IL N° 5 DI MAGGIO 2020 DE il puntO (leggilo/scaricalo qui)

(da pag. 4) IL 28 MAGGIO SI È RIUNITA LA DIREZIONE PROVINCIALE DEL PARTITO
La relazione del segretario Francesco Pitrelli si è incentrata, con particolare riferimento alla nostra realtà provinciale ma non solo, soprattutto su quattro temi: la sanità pre e post pandemia, un progetto di riformismo eco-socialdemocratico, il e le più vicine prossime tornate elettorali comunali, il  tesseramento 2020.
Sanità. Durante la fase di emergenza covid-19 è emersa la necessità di una maggiore integrazione territoriale del sistema sanitario. Sarà importante per il futuro la creazione di una nuova frontiera nella sanità territoriale avvalendosi dell’apporto, oltre che dei medici di base, della Case della salute e della farmacie.
Riforma eco-socialdemocratica. Le sfide a tutela dell’ambiente, uno stato sociale veramente universalistico, la garanzia dei diritti fondamentali a tutti, la tutela dei lavoratori, la laicità delle istituzioni e la separazioni dei Poteri dello Stato. Questi temi sono alla base per quel passo avanti perché i principi di solidarietà, umanità, ambientalismo e uguaglianza prevalgano su vecchi schemi nazionalistici.
Tesseramento. Le adesioni si devono ricercaresulla qualità della proposta politica, sia ideale che concreta, come, ad esempio, sulla sanità, sui trasporti e in generale sui servizi per la comunità ecc. A questo verranno dedicati interventi specifici con messaggi anche video sui social, in particolare dedicati ai giovani. Si partirà dall’idea eco-socialdemocratica e dalla sanità.
Elezioni amministrative. Si terranno presumibilmente in autunno a Faenza, a maggio dell’anno prossimo a Ravenna. Un’elezione, quella di Faenza, fondamentale per la città e per tutta l’Unione della Romagna Faentina. E’ necessario creare una maggioranza solida di centrosinistra, per questo il PD, che rappresenta la forza preminente, deve tener conto dell’apporto delle forze che la costituiscono. Una coalizione che proponga un progetto di miglioramento dei servizi e delle infrastrutture della città  ma anche, in vista delle elezioni comunali di Ravenna nel 2021, di un programma coerente per tutta la provincia capace di attrarre i giovani e  le menti brillanti del Paese. Dal prossimo ottobre circa 200 studenti universitari, in pìù di quelli già presenti, verranno a studiare nel nostro territorio.
__________________________________________________________________________________________________________________

PROSEGUE IL TESSERAMENTO 2020
La quota associativa di €. 52.00 che potrà essere versata anche tramite bonifico bancario (intestato a Partito Socialista Federazione Provinciale di Ravenna – IBAN: IT56C0627013183CC0830009223) per usufruire della detrazione fiscale (causale: erogazione liberale) in occasione della dichiarazione dei redditi del prossimo anno.
DESTINA IL 2x1000 AL PARTITO SOCIALISTA
Scrivi il codice R22 eapponi la tua firma nell'apposito riquadro della denuncia dei redditi. Non comporta alcun costo poiché si tratta di una quota di quanto già dovuto ai fini IRPEF.

Per altre info vai a  "comunicazioni su"  aprendo la busta nella colonna in alto a destra 

RIMETTERE IN MOTO LA RAGIONE. VALE LA PENA DI PROVARCI

VADANO GLI ALTRI DA SOLI NEL MONDO
Vorrei rovesciare un assunto spesso dato per scontato, che si debba, noi italiani e gli altri Paesi insoddisfatti di questa Europa, abbandonare la Unione Europea. Sfidiamo, invece, ad uscire dalla UE tutti quegli staterelli  (perché in termini dimensionali di questo si tratta) che insistono sul rigorismo economico, forse così capirebbero che neppure per loro da soli c’è salvezza. Solo una domanda: ma se non vogliono una Europa federale perché hanno voluto l’Euro? Una moneta unica senza prima o poi (meglio prima) un’unica politica economica e fiscale è poco meno di una follia!
Vadano dunque gli altri da soli nel mondo, un mondo che dopo aver rinunciato a governare l’economia, lasciandola in mano alla finanza, ora sembra abbandonare i principi della democrazia liberale. I segnali sono chiari, vanno da Trump a Putin, agli altri autocrati come Erdogan e Orban, ai populisti di casa nostra (italiani ed europei).

