Dopo l'uscita de il puntO n. 5/2019 come il precedente incentrato sulle elezioni 
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IL 23 MAGGIO A RAVENNA SOCIALISTI E REPUBBLICANI HANNO
CHIUSO ASSIEME LA CAMPAGNA ELETTORALE DI +EUROPA    

 
 
I
NTERVISTA A RITA CINTI LUCIANI
Più donne e più Europa per una comunità più giusta

Sono cinque le candidate socialiste presenti nella lista +Europa, per puntare a una maggiore presenza femminile nel prossimo Parlamento di Strasburgo che sarà rinnovato dal voto di domenica 26 maggio. Nella circoscrizione nord est è candidata Rita Cinti Luciani. Dal 1988 è stata consigliere e vicesindaco e dal 2006 al 2016, per due mandati consecutivi, sindaco del Comune di Codigoro. Successivamente  consigliere e assessore provinciale di Ferrara, con deleghe alla cultura, istruzione e pari opportunità. Laureata in filosofia all’università di Bologna, docente in lettere all’I.C. di Codigoro.
Perché ti sei candidata? Perché l’Unione Europea deve essere più aperta ma più nostra. Perché non possiamo perdere la nostra identità, i nostri valori e la nostra cultura. La nuova Europa deve rappresentare un sogno realizzabile: gli “Stati Uniti d’Europa”, basato sui grandi principi che hanno ispirato uomini come Spinelli, Rossi e Turati. La nuova Europa deve superare l’Europa della moneta, del rigore, delle divisioni. E’ necessaria una sola voce in campo internazionale. Un unico esercito europeo.
Quale è la riforma più importante che il nuovo Parlamento europeo deve varare o, almeno, impostare? C’è bisogno di un vero governo cui attribuire poteri reali in diversi settori: politica di sicurezza, immigrazione, economia, difesa e un commercio internazionale che favorisca le nostre imprese e tuteli le nostre eccellenze e il made in Italy. Una Federazione unica per essere ancora più forti, che parli nell’interesse di tutti.
Quali sono i punti principali del tuo programma? L’Europa deve essere più giusta, più giovane, più sicura e competitiva. Più giusta perché deve essere in grado di dare risposte ai grandi temi del lavoro, della concorrenza sleale alle nostre imprese a livello internazionale, deve inoltre ridare voce al ceto medio e affrontare l’emergenza della povertà sempre più dilagante, a partire dal sistema previdenziale insufficiente a far fronte alle fragilità dei nostri concittadini. Servono nuove regole per il mercato del lavoro. Costruire un mercato del lavoro moderno significa non lasciare nessuno solo ma accompagnarlo in tutte le fasi della vita professionale con un grande piano di politiche attive e  formative. Garantire a tutti i cittadini il  diritto alla formazione è il modo migliore per proteggerli da un mercato del lavoro in continua evoluzione, sempre di più basato sulle competenze.
Scuola, lavoro e disoccupazione. Le politiche dell’Unione per i giovani sono state adeguate ai tempi? Il futuro di tante generazioni di giovani dell’era Erasmus è nelle mani della nuova Europa. Così com’è oggi non e più sufficiente, è un’Europa lontana con ancora troppe contraddizioni istituzionali. Il nostro obiettivo è quello di dare una risposta a tutti i giovani che non possono farcela da soli a diventare, prima che liberi professionisti, professionisti liberi.
Pensi che una maggiore presenza femminile possa contribuire a una Unione più giusta? “Più donne più Europa” è il mio slogan perché le elezioni Europee del 26 maggio saranno fondamentali per il futuro dell’Italia e dell’Europa. La lotta per i diritti delle donne e la loro tutela sono ancora necessarie. Anche se le donne in Europa dovrebbero godere di uguaglianza, emancipazione e sicurezza, per troppe questi diritti non sono ancora piena realtà. L’obiettivo è dunque di abbattere le discriminazioni di genere e porre fine alla violenze e le molestie ancora molto diffuse, sollecitando quella parità di genere, già prevista come impegno strategico 2016-2019 dalla Commissione europea.

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