LA "COPERTINA" DELL' AVANTI!  DI OTTOBRE

... 32 pagine di buona politica. Si può acquistare in Federazione

A Napoli dal 4 al 6 settembre la Festa nazionale del Psi
dedicata alla ripartenza dell'Italia e al confronto
politico
(scarica qui il programma)

Si svolgerà a Palazzo Caracciolo (via Carbonara 112). Sarà un confronto politico tra partiti e parti sociali in vista anche dell’importante election day del 20 e 21 settembre, quando si terranno elezioni amministrative e regionali, oltre che il referendum sul taglio del numero dei parlamentari. “Non abbiamo voluto rinunciare a un appuntamento, quello di settembre, che riunisce i socialisti di tutta Italia ogni anno, nonostante il nostro Paese stia vivendo uno dei momenti più difficili che abbia conosciuto in questo secolo” – ha scritto il segretario Enzo Maraio in una lettera a militanti e iscritti. “La crisi economica in cui siamo già immersi non si dileguerà in breve tempo. Le forze politiche, abbandonando inutili protagonismi e con un atteggiamento responsabile, dovranno fare scelte strategiche – politiche ed economiche – per uscire dal pantano, il prima possibile”- ha aggiunto Maraio. Settembre sarà un mese cruciale: un autunno caldo che arriverà dopo una stagione già difficile. La Festa del Psi sarà un utile momento di confronto per tutti. Siamo sicuri che insieme possiamo ripartire”- ha concluso.

il n. 9 di settembre 2020 de il puntO (leggilo/scaricalo qui)

DA QUESTO NUMERO

TUTTO O QUASI SUL VOTO. DALLE REGIONALI ALLE COMUNALI
A Faenza il centro sinistra vince e Massimo Isola è il nuovo sindaco
“Faenza Coraggiosa” elegge due consiglieri. Un buon risultato per i nostri candidati

Andiamo con ordine. Il 21 e 22 settembre, oltre che per il referendum costituzionale, in sette regioni, sei a non tener conto della piccola Val d’Aosta (Campagna, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto), si è votato per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli regionali, come pure in un migliaio di comuni per l’elezione del sindaci e dei Consigli comunali. Tra questi ultimi Faenza.

REGIONALI. Se, non c’è stata alcuna spallata, per altro temuta, e ancora una volta il governo esce indenne dal voto  regionale così come da quello referendario, non ci sembra corretto trarre dal risultato nelle regioni indicazioni politiche generali di un qualche valore, almeno laddove si andava alla riconferma dei Presidenti uscenti. I sistemi elettorali regionali sono fortemente maggioritari e incentrati solo sui candidati alla massima carica, candidati che l’improvvida riforma del titolo 5° della Costituzione ha trasformato da Presidenti a Governatori - Monarchi quando si ricandidano - in grado di raccogliere un voto trasversale, che pesca indifferentemente dall’elettorato di destra e di sinistra, potenzialmente clientelare. Vincono dunque con percentuali incredibili almeno tre degli uscenti: Zaia (77%) in Veneto, De Luca (70) in Campania, Toti (56) in Liguria. Ma pure il quarto, Emiliano in Puglia, il più’debole’, ha vinto di larga misura sul suo principale concorrente.
In Campania i socialisti con il 2,5% eleggono un consigliere, mentre in Puglia, essendoci lo sbarramento al 4%, con il 3,9 non ne eleggono nessuno.
L’esiguo numero di Consiglieri regionali da eleggere, che nelle diverse regioni vanno da 40 a 60 e il sistema di calcolo di attribuzione dei seggi maggioritario, producono di fatto l’effetto di uno sbarramento implicito, dunque perché punire ulteriormente la rappresentanza politica con uno sbarramento normativo?
Così, se dovessimo trarre una valutazione politica di ordine generale constateremmo che esiste un legame stretto tra l’esito del referendum e delle regionali. L’istituzione parlamento ne esce indebolita, guadagnano invece visibilità e peso politico i governatori uscenti, già in evidenza nella crisi Covid, affrontata privilegiando la concertazione tra esecutivi a danno delle Camere. Bisognerà dunque fare grande attenzione a che le ulteriori auspicabili riforme non prendano una strada sbagliata, stravolgendo la Costituzione. Non manca, infatti, chi potrebbe vedere in un parlamento indebolito l’occasione per puntare al sindaco d’Italia, o all’Italia delle repubblichette. Non è certo un caso che Zaia trionfante abbia immediatamente dichiarato che unico interesse dei veneti è l’autonomia (differenziata).

LA CONFERMA TOSCANA. La vittoria del centro sinistra in Toscana ci riguarda da vicino perché faciliterà importanti collaborazioni che riguardano il futuro anche per la nostra regione e la nostra provincia, come le infrastrutture, con la linea Firenze-Faenza, e la candidatura alle Olimpiadi, per fare qualche esempio.