NESSUNO POSSIEDE CERTEZZE SULL’EVOLUZIONE DEL COVID19
La 
democrazia liberale ha reso possibile regolare l’avvicendamento al potere di governi che avessero cura di agire per rendere “felici” la maggioranza degli individui. Un principio che in taluni casi ha anche inciso sulle scelte di natura sanitaria secondo il criterio di profittabilità (se sia cioè utile spendere per tentare di salvare una vita anche quando ciò sia assai poco probabile). Ma anche senza arrivare a questa disumana pratica, resta valida la domanda di quale scelta si debba compiere per il maggior bene comune, di fronte a questo virus del quale – obiettivamente – si sa ancora troppo poco sui suoi effetti di massa. Da questo punto di vista è quanto meno ingiusto accusare i governi, e il nostro, di non adottare le misure giuste. Altra cosa sono, per quanto ci riguarda, la tradizionale disorganizzazione, la solita burocrazia inefficiente e, come sempre, le furbizie, gli sprechi e le vere e proprie ruberie.
Ciò detto, e lo ripeto, senza neppure per un momento accusare nessuno per le scelte fin qui fatte, poiché nessuno è un indovino (nemmeno gli scienziati), non mi sembra peregrino il dubbio se aver agito per contenere il contagio alla fine sarà risultato utile. Ammesso che si raggiunga lo scopo, avremo forse salvato un milione di vite ma reso poveri o poverissimi 59 milioni di individui. E se invece, nonostante tutto, anzi proprio perché così facendo non si è potuta acquisire l’immunità di gregge, alla fine il virus quell’ulteriore milione di vite se le prenderà lo stesso? Avremmo avuto il massimo danno su entrambi i fronti: morte e miseria! O c’è qualcuno che può assicurarci del contrario? Credo se ne debba discutere seriamente e serenamente.

NON È UNA PUNIZIONE DIVINA
Non credo ci siano molti dubbi che, prima o poi, sarebbe dovuto succedere. Da sempre i virus viaggiano dall’animale all’uomo, a maggior ragione se c’è promiscuità tra le specie selvatiche e quelle domestiche. Si aggiunga, a favorire questa promiscuità, una crescita come mai prima della popolazione del mondo con particolari effetti drammatici dove c’è più miseria. Il resto lo ha fatto lo stile di vita dei Paesi più ricchi, che ha favorito politiche predatorie dell’ecosistema. La madre ideologica di tutto questo è stata la competizione globale giocata con le carte truccate della finanza, invece che in termini di economia reale.
Non vorrei aprire una gara tra ottimisti e pessimisti, anche se mi sembra che le previsioni non indichino bel tempo, ma piuttosto aprire un confronto sul dopo, senza cadere nel luogo comune, di nessuna concretezza, che nulla sarà più come prima. Anzi diciamo meglio, nulla sarà più come prima, è vero, e di sicuro c’è da aspettarsi il peggio, ma vogliamo provare a dire in quale direzione vorremo cambiare il verso a questo mondo ingiusto e che non ci piace?

