il n. 9 di settembre 2020 de il puntO (leggilo/scaricalo qui)

DA QUESTO NUMERO

TUTTO O QUASI SUL VOTO. DALLE REGIONALI ALLE COMUNALI
A Faenza il centro sinistra vince e Massimo Isola è il nuovo sindaco
“Faenza Coraggiosa” elegge due consiglieri. Un buon risultato per i nostri candidati

Andiamo con ordine. Il 21 e 22 settembre, oltre che per il referendum costituzionale, in sette regioni, sei a non tener conto della piccola Val d’Aosta (Campagna, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto), si è votato per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli regionali, come pure in un migliaio di comuni per l’elezione del sindaci e dei Consigli comunali. Tra questi ultimi Faenza.

REGIONALI. Se, non c’è stata alcuna spallata, per altro temuta, e ancora una volta il governo esce indenne dal voto  regionale così come da quello referendario, non ci sembra corretto trarre dal risultato nelle regioni indicazioni politiche generali di un qualche valore, almeno laddove si andava alla riconferma dei Presidenti uscenti. I sistemi elettorali regionali sono fortemente maggioritari e incentrati solo sui candidati alla massima carica, candidati che l’improvvida riforma del titolo 5° della Costituzione ha trasformato da Presidenti a Governatori - Monarchi quando si ricandidano - in grado di raccogliere un voto trasversale, che pesca indifferentemente dall’elettorato di destra e di sinistra, potenzialmente clientelare. Vincono dunque con percentuali incredibili almeno tre degli uscenti: Zaia (77%) in Veneto, De Luca (70) in Campania, Toti (56) in Liguria. Ma pure il quarto, Emiliano in Puglia, il più’debole’, ha vinto di larga misura sul suo principale concorrente.
In Campania i socialisti con il 2,5% eleggono un consigliere, mentre in Puglia, essendoci lo sbarramento al 4%, con il 3,9 non ne eleggono nessuno.
L’esiguo numero di Consiglieri regionali da eleggere, che nelle diverse regioni vanno da 40 a 60 e il sistema di calcolo di attribuzione dei seggi maggioritario, producono di fatto l’effetto di uno sbarramento implicito, dunque perché punire ulteriormente la rappresentanza politica con uno sbarramento normativo?
Così, se dovessimo trarre una valutazione politica di ordine generale constateremmo che esiste un legame stretto tra l’esito del referendum e delle regionali. L’istituzione parlamento ne esce indebolita, guadagnano invece visibilità e peso politico i governatori uscenti, già in evidenza nella crisi Covid, affrontata privilegiando la concertazione tra esecutivi a danno delle Camere. Bisognerà dunque fare grande attenzione a che le ulteriori auspicabili riforme non prendano una strada sbagliata, stravolgendo la Costituzione. Non manca, infatti, chi potrebbe vedere in un parlamento indebolito l’occasione per puntare al sindaco d’Italia, o all’Italia delle repubblichette. Non è certo un caso che Zaia trionfante abbia immediatamente dichiarato che unico interesse dei veneti è l’autonomia (differenziata).

LA CONFERMA TOSCANA. La vittoria del centro sinistra in Toscana ci riguarda da vicino perché faciliterà importanti collaborazioni che riguardano il futuro anche per la nostra regione e la nostra provincia, come le infrastrutture, con la linea Firenze-Faenza, e la candidatura alle Olimpiadi, per fare qualche esempio.

COMUNALI. Non sono buoni, per i socialisti, i risultati nelle liste assieme a partiti come Azione o Italia Viva. Paiono invece più soddisfacenti quelli ottenuti assieme agli altri della sinistra di governo. Laddove possiamo farlo e ci presentiamo con il nostro simbolo, in genere eleggiamo. Bisognerà insistere su questa via, quando possibile, perché il simbolo socialista continui ad essere sempre più presente nelle schede elettorali. Per ricostruire il Partito e ottenere soddisfazioni in futuro è importante far conoscere il simbolo e parlare con la gente perché riscopra le nostre idee.

FAENZA. Dopo le due formazioni maggiori in competizione - il Pd con il 33,9% che elegge il Sindaco e 9 consiglieri e la Lega con il 18,7 – seguono praticamente alla pari tre liste, Faenza Cresce (7,4) e Faenza Coraggiosa (7,2) per Massimo Isola, Fratelli d’Italia (7,3) per Paolo Cavina. Dunque nel centro sinistra si equivalgono due liste seconde soltanto al Pd e che eleggono entrambe 2 consiglieri, mentre conquistano un seggio ciascuno il M5S e, buon ultima, Italia Viva, le altre due liste della coalizione non eleggono nessuno.
In Faenza Coraggiosa i candidati socialisti Francesco Pitrelli e Margherita Calzoni ottengono rispettivamente 69 e 24 preferenze: una buona base di ripartenza per tornare  a crescere, a cominciare da chi ha dato fiducia ai nostri candidati. In ogni caso continueremo a portare avanti il progetto di Faenza Coraggiosa, vigileremo sull’operato della Giunta e del Consiglio e daremo il nostro contributo ovunque ci verrà consentito.
Dopo Faenza, la primavera prossima si voterà per il Comune di Ravenna. Anche qui i socialisti sono chiamati ad un impegno straordinario per garantire una loro buona presenza politicamente incisiva

 

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