E' USCITO IL N. 6/2019 DI GIUGNO DE il puntO
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DI SEGUITO LA SINTESI DELLA RELAZIONE DEL SEGRETARIO MARCO STRADA
AL CONGRESSO REGIONALE DEL PSI TENUTOSI A BOLOGNA IL 22 MAGGIO

Alleanze politiche e sociali, lavoro, salute, istruzione, ambiente, e riforme istituzionali, per un programma socialista che completi l’opera di fare dell’Emilia Romagna una delle grandi regioni socialdemocratiche d’Europa. Questa l’agenda del Partito per le elezioni regionali d’autunno. 

Il lavoro nelle sue varie declinazioni (precario, sottopagato, nero, privo di regole e garanzie), la lotta alle disuguaglianze, ambiente per uno sviluppo eco sostenibile, riassetto istituzionale con il ritorno alla elezione diretta delle amministrazioni provinciali e del sindaco della Città metropolitana, sicurezza e sostegno socio-sanitario ai più deboli e bisognosi, saranno i problemi al centro della Conferenza Programmatica che il partito socialista terrà nel mese di settembre e che costituirà il suo programma elettorale. 

In altri termini si tratta di entrare nel vivo dei temi dello sviluppo compatibile, della coesione sociale, di una ulteriore qualificazione del welfare, di una incisiva azione di tutela dei ceti più deboli, accompagnata da investimenti infrastrutturali e da politiche del lavoro più eque e diffuse, aspetti questi sui quali la nostra regione ha già raggiunto importanti risultati ma che ancora abbisognano di miglioramenti significativi.  

Siamo alla vigilia di una possibile e non auspicabile svolta epocale per la nostra regione, dopo aver perso Ferrara e Forlì e diversi comuni superiori ai 15.000 abitanti e dopo aver assistito ad una esplosione del consenso a favore della Lega, oggi primo partito, il rischio di perdere il governo della regione è quanto mai reale.

Il PSI si impegnerà con forza e determinazione per ricostruire un centrosinistra ampio, coeso, unitario e nuovo che veda un cambio di atteggiamento da parte del Pd, perché si recuperi uno spirito unitario, aperto al civismo e al mondo associativo, quello spirito che contraddistinse l’Ulivo. È ciò che abbiamo già cercato di fare alle europee, concorrendo con +Europa alla competizione elettorale, per mettere in campo un secondo attore politico che renda più ampia la l’offerta politica nel campo del centro sinistra. 

Alle ultime Elezioni Europee, infatti, la nostra scelta è stata quella di un’alleanza con +Europa, una scelta coraggiosa e di buon senso anche se non priva di criticità. Non era per altro praticabile una ipotesi autonoma, in mancanza dell’avvallo del Pse – a noi piuttosto che al Pd - per essere esentati dalla raccolta delle firme necessarie a presentare una lista socialista, in pochi giorni.

Faremo di tutto perché la scelta di guardare ad un progetto veramente nuovo, anche se ancora in fase di rodaggio e con prospettive politiche non ancora del tutto chiare, non risulti dettata soltanto dalla necessità di rimediare al fatto che non si era provveduto a convocare il congresso nazionale meno a ridosso delle Elezioni Europee. Di fatto a una settimana o poco più dal temine per la presentazione delle liste. Per questo, in vista delle regionali di autunno nella nostra regione, riteniamo urgente che si esca dall’equivoco che si sia trattato dell’ennesima alleanza, una delle tante che si sono susseguite negli anni, provocando la progressiva disaffezione della comunità socialista. La richiesta è che si intraprenda un percorso federativo, perché ogni soggetto politico costituente di +Europa vi si possa riconoscere pur mantenendo la propria autonomia. 

Se tutto ciò non dovesse dimostrarsi praticabile, non potremo che presentaci in modo autonomo. 

Bologna, 22 giugno 2019

  

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