in misura maggiore per via delle restrizioni decretate a causa dell’emergenza sanitaria. Chiediamo di  porre particolare attenzione ai primi segnali di una presenza mafiosa, i cosiddetti reati-spia, tra cui prostituzione, caporalato, gioco d’azzardo e di attivarsi per evitare l’innescarsi di un sistema di aiuti economici per famiglie e imprenditori e la creazione, quindi, di un welfare mafioso nel nostro territorio. Chiediamo di vigilare e prevenire, affinché la legalità vinca la guerra contro le mafie.

IL 20 E 21 SETTEMBRE FAENZA
ELEGGE SINDACO E CONSIGLIO COMUNALE
 

La Lista progressista ed ecologista - Psi, Art.1 e l’Altra
Faenza - sarà presente nella coalizione di centro sinistra
con il candidato sindaco Massimo Isola.

Nella Lista si candida il segretario provinciale del
Partito Socialista, il faentino Francesco PITRELLI.

(scarica qui il volantino)

  

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IL FASTIDIO PER LA DEMOCRAZIA
PARLAMENTARE

NO AL TAGLIO
Della democrazia, Della rappresentanza
nei territori, Dei  parlamentari

Il taglio della politica è un classico cavallo di battaglia del populismo. L’antipolitica e l’antipartitismo si sono alimentati, insieme al declino di legittimità dei partiti che avevano scritto la Costituzione, per approdare alla più radicale campagna contro la democrazia rappresentativa. All’ombra dell’antipolitica populista sono cresciuti i più prominenti leader politici di oggi.
Varata in Parlamento con il voto favorevole di poco meno del 100% delle forze politiche, terrorizzate di perdere consenso, la riforma costituzionale sul taglio di oltre un terzo del numero dei parlamentari fra Camera e Senato è una delle più demagogiche e insensate mai tentate fino ad oggi nel nostro Paese. Il taglio di per sé è una misura legittima ma del tutto inutile, ingannevole e dannosa. Il peggiore degli inganni, a danno dei cittadini in buona fede e in omaggio alla retorica antipolitica. In verità la recente riforma produce gravi limitazioni della rappresentanza popolare e del controllo sul governo, e amplia la forza dei potenti in Parlamento.
La Direzione nazionale del Partito ha espresso all’unanimità posizione contraria alle “modifiche degli artt. 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari e invita a votare convintamente NO. Il Partito Socialista, che ha aderito al Comitato Nazionale per il NO, ritiene che il contenimento della rappresentatività si inscriva solo in una campagna di delegittimazione del sistema conseguente alla incapacità di far fronte alla crisi sociale ed economica che investe il Paese. Gli elettori possono far valere la loro sovranità bocciando una scelta che nel momento attuale appare più il tentativo di inseguire una facile popolarità: la  qualunquistica giustificazione del risparmio annuo di spesa che si aggira su circa 57 milioni, ovvero un irrisorio 0,007% della spesa pubblica corrente. Per rafforzare la qualità della rappresentanza e dare centralità al Parlamento, come richiede la Costituzione, servono riforme che ne assicurino un migliore e più razionale funzionamento e una nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere direttamente da chi farsi rappresentare, contro la vergognosa pratica dei capi di Partito di designare liste ed eletti.
Solo nel riavvicinamento reale fra rappresentati e rappresentanti e nella buona qualità etica e politica di chi approda in Parlamento, la Costituzione sarà rispettata.
I Socialisti vogliono difendere la democrazia e voteranno NO

IL N° 5 DI MAGGIO 2020 DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)