NON ACCONTENTIAMOCI, È IL TEMPO DEI GRANDI IDEALI
Se il pianeta, come dimostra la pandemia, è un villaggio globale, tutto dovrà assumere quella dimensione: ambiente, nascite, salute, istruzione, ecc.
Ci è toccato, come socialisti, di vedere il fallimento del comunismo e del capitalismo, conditi di colonialismo, guerre, dittature, stragi di popoli. In Europa abbiamo saputo contrapporre il riformismo (che è solo quello socialista) attraverso quel compromesso socialdemocratico che ha compiuto la grande impresa di fare del nostro continente quello dove si vive meglio nel mondo. È Vero che anche qui da un po’ siamo afoni, fatichiamo a rimettere a fuoco la nostra missione. Lo stato sociale che abbiamo creato scricchiola da più parti e non sappiamo come correggerne sia gli eccessi, ormai troppo costosi, sia i limiti che cominciano ad escludere nuovi emarginati; e, come nel caso dell’Italia, le distorsioni clientelari. Potrà ripartire dall’Europa una nuova primavera del socialismo? Si, purché lo si concepisca di nuovo come un’ideale internazionale, scevro quindi da nazionalismi e regionalismi, capace di lottare ovunque nei termini imposti dallo specifico contesto, per libertà, giustizia e lavoro: riformisti dove possibile, rivoluzionari dove necessario.
In conclusione qui ci avvaliamo, con poche modifiche, di quanto scrive in argomento Alberto Benzoni:
E allora, forse la “sinistra che verrà” non nascerà da quella ufficiale e non avrà la fisionomia partitica ma piuttosto quella di un fronte costituito dal comune sentire di aree diverse tra loro e, necessariamente quindi, una dimensione internazionale e internazionalista. Frutto non di accordi di vertice ma della crescita di tanti movimenti e di tante esperienze separate, il suo fattore determinante sarà il crescere dell’indignazione e della protesta suscitata dall’enormità delle sofferenze dei governati rapportata alla cecità dei governanti; il discrimine sul quale si radicherà è quello tra cultura della solidarietà e barbarie.
Un'utopia? Un mito? O non piuttosto un'idea/forza, l'unica a nostra disposizione?

IL NOSTRO 2 GIUGNO

1946 REFERENDUM MONARCHIA/REPUBBLICA
NEUTRALI I DEMOCRISTIANI, TIEPIDI I COMUNISTI
SOLO GRAZIE ALLA CAMPAGNA SENZA RISPARMIO DI ENERGIE
DI PIETRO NENNI E LA GRANDE MOBILITAZIONE DEI SOCIALISTI

È REPUBBLICA!

Ravenna, dove già prima del fascismo forte era la tradizione socialista, laica e repubblicana, fu seconda solo a Carrara per affluenza al voto e suffragi a favore della Repubblica.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE DEL PSI

Il Partito Socialista Italiano ha lanciato una raccolta firme - su proposta della federazione romana del Psi - attraverso change.org, per chiedere al Governo l’istituzione urgente di un reddito minimo di quarantena per tutte quelle persone che si trovano senza nessun reddito in queste settimane di lockdown, dovute all’emergenza sanitaria. Parliamo di anziani soli, disoccupati, lavoratori precari ed intermittenti, lavoratori in nero.

"Sono troppe le persone che a breve non riusciranno nemmeno più a fare la spesa. Cittadini, sopratutto anziani, che sono stati assistiti dalle forze dell’ordine perché non avevano più soldi per comprare un pezzo di pane. Proponiamo al governo - ha affermato Enzo Maraio, segretario del Psi - di dare a tutte le famiglie, in questo periodo senza reddito e che non rientrano nel Rdc, un contributo straordinario di 400€ al mese per tre mesi almeno da consentire di mettere un piatto a tavola. È una misura fondamentale per la tenuta del tessuto sociale italiano”. Per ricevere maggiori dettagli e firmare la petizione clicca qui! 

Con l'occasione del 1° maggio, torna l'Avanti! cartaceo che si affianca come periodico all'Avanti! on line quotidiano (qui per leggerlo/scaricarlo)

IL NOSTRO PRIMO MAGGIO

Due dediche a questo primo maggio 2020, per non parlare solo di covid-19.

La prima alla nostra storica Aurora che da lunedì 4 vedrà sostituita l'insegna luminosa del Partito con il cambio del vecchio simbolo con quello recante di nuovo il garofano. un'insegna con le stesse caratteristiche esteriori, ma dotata di nuove funzionalità, illuminata al led e un sensore che in base alla luminosità esterna la accende o la spegne.