COMUNALI. Non sono buoni, per i socialisti, i risultati nelle liste assieme a partiti come Azione o Italia Viva. Paiono invece più soddisfacenti quelli ottenuti assieme agli altri della sinistra di governo. Laddove possiamo farlo e ci presentiamo con il nostro simbolo, in genere eleggiamo. Bisognerà insistere su questa via, quando possibile, perché il simbolo socialista continui ad essere sempre più presente nelle schede elettorali. Per ricostruire il Partito e ottenere soddisfazioni in futuro è importante far conoscere il simbolo e parlare con la gente perché riscopra le nostre idee.

FAENZA. Dopo le due formazioni maggiori in competizione - il Pd con il 33,9% che elegge il Sindaco e 9 consiglieri e la Lega con il 18,7 – seguono praticamente alla pari tre liste, Faenza Cresce (7,4) e Faenza Coraggiosa (7,2) per Massimo Isola, Fratelli d’Italia (7,3) per Paolo Cavina. Dunque nel centro sinistra si equivalgono due liste seconde soltanto al Pd e che eleggono entrambe 2 consiglieri, mentre conquistano un seggio ciascuno il M5S e, buon ultima, Italia Viva, le altre due liste della coalizione non eleggono nessuno.
In Faenza Coraggiosa i candidati socialisti Francesco Pitrelli e Margherita Calzoni ottengono rispettivamente 69 e 24 preferenze: una buona base di ripartenza per tornare  a crescere, a cominciare da chi ha dato fiducia ai nostri candidati. In ogni caso continueremo a portare avanti il progetto di Faenza Coraggiosa, vigileremo sull’operato della Giunta e del Consiglio e daremo il nostro contributo ovunque ci verrà consentito.
Dopo Faenza, la primavera prossima si voterà per il Comune di Ravenna. Anche qui i socialisti sono chiamati ad un impegno straordinario per garantire una loro buona presenza politicamente incisiva

 

UN NUOVO PATTO PER FAENZA
CON MASSIMO ISOLA CANDIDATO SINDACO

Si tratta di un Manifesto (leggi e scarica qui il testo integrale) frutto del confronto e del dialogo che dalla fine del 2019 il Movimento 5 Stelle, Europa Verde, L’Altra Faenza, Articolo Uno e Partito Socialista (le ultime tre formazioni oggi hanno dato vita alla lista civica Faenza Coraggiosa) hanno avviato in vista delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020. Ne è nata una collaborazione duratura e importante, che ha visto superare differenze politiche storiche per trovare una visione di futuro per la città di Faenza che sapesse tenere insieme apertura e partecipazione, necessità di trovare nuove traiettorie di sviluppo sostenibile, attenzione alle nuove e vecchie fragilità sociali, scolastiche, economiche e sanitarie. Si è cercato di immaginare una città più ecologica, inclusiva, sicura e solidale e una nuova Amministrazione Comunale capace di guidare un nuovo ruolo dei servizi pubblici, strumenti di innovazione e di riduzione delle disuguaglianze per i cittadini di Faenza. Su questa visione si sono trovati la condivisione e l’impegno di Massimo Isola, che ha sottoscritto questi contenuti da cui partiranno le azioni concrete del programma della coalizione di Centro Sinistra.

LA VITTORIA DEL SI NON CAMBIA NULLA. ANZI
Tra gli elettori più giovani - fino ai 24 anni - SI e NO si equivalgono

Non possiamo dirci sorpresi dal risultato che ha visto vincere il Si al referendum sul taglio dei parlamentari. Un taglio che rischia di minare la democrazia. E’ stata una campagna elettorale tutta in salita, noi ce l’abbiamo messa tutta. Era una battaglia che andava fatta sopratutto da chi come noi ha a cuore la Costituzione. Siamo comunque molto soddisfatti di avere convinto una discreta percentuale di elettori che le nostre ragioni del NO andavano sostenute, che i cambiamenti non si fanno con il populismo ma con riforme strutturate e complesse. Se si tocca il Parlamento bisogna farlo tenendo conto degli equilibri necessari. Resta intatta la debolezza degli argomenti dei sostenitori del SI. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili. Parimenti rimangono i danni certi alla rappresentanza di regioni piccole e medie e forze politiche minori. I correttivi già concordati per quella che quasi tutti definiscono una riforma pessima non si sa se giungeranno mai al traguardo.
La riforma costituzionale appena votata dai cittadini non prevede un disegno più o meno organico di revisione dell’assetto istituzionale in vigore senza incidere in alcun modo sui meccanismi decisionali della nostra democrazia. Non cambia il bicameralismo paritario, le funzioni delle due Camere  resteranno inalterate nell'attuale Parlamento e nel prossimo. Non muta la “doppia fiducia” verso il Governo, non si snellisce il procedimento legislativo, non viene contenuto l’abuso delle decretazione d’urgenza, della questione di fiducia e dei maxiemendamenti, non  si rafforzano i poteri di controllo del Parlamento verso il Governo e di intervento nel processo legislativo. Non riscrive le competenze dello Stato e delle Regioni, non introduce lo stato d’emergenza.
Tutti aspetti di cui si discute da almeno quaranta anni  e che non hanno mai prodotto risultati concreti. Nell’ambito degli svariati tentativi di riforma costituzionale falliti dal 1983 fin ad oggi, sono state certamente previste riduzioni della composizione delle Camere e in taluni casi anche diversa modalità di elezione di ciascuna di esse proprio per  distinguere  il differente ruolo di un ramo rispetto all’altro. Serve subito una nuova legge elettorale. La posizione del Partito Socialista è chiara: una legge proporzionale e una soglia di sbarramento che garantisca la pluralità della rappresentanza di tutte le forze politiche. 