(da pag. 4) IL 28 MAGGIO SI È RIUNITA LA DIREZIONE PROVINCIALE DEL PARTITO
La relazione del segretario Francesco Pitrelli si è incentrata, con particolare riferimento alla nostra realtà provinciale ma non solo, soprattutto su quattro temi: la sanità pre e post pandemia, un progetto di riformismo eco-socialdemocratico, il e le più vicine prossime tornate elettorali comunali, il  tesseramento 2020.
Sanità. Durante la fase di emergenza covid-19 è emersa la necessità di una maggiore integrazione territoriale del sistema sanitario. Sarà importante per il futuro la creazione di una nuova frontiera nella sanità territoriale avvalendosi dell’apporto, oltre che dei medici di base, della Case della salute e della farmacie.
Riforma eco-socialdemocratica. Le sfide a tutela dell’ambiente, uno stato sociale veramente universalistico, la garanzia dei diritti fondamentali a tutti, la tutela dei lavoratori, la laicità delle istituzioni e la separazioni dei Poteri dello Stato. Questi temi sono alla base per quel passo avanti perché i principi di solidarietà, umanità, ambientalismo e uguaglianza prevalgano su vecchi schemi nazionalistici.
Tesseramento. Le adesioni si devono ricercaresulla qualità della proposta politica, sia ideale che concreta, come, ad esempio, sulla sanità, sui trasporti e in generale sui servizi per la comunità ecc. A questo verranno dedicati interventi specifici con messaggi anche video sui social, in particolare dedicati ai giovani. Si partirà dall’idea eco-socialdemocratica e dalla sanità.
Elezioni amministrative. Si terranno presumibilmente in autunno a Faenza, a maggio dell’anno prossimo a Ravenna. Un’elezione, quella di Faenza, fondamentale per la città e per tutta l’Unione della Romagna Faentina. E’ necessario creare una maggioranza solida di centrosinistra, per questo il PD, che rappresenta la forza preminente, deve tener conto dell’apporto delle forze che la costituiscono. Una coalizione che proponga un progetto di miglioramento dei servizi e delle infrastrutture della città  ma anche, in vista delle elezioni comunali di Ravenna nel 2021, di un programma coerente per tutta la provincia capace di attrarre i giovani e  le menti brillanti del Paese. Dal prossimo ottobre circa 200 studenti universitari, in pìù di quelli già presenti, verranno a studiare nel nostro territorio.
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PROSEGUE IL TESSERAMENTO 2020
La quota associativa di €. 52.00 che potrà essere versata anche tramite bonifico bancario (intestato a Partito Socialista Federazione Provinciale di Ravenna – IBAN: IT56C0627013183CC0830009223) per usufruire della detrazione fiscale (causale: erogazione liberale) in occasione della dichiarazione dei redditi del prossimo anno.
DESTINA IL 2x1000 AL PARTITO SOCIALISTA
Scrivi il codice R22 eapponi la tua firma nell'apposito riquadro della denuncia dei redditi. Non comporta alcun costo poiché si tratta di una quota di quanto già dovuto ai fini IRPEF.

Per altre info vai a  "comunicazioni su"  aprendo la busta nella colonna in alto a destra 

È USCITO IL N. 7/2020 DI LUGLIO DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)