La seconda al "Primo Maggio" di Edmondo De Amicis. Rimasto incredibilmente inedito e sconosciuto per quasi un secolo, solo nel 1980  è stato pubblicato il romanzo Primo Maggio (ed. Garzanti) che Edmondo De Amicis  scrisse nel 1890 a suggello della sua adesione al nascente socialismo italiano. Nell’opera viene affrontata la tematica delle misere condizioni in cui vive gran parte della popolazione, a partire da una scrupolosa, sincera e accorata denuncia delle colossali ingiustizie del capitalismo nell’arretratissima Italia del fine ottocento e lo sdegno per il vero e proprio muro opposto dal miserabile egoismo e cinismo della classe borghese alle giuste e sacrosante rivendicazioni della stragrande maggioranza del popolo.
“La moltitudine dà tutto alla società e non ne riceve pressoché nulla, suda sopra la terra, si logora nelle officine senza cavarne altro frutto che la miseria, mentre un piccolo numero trova che la vita è bella. La prima cosa da farsi per sopprimere l’ingiustizia è quella di riconoscerla e proclamare il buon diritto di chi si lamenta.
Il disordine immenso nella produzione di tutto ciò che alla società è necessario, l’anarchia dell’industria ridotta ad un gioco d’azzardo, una libera concorrenza che mette in perpetuo contrasto l’interesse personale con interesse collettivo, che mette il lavoro, funzione sociale, senza protezione e senza diritti, trascurando ogni cosa utile che non frutti a chi la produce. Una società che tende a dividere in una piccola schiera di dominatori, che hanno tutto, in una folla immensa che ha ben poco. La parte che è data ai lavoratori sul progetto generale della ricchezza non è proporzionata alla parte che essi rappresentano nell’opera generale della produzione della ricchezza. Questa grande miseria deve sparire tutta o in gran parte, il lavoro non deve mancare e deve essere più umano, i ragazzi devono essere istruiti e le disuguaglianze ingiuste devono scomparire. La società diventi quasi un’immensa famiglia, in cui ciascuno, per interesse proprio, desideri il bene di tutti gli altri”.

UNA NUOVA ITALIA
lettera del Segretario Enzo Maraio agli iscritti del Psi

Care compagne, Cari Compagni,
ad un anno dal Congresso straordinario che mi ha eletto Segretario del partito voglio ringraziarvi, di cuore, per il lavoro che svolgete quotidianamente sui territori, nelle istituzioni e nelle singole sezioni. Con passione e, spesso, l’abnegazione personale.
Solo un anno eppure tutto è cambiato: da un nuovo Governo a questa emergenza senza precedenti, che ci mette di fronte una nuova Italia alla quale dovremo saper dare nuove risposte.
Eravamo partiti con un governo giallo verde e ci siamo ritrovati in un governo giallo rosso per spirito di responsabilità e per mettere l'Italia al riparo dal rischio di essere travolta dalla deriva illiberale della destra salviniana.
Abbiamo modificato il nostro simbolo, reintroducendo il garofano nel ventennale della scomparsa di Craxi e affrontato le ultime elezioni con entusiasmo e impegno.
Nei prossimi mesi dovremo fare, insieme,  un lavoro difficile ma fondamentale. Getteremo le basi per la nuova Italia. La storia ci insegna che dopo le grandi “disgrazie” l’Italia si è sempre rialzata più forte di prima e con diversi sistemi di gestione e di poteri. Leggo negli ultimi giorni che si sta alimentando un dibattito sulla necessità di una nuova costituente che ridisegni l’ asset dello Stato. Noi ci siamo! Lo abbiamo detto tempo fa, quando già si intravedeva un decadimento politico e culturale causato dai fautori dell’uomo solo al comando. Lo confermiamo oggi, dove a quel decadimento si è affiancata una grande crisi economica che è solo all’inizio. Nei prossimi mesi dovremo dare agli italiani la nostra visione di Stato nuovo, capace di dare risposte certe e in tempi brevi ai cittadini, che sappia decidere in barba al ballettio di competenze concorrenti che spesso hanno imbalsamato il Paese. Certo, non ci saranno De Gasperi, Saragat o Togliatti a dare una nuova forma di Stato all’Italia, ma sarà nostro compito contaminare la discussione politica con le nostre idee e le nostre proposte. Non appena usciremo da questa emergenza, convocheremo una conferenza aperta, programmatica e organizzativa dei socialisti italiani, per discutere su tre argomenti fra tutti: riforma dello Stato, riforma dell’Europa, riforma della società che deve inevitabilmente mettere al primo posto la tutela dell’individuo.
Sarà un lavoro duro ma con la collaborazione di tutti quanti Voi saremo in grado di spingere il nostro partito verso una nuova primavera! Viva il Psi!