FAENZA. UN SOCIALISTA
IN CONSIGLIO COMUNALE

MI CANDIDO A CONSIGLIERE COMUNALE
Sono Francesco Pitrelli, classe '98, studente di Farmacia presso @unibo.
È un'emozione per me poter correre alle elezioni comunali come candidato: non ci ho pensato due volte quando mi è stata data la possibilità con la lista @faenza_coraggiosa, nella quale sarò candidato insieme a @margheritacalzoni.
Perché mi candido? Per portare avanti una visione di Faenza come città europea, aperta, dinamica, ecosostenibile e solidale.
Desidero che Faenza diventi ancor di più una città vicina ai giovani e per i giovani, a misura di studente, una città dove nessuno venga lasciato indietro, una città viva e vivibile.
Io ci credo, perché Faenza ha davvero bisogno di persone giovani che, #concoraggio, portino avanti le loro idee e ascoltino i cittadini. Faenza ha bisogno di persone di sinistra, ecosocialdemocratiche. Per questo io ci credo e per questo io mi candido nella lista FAENZA CORAGGIOSA per @massimo.isola Sindaco

Il 20 e 21 settembre vota #faenzacoraggiosa #scriviPITRELLI #scriviCALZONI

#unsocialistainconsiglio
#giovani e #ambiente #concoraggio

L'AVANTI! DI SETTEMBRE...IL SOCIALISMO DELL'AVVENIRE
 

 
                                                             Francesco PITRELLI un Socialista
                                                                                            in Consiglio comunale a Faenza

REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI
I SOCIALISTI VOTANO NO

Lo sapevate che ...

evidenzia il link qui sotto, clicca col destro e "Vai alla pagina"
potrai ascoltare Enzo Maraio segretario nazionale Psi

https://www.facebook.com/enzomaraio/videos/3563847906968088/

È USCITO IL N 8 DI AGOSTO 2020 DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)
C
ON IL SUPPLEMENTO FAENZA SPECIALE ELEZIONI (leggilo e scaricalo qui)
L
A COPERTINA DEL SUPPLEMENTO
DA QUESTO NUMERO DEil puntO
L’impegno dei Socialisti a fianco del Comitato per il NO
Compaiono i primi manifesti e fervono in provincia di Ravenna le iniziative del Comitato per il NO al taglio dei parlamentari, a partire da Alfonsine, Bagnacavallo, Cervia, Faenza, Lugo, Ravenna, Russi.
MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE ORE 18:00 PIAZZA XX SETTEMBRE RAVENNA - detta dell'Aquila - il Comitato per il NO, in collaborazione con il Partito Socialista, avrà ospiti, insieme a Francesco Pitrelli segretario provinciale Psi, l’avv. Felice Besostri  e l’avv. Andrea 
Maestri.
UN   ALLA RETORICA ANTICASTA
La democrazia rappresentativa è sotto indagine, se non sotto attacco. (segue in Leggi tutto)Una vittoria del SI ridurrà la rappresentanza democratica, soprattutto quella delle regioni più piccole. Una vittoria del SI ridurrà la rappresentanza democratica, soprattutto quella delle regioni più piccole. Si sarebbe risparmiato di più tagliando stipendi e privilegi, mentre l’attenzione viene posta solo sul numero dei parlamentari: riduciamo il numero e tutto si risolve(?!).
Il 20 e 21 settembre saremo chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari.L’esito del voto, in ogni caso, non risolverà il vero problema che attanaglia la classe politica che non è la quantità dei nostri rappresentanti, ma la loro qualità intesa come formazione e competenze. Le magagne del nostro sistema allignano in regole ormai vecchie di settant’anni che andrebbero aggiornate ma l’unica riforma che rischia di arrivare in fondo è quella che non serviva. L’unica che anziché a una logica di funzionamento risponde alla narrazione politica del momento, il populismo anticasta. L’Italia del 2020 non è la stessa del 1948 quando entrò in vigore la Costituzione, che è sacra ma non intoccabile. Per accedervi serve competenza, rigore e decenza. In settantadue anni con tutti i pregi e i difetti possibili, è cambiato il tasso di alfabetizzazione degli italiani, è notevolmente aumentato il numero dei laureati e sono mutate le relazioni internazionali. Un mondo diverso che richiede parlamentari specializzati che abbiano conoscenza della Costituzione, padronanza della lingua straniera, nozioni fondamentali di economia e di diritto, precedenti esperienze amministrative in ambito comunale o regionale, oltre che specifiche competenze relative ai settori a loro assegnati. Questa non sarebbe certamente la formula magica ma un sistema di filtraggio che deve essere  inserito onde evitare che il futuro degli italiani cada definitivamente in mano all’incompetenza. Sarebbe poi importante capire quali correttivi servono al nostro assetto istituzionale, ma ancora più importante è riconoscere che la crisi della democrazia è essenzialmente una crisi della politica e dei partiti, luoghi in cui poter condividere ed acquisire conoscenze, elaborare percorsi di confronto e soluzione dei problemi.

I CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA CORAGGIOSA

1. Luca Ortolani, 41 anni, ricercatore Consiglio Nazionale delle Ricerche
2. Ilaria Visani, 34 anni, insegnante precaria
3. Edward Jan Necki detto “Eddy”, 53 anni, dirigente istituto di credito
4. Luigia Carcioffi detta “Gigia”, 59 anni, insegnante
5.Francesco PITRELLI, 22 anni, studente universitario
6.Margherita CALZONI, 37 anni, giornalista pubblicista, manager culturale
7. Gabriele Bandini, 32 anni, analista digitale e scout
8. Mariangela Ballardini, 33 anni, insegnante precaria
9. Marco Bandini detto “Bando”, 49 anni, dipendente istituto di credito
10. Benedetta Benedetti detta “Betty”, 43 anni, infermiera ospedale civile Faenza
11. Nicola Bassi, 25 anni, educatore comunità psichiatrica
12. Cristina Drei, 41 anni, mamma, impiegata e barista
13. Damiano Cavina, 45 anni, operatore del sociale e della carità
14. Paola Frascali, 45 anni, insegnante precaria
15. Giovanni Donati, 65 anni, pensionato, ex postino
16. Saadia Khaldoune detta “Souad”, 58 anni, mediatrice interculturale e volontaria centro antiviolenza
17. Giacomo Foschini, 23 anni, studente universitario
18. Catherine Ann Lowe, 26 anni, insegnante
19. Juri Montecchian, 45 anni, progettista meccanico
20. Vera Malavolti, 22 anni, studentessa universitaria
21. Mattia Randi, 30 anni, impiegato
22. Erika Maggi, 41 anni, educatrice infanzia e socia di cooperativa
23. Pietro Savorani, 24 anni, studente universitario
24. Rita Menichelli, 77 anni, pensionata, ex modellista e volontaria associazione disabili

Per l'elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale di Faenza, i socialisti votano la Lista FAENZA CORAGGIOSA a sostegno del candidato sindaco del centro sinistra Massimo Isola ed esprimono la doppia preferenza per Francesco PITRELLI e Margherita CALZONI candidati al consiglio comunale. Seguili sui social.

 
 

Francesco PITRELLI, 22 anni studente universitario di farmacia e segretario provinciale Psi
Margherita CALZONI, 37 anni, giornalista pubblicista e manager culturale

ELEZIONI FAENZA
6 LE LISTE, ANZI  7, IN APPOGGIO A MASSIMO ISOLA
CANDIDATO SINDACO PER IL CENTROSINISTRA

Sembrava che la composizione della “squadra” di centrosinistra che intende portare al successo Massimo Isola come sindaco di Faenza, non comprendesse più il M5S, che invece è rientrato quasi fuori tempo massimo, ed ora non sono più sei ma sette le liste della coalizione. 

Si tratta di Faenza Coraggiosa_ecologista-progressista-solidale (vede accomunati Partito Socialista Italiano, Articolo uno e L’Altra Faenza), Europa Verde (GreenParty), Partito Democratico, Faenza Contemporanea (cultura per lo sviluppo del territorio), Italia Viva, Faenza Cresce (che è la sintesi delle esperienze civiche "La Tua Faenza" e "Faenza 40 20") e, appunto, il MoVimento 5 Stelle.

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