LA FIDUCIA AL GOVERNO NON È UNA CAMBIALE IN BIANCO

Tra gli alti dirigenti del Pd è tutto un rilanciare a livello locale e regionale l’alleanza con i grillini. Significa che il governo di necessità, costruito per mettere in un angolo Salvini e la sua pericolosa mania dei pieni poteri, sta diventando coalizione politica. Una trasformazione repentina in assenza di un progetto di Paese. Di Maio non può essersi risvegliato di punto in bianco di sinistra, e la sinistra riformista, prima di decidere alleanze stabili con movimenti fino a ieri antisistema, deve darsi una bussola. L’asse esclusivo Pd-Grillini somiglia troppo a una riedizione del blocco veltroniano a vocazione maggioritaria, a una tenaglia dove la cultura democratica, liberale, del socialismo umanitario, dei tanti sindaci civici verrebbe messa in un angolo. Un’Italia rinserrata in una forbice a due proprio non ci è mai piaciuta. Costruiamo uno spazio che impedisca questa tenaglia.
È dal 1992 che l’Italia è “senza i socialisti” e il Pil pro capite italiano è tornato percentualmente allo stesso livello che avevamo nel 1961: siamo tornati indietro di oltre mezzo secolo. C'è tanto lavoro da fare per avere una nuova idea di Paese e per una nuova politica democratica, che costruisca un futuro migliore per tutti.

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