SUL N° 4 DI APRILE 2020 DE il puntO 

 IL NOSTRO 25 APRILE 

Il 25 aprile, per i socialisti e tutti i democratici d'Italia è una data spartiacque che, con la liberazione dal nazi-fascismo, ha risollevato tutte le speranze per un futuro migliore, e così in larga parte è stato. Potevamo, nonostante le attuali angosce, non ricordarcene per onorare la memoria dei nostri martiri della libertà e, con loro, gli artefici della ritrovata democrazia? No davvero!

Questo numero de il PuntO non è, come di consueto, ricco di notizie e commenti, credo comprendiate che non era possibile diversamente. (leggilo e scaricalo qui)

SANITÀ, SCUOLA, LAVORO PER LA RINASCITA
di Francesco Pitrelli *

In questa situazione di emergenza sanitaria i socialisti ringraziano quanti, medici, infermieri, volontari, addetti ai servizi ospedalieri, ricercatori e farmacisti stanno prestando la loro opera contro il nuovo Coronavirus. Non succeda però che, terminata l’emergenza, ci dimentichiamo di loro e di tutti gli altri lavoratori.

L’emergenza sanitaria, oltre a confermare la qualità della nostra sanità, ha fatto anche emergerei guasti dovuti a una limitazione delle risorse e a una riduzione dei presidi. E ancora una volta, di fronte a questi limiti, emergono numerosi i gesti di solidarietà di aziende e società civile. A emergenza finita, se ne ricordino lo Stato e le Regioni, così come non si dimentichino però, di chi adesso sta facendo sforzi sovraumani, con turni massacranti e a rischio di contagio, per curare i malati positivi al COVID-19 e, ovviamente, tutti gli altri. Superata la fase nella quale si è ritenuto utile, speriamo provvisoriamente, considerare abilitante la Laurea in Medicina e Chirurgia, bisognerà stanziare più fondi per la sanità e aumentare le borse di specializzazione post-laurea, così da avere un turnover di medici specializzati.

La nostra regione ha uno dei migliori sistemi sanitari della Nazione, ma come è stato più volte ribadito c’è ancora molto da fare: investiamo per la terapia intensiva e per evitare la chiusura di interi reparti, così da garantire una completa copertura dei servizi.

Non dimentichiamoci di tutti gli altri lavoratori, cogliamo l’occasione per imparare dagli errori del passato, investiamo più risorse, economiche ma non solo, in istruzione e politiche del lavoro, in prevenzione ed educazione civica. Ascoltiamo le preoccupazioni di chi lavora, nelle fabbriche come nelle campagne, nell’artigianato, nel commercio e nel turismo. Non se ne dimentichino, a emergenza finita, il Governo e la Regione. Alla fine bisognerà fare i conti con una situazione economica grave e saranno richiesti sforzi da parte di tutti, sarà necessario coraggio per ripartire, un coraggio che i romagnoli, insieme ai fratelli emiliani, hanno sempre dimostrato.

I socialisti chiedono che tutta la politica abbandoni gli schieramenti e lavori in sinergia, abbandonando regionalismi in Italia e nazionalismi in Europa e nel mondo. I socialisti, infine, non si dimenticheranno degli sforzi e delle preoccupazioni di tutti, né delle criticità nei luoghi di lavoro e di studio e si batteranno affinché nessuno venga abbandonato e lasciato indietro.