da questo numero
LO STOCCAGGIO DELLA CO2 NON AIUTA LA TRANSIZIONE VERSO LE RINNOVABILI
“Siamo pronti a candidare al primo bando del Fondo per l'innovazione europeo il progetto per il nuovo hub di Ravenna che darà vita al più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di CO2, responsabile dell’effetto serra. Un'opportunità unica nell'area perché sfrutteremo l'immenso volume di stoccaggi che arriva dai giacimenti a gas offshore, ormai esauriti del Medio Adriatico, che faranno da contenitori. Si tratta di un'occasione importante per l'area e anche per quelle società di ingegneria e meccanica che al momento subiscono una profonda crisi di settore, un'iniziativa industriale che consentirà di mantenere la forza lavoro impegnata nel distretto e, in prospettiva, di procedere a nuove assunzioni. Il bisogno energetico è così ampio che non possiamo pensare di trasformare tutta l'energia esistente in prodotti completamente verdi. Occorre sfatare l'idea che esiste solo una forma di energia. È un progetto in cui crediamo molto.”  Haannunciato nei giorni scorsi l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. Il Presidente del Consiglio, poi, in occasione degli Stati Generali dell’economia ha annunciato con enfasi il grande progetto energetico nazionale che si realizzerà nel distretto ravennate, con la creazione del più grande polo mondiale di cattura e stoccaggio di anidride carbonica. “È una strada che, come Regione, insieme ad una realtà qualificata come Eni intendiamo esplorare, perché si tratta di un’importantissima sperimentazione tecnologica per l’ambiente, in grado riconvertire competenze e creare lavoro qualificato” ha affermato con soddisfazione il Presidente della Regione, Bonaccini.
L’accordo globale di Parigi del 2015 sul contrasto ai cambiamenti climatici, sottoscritto anche dall’Italia, prevede un Piano di riduzione delle immissioni di anidride carbonica in atmosfera generate in particolare dall’uso di combustibili fossili, da realizzare entro il 2030, per giungere alla totale neutralità entro il 2050. Nonostante ciò nel 2018 l’Italia ha continuato a finanziare le fonti fossili con sussidi diretti e indiretti per quasi 19 miliardi, mentre alle fonti pulite sono andati 25milioni di euro. Il petrolio, il gas e il carbone continuano a pesare più delle rinnovabili le quali non basteranno ad abbattere completamente le emissione di anidride carbonica nel breve tempo. Pertanto è necessaria la graduale transizione verde e sostenibile, così come chiede l’Europa, che non è certo quella del progetto di stoccaggio CO2 mondiale a Ravenna, se mai venisse realizzato. Servono invece nuovi progetti di sviluppo che intervengano efficacemente sulla riconversione del settore Oli & Gas come la realizzazione di impianti rinnovabili offshore (eolico) che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente, l’occupazione già esistente e la creazione di nuova. Il Governo deve indicare una strategia chiara sulla energia pulita o si perderà di vista l’obiettivo di portare l’Italia verso un cambiamento industriale di grande portata, ma serve chiarezza e sburocratizzazione delle norme che attualmente regolano tali installazioni. Lo Stato deve dimostrare così di saper utilizzare le società che già possiede, come Eni, per dare un futuro industriale a questo Paese che ha necessità impellenti di investimenti in energia rinnovabili. Eni deve dedicarsi seriamente a questi  e non a progetti di dubbia efficacia. Non si può essere favorevoli agli investimenti sulle rinnovabili e chiedere nel contempo che si continui ad investire come in passato sulle estrazioni di gas naturale e quindi sulle fonti fossili. E non si può certo definire una grandissima opportunità il progetto Eni sul polo (mondiale!) a Ravenna di CO2, che ancora una volta scaricherebbe sul nostro territorio le sue peggiori politiche sulla sicurezza e la qualità ambientale, senza neppure portare benefici reali all’occupazione.
Il gas naturale non rappresenta un’opzione energetica sostenibile- nemmeno a breve termine- e in misura limitata come carburante di transizione verso l’utilizzo stabile di energie pulite. Il suo utilizzo come combustibile contribuisce fortemente all’aumento di concentrazione di gas serra.Alle  emissioni di anidride carbonica risultanti dalla combustione di gas vanno aggiunte le rilevanti emissioni prodotte durante l'estrazione e il trasporto. Il progetto CO2 prevede solo cattura e stoccaggio delle emissioni di anidride carbonica dei combustibili fossili la cui estrazione continua, come dimostra il fatto che le grandi compagnie petrolifere stanno intensificando le ricerche di idrocarburi in tutto il mondo.

IL NOSTRO 2 GIUGNO

1946 REFERENDUM MONARCHIA/REPUBBLICA
NEUTRALI I DEMOCRISTIANI, TIEPIDI I COMUNISTI
SOLO GRAZIE ALLA CAMPAGNA SENZA RISPARMIO DI ENERGIE
DI PIETRO NENNI E LA GRANDE MOBILITAZIONE DEI SOCIALISTI

È REPUBBLICA!

Ravenna, dove già prima del fascismo forte era la tradizione socialista, laica e repubblicana, fu seconda solo a Carrara per affluenza al voto e suffragi a favore della Repubblica.

ESCE L'AVANTI! DI LUGLIO/AGOSTO 2020
DIRETTO DA CLAUDIO MARTELLI

Il consuntivo 2019 al link CHI SIAMO-organi & risorse nella barra in alto

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