* segretario provinciale Psi Ravenna 

CHE LA PASQUA SEGNI LA VIA PER ANDARE OLTRE!

Tutte e tre le religioni monoteiste del bacino del mediterraneo festeggiano, seppure non nella stessa date e con modalità diverse, la pasqua.
La parola pasqua, dall’aramaico e dall’ebraico, significa passaggio/andare-oltre.
Da sempre l’uomo ha affidato il proprio destino a riti di passaggio come quelli per il cambio delle stagioni, per il capodanno, per la nascita e la morte, ecc.
Nella pasqua il rito di passaggio-cambiamento-purificazione-rinnovamento assume diversi significati, quello della Liberazione per gli ebrei, della Resurrezione per i cristiani, del Sacrificio (dell’agnello ‘perfetto’ offerto a Dio da Abramo per risparmiare il sacrificio del figlio) per i musulmani.

Tutte e tre le significanze pasquali sono importanti sia in termini religiosi che di festività civile.
La forza della bibbia, però, penetra meglio questo nostro passaggio epocale.

E' CON QUESTA 'FORZA' CHE VI AUGURIAMO BUONA PASQUA!
La pasqua ebraica trae la sua motivazione dal racconto biblico dell’esodo dall’Egitto e della liberazione del popolo di Israele. Ci sono volute 10 devastanti piaghe durate anni, per ottenere dal Faraone la libertà di lasciare l’Egitto. L’ultima, la più tremenda, ha risparmiato i primogeniti del popolo e del bestiame degli ebrei grazie al segno del sangue di agnello, non quelli degli egiziani. Liberazione è vero, ma pure una violenta rappresentazione del sacrificio necessario per la purificazione e meritare di andare oltre.
L’evocazione biblica dell’esodo e la pasqua ebraica per solennizzare lo scampato pericolo e la definitiva liberazione sembrano rappresentare pienamente l’odierna situazione e la speranza di un migliore futuro.

E SE PER ESSERE CONCRETI SERVISSE “FILOSOFARE”?

Primum vivere deinde philosophari, cioè prima (si pensi a) vivere, poi (a) fare della filosofia, è l’antica formula latina con la quale si richiama alla concretezza per affrontare l’urgenza delle situazioni più gravi, senza troppo “pensarci su”. Ma se pensarci su servisse a rendere più efficace l’agire, dotandolo di basi metodologiche più solide?L’attuale emergenza sta esaltando al massimo i guasti che l’illimitata diffusione nell’uso dei social e il martellante bombardamento dei media può produrre sulla qualità della politica e dell’informazione, trascinando con sé la compatibilità delle regole della democrazia con la risoluzione dei problemi. Ognuno, ma proprio tutti, persino fior fiore di giornalisti e leader politici, sputa sentenze, accusa i decisori di inettitudine. Vorrei vedere tutti costoro, messi a decidere, come se la caverebbero!
Alla fine potrebbe frullarci in testa che la regola aurea della democrazia, secondo la quale basta essere maggiorenni per avere diritto di voto, così come ogni altro diritto, sia un problema. Vacilla la convinzione che l’influenza del singolo sull’opinione generale sia staticamente poco rilevante nel distorcere la qualità del risultato, poiché mediato nei grandi numeri. Come dire che più il campione è ampio più l’opinione prevalente è “buoma e giusta”. Siamo sicuri? Si, ma solo ad alcune condizioni, più istruzione e più educazione civica, innanzitutto. Ma anche riconoscere che, con il crescere della complessità del governo delle cose del mondo, l’intreccio tra chi esercita la rappresentanza e i saperi indispensabili a concretizzare, dunque primum vivere, gli obiettivi dei Parlamenti, è indispensabile ed è pure cosa buona e giusta.
Riuscite a immaginare chi altri se non i “famosi vituperati burocrati”, ovvero quelli tra loro più competenti, avrebbe da ultimo potuto stabilire i meccanismi del nuovo intervento della BCE e altre misure altrettanto complesse?
L’Europa è anche tutto questo, una democrazia pienamente rappresentativa e illuminata da una grande tradizione di saperi eccellenti, come nessun altro nel mondo. Basterebbe ce ne rendessimo tutti conto.
Se no non ci resta che metterci nelle mani di chi sembra propenso a credere che gli europei non abbiano bisogno dell’Europa.

20.03.2020 Lorenzo Corelli

PIÙ CONTROLLI SUGLI AUMENTI DEI PREZZI
Chiediamo a Prefetture e Comuni più controlli per ostacolare fenomeni speculativi
Francesco Pitrelli*

Durante questa emergenza da COVID-19 sono state richiamate all’attenzione della cittadinanza, delle forze dell’ordine e dei giornalisti varie notizie di aumenti dei prezzi spropositati sia dei dispositivi di protezione individuale, le mascherine, che su beni primari, come frutta e verdura. Servono quindi maggiori controlli da parte di Prefetture e Comuni per evitare che si continui con le speculazioni e le truffe nei confronti della gente, che proprio in questo periodo ha bisogno di comprare soprattutto i dpi.

Certamente accogliamo positivamente la notizia sulla distribuzione di mascherine gratuite da parte della Regione Emilia-Romagna, sperando che questo sia un passo verso l’obbligatorietà delle mascherine nei luoghi pubblici anche nella nostra regione, ma proprio perché la quantità è comunque molto inferiore rispetto al numero degli abitanti, per esempio a Faenza spettano 29000 mascherine a fronte di una popolazione di circa 59000 persone, deve essere data la possibilità a tutti di reperirle a prezzi adeguati.

Non dimentichiamoci che ci sono molte persone anche nella nostra provincia che in questo momento sono in cassa integrazione o sono senza stipendio e che vivono, quindi, con maggiore preoccupazione l’aumento dei prezzi. Per questo motivo la Direzione del Partito Socialista ha avviato ha una raccolta firme sulla piattaforma change.org per chiedere al Governo l’istituzione di un reddito minimo di quarantena. Non si può escludere che, a tutela delle fasce più deboli, il Governo debba intervenire anche con provvedimenti atti a calmierare i prezzi.
(8 aprile 2020))

*segretario provinciale Psi Ravenna

FARE CHIAREZZA
INTERVIENE IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PSI DI RAVENNA FRANCESCO PITRELLI
CON L’AUSPICIO CHE SI RITROVI IL SENSO DI COMUNITÀ, ABBANDONANDO REGIONALISMI E NAZIONALISMI,
E SI IMPRIMA LA GIUSTA SPINTA AL SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA COVID19 

Encomiabili certo gli aiuti agli altri Paesi da parte della Cina, ma che derivano dalla necessità di "rifarsi la faccia" all'estero dopo aver tenuto nascosto per mesi probabilmente questo nuovo virus, come nel caso della SARS. Non a caso in Cina stanno aumentando sentimenti nella popolazione di democrazia. Ricordiamoci anche che la Cina, da potenza mondiale che è, cerca di espandere la propria egemonia anche in Europa, visti anche i rapporti Europa-USA. Per questo è necessario fare non un passo, ma un balzo avanti in questa Europa, perché divisi siamo più fragili, come nel caso del Regno Unito che rischia di diventare uno stato dipendente dagli USA (la rivalsa dell'ex colonia?). Un'Italia solitaria [prosegui, contiene un video] non reggerà mai alla potenza cinese.

18.03.2020  Francesco Pitrelli

Vi lascio anche questo video a riguardo, non è sicuramente necessario essere d'accordo, ma presenta un punto di vista critico da cui, secondo me, si possono prendere spunti su questa Europa:

https://www.youtube.com/watch?v=RPWYpcMGQ28&fbclid=IwAR2eE0K_2a6vyzUw6PFTc46FSH_9EBUe46VA6A99erIFb7537YDUAnoOZ1A

Sei qui: Home Primo Piano